Ruffa (Radicali): “Calabria abbia chi garantisce il rispetto di chi è recluso”

"Proseguo lotta nonviolenta con lo sciopero della fame ma ringrazio l'attuale compagine governativa per l'emanazione, seppur parziale, dei decreti delegati in tema di Ordinamento Penitenziario

Nuntio vobis cum magno gaudio habemus reformationem!

Occorre utilizzare il latino per annunciare che finalmente abbiamo la riforma dell'ordinamento penitenziario che risaliva al 1975. Non è ancora "operativa", visto che solo oggi il Consiglio dei Ministri ha emanato il decreto legislativo ma è ormai questione di pochi giorni affinché il testo veda la luce in Gazzetta Ufficiale.

Il Governo in carica ha appena varato una delle parti più rilevanti dei decreti che gli erano stati delegati lo scorso giugno dal Parlamento a seguito della Legge 103/2017; legge che, grazie al lavoro preliminare portato a termine dagli Stati Generali dell'Esecuzione Penale voluti dal Ministro Orlando, dettava e detta le linee guida per procedere alla complessiva riforma delle regole che danno attuazione all'art. 27 della nostra Costituzione ("Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato").

Non erano - infatti - mancate condanne da parte Corte EDU in tema carcerario per la sistematica violazione dei diritti umani dei detenuti e solo oggi (anche se parzialmente) rimediamo a distanza di 5 anni, poniamo un significativo rimedio.

Quanto avvenuto oggi è un ottimo risultato se - come sosteneva Massimo Bordin oggi su il Foglio - si è mostrata "la capacità di operare scelte coraggiose rispetto alla pulsioni forcaiole, alimentate dalla peggiore politica e dalla peggiore informazione, e attenzione a quanto di progressivo si muove nella società".

Un ottimo risultato, ottenuto grazie all'instancabile lavoro delle associazioni e dei partiti politici (a cominciare dal Partito Radicale e dalla coordinatrice della presidenza Rita Bernardini) che hanno sempre avuto a cuore il rispetto dello Stato di Diritto anche all'interno dei luoghi di reclusione.

La strada è ancora in salita ma non molliamo la nostra battaglia -anche a livello regionale- affinché un altro importante tassello delle complessa macchina volta alla tutela dei Diritti Umani venga posto: la nomina del Garante regionale delle persone private della libertà.

In migliaia, incluso il sottoscritto, nelle scorse settimane hanno preso parte al Satyagraha dedicato a Marco Pannella per l'approvazione della riforma; ora la nostra battaglia procede (sono 29 i giorni di sciopero della fame compiuti dal 23 Gennaio ad oggi) con tre giorni di digiuno a settimana perché anche la Calabria abbia chi garantisce il rispetto di chi è recluso.

Tocca ora al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria Nicola Irto ottenere, a seguito della legge regionale numero 1 del 2018 -con un avviso pubblico- quante più candidature alla carica di Garante dei detenuti perché questo vulnus cessi.

Appena la riforma dell'Ordinamento Penitenziario comincerà a prendere vita, occorrerà che il Garante regionale vigili per una sua piena attuazione anche qui in Calabria dove il reinserimento dei condannati può significare la differenza tra una regione che si migliora grazie anche al contributo di chi ha sbagliato e una regione condannata ad una sempre più profonda crisi di valori e di rispetto reciproco". Lo afferma Ruffa (Radicali).