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Reggio: l'arte di Mantegna nel focus dell'Anassilaos

Si terrà martedì 17 aprile alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso il quarto degli incontri promossi dall'Associazione Culturale Anassilaos sul tema "La percezione visiva da Giotto a Dalì". L'artista analizzato dalla Prof.ssa Elvira Leuzzi Calveri sarà, dopo Giotto, Masaccio e Botticelli, Andrea Mantegna, nato nel 1431 ("Nacque, secondo la opinione di molti, Andrea in una villa vicino a Mantova" scrive Giorgio Vasari) e morto a Mantova nel 1506. "Nato d'umilissima stirpe in contado" (Vasari) e allievo a Padova di Francesco Squarcione, la cui bottega –scrive Roberto Longhi – vide "una brigata di disperati vagabondi figli di sarti, di barbieri, di calzolai e di contadini che passarono in quei vent'anni nello studio dello Squarcione a studiare Donatello", Mantegna ricevette una formazione pittorica ed anche culturale di un ambiente colto nel quale erano grandemente diffuse le novità tecniche degli artisti toscani. In tale ambiente egli maturò anche una notevole conoscenza del mondo classico, della storia come dell'architettura, soprattutto romana, di cui diede prova nella struttura compositiva delle sue opere e nei mirabili "I trionfi di Cesare" . Le sue prime opere vennero realizzate a Padova nella Cappella degli Ovetari nella chiesa degli Eremitani. Qui realizzò le storie di San Cristoforo e di San Giacomo. Nonostante che gli affreschi siano oggi di difficile lettura a causa dei danneggiamenti subiti nel corso dei bombardamenti della 2^ Guerra Mondiale non è difficile scorgere in essi alcuni elementi che troveremo nel Mantegna maturo: un rigoroso impianto compositivo e una notevole tensione drammatica. Dopo una breve presenza a Ferrara (1449) nel 1452 fece ritorno a Padova. Qui dipinse il polittico di San Luca e l'Orazione nell' Orto oggi alla National Gallery (Londra) che rivela l'influenza di Giovanni Bellini. Per la Basilica di San Zeno a Verona realizzò il polittico di San Zeno e il San Sebastiano oggi al Kunsthistoriches Museum di Vienna. Nel 1459 lo troviamo a Padova, alla corte dei Gonzaga. Qui realizza il trittico agli Uffizi (Adorazione dei Magi, Presentazione, Ascensione), ma soprattutto il ciclo di affreschi (1474) per la "Camera degli sposi", nel castello di Mantova, raffiguranti l'Arrivo di un messaggio alla famiglia Gonzaga e l'Incontro del marchese Ludovico col figlio Francesco. "... fu amicissimo del marchese Lodovico di Mantova... e in detto luogo similmente è una camera con una volta lavorata in fresco, dove sono | dentro molte figure che scortano al di sotto in su, molto lodate certamente, e da lui benissimo considerate" (Vasari) . Negli ultimi anni della sua vita (1478/1480) lo stupefacente Cristo Morto visto di scorcio, oggi a Brera e nel 1490 il ciclo dei Trionfi di Cesare oggi conservati a Loinda ad Hampton Court.