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Reggio: Temerariamente e Casapound discutono di spazi sociali a Palazzo San Giorgio

temerariamente spazisocialidi Giuseppe Chirico - Alla fine, nonostante le polemiche, il dibattito si è tenuto. Il Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria, ha visto la presenza di rappresentanti di diverse associazioni di promozione sociale operanti nel centro-sud della Penisola, dal Lazio alla Sicilia. Vero e proprio momento di incontro e confronto, il dibattito è stato introdotto e moderato da Domenico Pardo, della reggina TemerariaMente. Il tema degli spazi sociali è stato affrontato ascoltando le testimonianze degli esponenti delle varie associazioni, che hanno relazionato sull'operato dei rispettivi movimenti, ponendo l'accento sui risultati ottenuti e sulle difficoltà incontrate, in particolare durante l'ultimo decennio di attività associativa.

Giacomo Mondini, del Foro 753 di Roma, ha narrato degli albori della sua associazione, ricordando come all'inizio del nuovo millennio gli spazi sociali in Italia gravitassero tutti nella cosiddetta area antagonista.  La prima significativa attività legata al raggiungimento di uno spazio sociale, da parte dei capitolini che prendono il nome dall'anno di fondazione della Città Eterna, è stata l'occupazione, nel 2003, di uno stabile al rione Celio, di proprietà della Regione Lazio, in preda al degrado perché abbandonato dagli anni '50 del secolo precedente. Dopo fasi tormentate, culminate con il definitivo sgombero dell'immobile nel 2005, finalmente nel 2006 il Comune di Roma decide di assegnare uno spazio al Foro 753, riconoscendo le finalità sociali dell'associazione, primo caso del genere in Italia per un centro sociale non di sinistra. Lo spazio sociale di Via Beverino, gestito dal Foro 753, ospita oggi al suo interno una palestra, una sala conferenze, una birreria e un'osteria, e delle sale gratuitamente offerte ai cittadini del quartiere per molte loro attività.

Nelle grandi città più che mai, la mancanza di spazi sociali si avverte in tutta la sua dannosità, perché priva i cittadini più deboli di punti di riferimento sicuri.
E anche la vicina Catania, metropoli del Sud dalla precaria situazione economica, vede sul suo territorio parecchi palazzi pubblici abbandonati, in barba allo spreco che tanto oggi si dice di voler combattere, e l'abbandono è sinonimo di grave ingiustizia.
Per ovviare a ciò, secondo Gaetano Fatuzzo dello spazio Cervantes, è necessario un gesto meno ingiusto come un'occupazione: non un'occupazione sterile che produca un mero punto di ritrovo fra amici, ma la liberazione di un bene pubblico da riconsegnare alla fruibilità da parte della cittadinanza. Lo spazio sociale del Cervantes è stato creato occupando e riqualificando una scuola di Catania abbandonata da anni, che oggi nei suoi locali ospita anche una sala prove e una palestra aperte ai ragazzi.

Simone Di Stefano, poi, racconta la storia di CasaPound Italia, nata a Roma e diffusasi ormai su buona parte del territorio nazionale. Anche in questo caso, il primo tentativo di creazione di uno spazio sociale è avvenuto con l'occupazione di una scuola abbandonata, nella periferia romana. Una presenza, quella di Di Stefano, che negli scorsi giorni ha scatenato le ire del centrosinistra reggino, indignato per la partecipazione all'incontro, nella sede dell'Amministrazione Comunale.

Nonostante le polemiche, comunque, l'incontro è scivolato sul tema centrale del dibattito, l'occupazione, vista come un atto di condivisione, e non di privazione agli altri e per sé stessi. L'esempio pratico di questo modo di pensare è offerto da un episodio, avvenuto tra il 2002 e il 2003, allorquando per la grave emergenza abitativa scoppiata a Roma tantissime famiglie si sono trovate in strada senza un tetto sotto cui stare. CasaPound ha quindi occupato sei stabili in sei mesi, fornendo una casa a circa 200 famiglie che erano state estromesse dai precedenti alloggi popolari.
Un'occupazione abitativa dunque, accompagnata da spazi dedicati ad attività parallele alla politica: non sezioni di partito, ma luoghi di lettura, di musica, pub, luoghi di aggregazione e promozione del volontariato concreto.
Ad esempio la Salamandra, prima associazione italiana di pronto intervento civile, nata appunto in seno a CasaPound, si è distinta nel prestare soccorso alle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo pochi anni fa.

Molto attiva sul piano della solidarietà è stata – ed è – l'associazione di promozione sociale reggina TemerariaMente, che, in occasione dei recenti eventi alluvionali verificatisi nella dirimpettaia Sicilia, ha dato vita a una raccolta di beni di prima necessità trasportati e poi distribuiti a proprie spese sull'isola. Supportata dalla popolazione reggina a livello bipartisan, e col solo ausilio del passaparola sui social network, la raccolta avrebbe potuto essere ancor più cospicua, se solo vi fosse stato uno spazio sociale da utilizzare per l'appunto come di ritrovo e centro di raccolta dei materiali.

Sempre TemerariaMente, grazie al lavoro spontaneo e gratuito di riqualificazione di una piazzetta degradata a Reggio Calabria, è riuscita ad attirare su di sé l'attenzione delle istituzioni: in particolare quella dell'Assessore alle politiche sociali del Comune, Tilde Minasi, che, presente al dibattito nonostante le polemiche e le richieste, da più parti, di disertare l'incontro, connotato politicamente a dire del centrosinistra, ha concluso il proprio intervento sottolineando la necessità di una migliore democrazia partecipativa, nell'ottica di un rivisitato rapporto di collaborazione tra cittadini e istituzioni.