La Calabria perde tre Bandiere Blu. Cisl: "Ci si dia una regolata per sfruttare opportunità nel settore tutela dell'ambiente"

"La diffusione dei dati della FEE (Federazione per l'Educazione Ambientale) che hanno sancito per la Calabria la perdita di 3 "bandiere blu" è un grave segnale di fallimento delle politiche messe in atto dalla regione per salvaguardare e riqualificare l'ambiente e i siti balneari in prossimità della stagione estiva. Soprattutto per i parametri presi in considerazione per tale giudizio: una certificazione della mancanza di una politica ambientale complessiva che possa dare e far "vendere" una immagine positiva dei prodotti turistici che intendiamo offrire a sostegno, in un settore strategico, dello sviluppo economico della Regione". Lo afferma la Cisl Calabria dopo la diffusione dei dati per l'assegnazione delle nuove Bandiere Blu, che hanno visto la Calabria perderne tre.
"E' da segnalare, in particolare, Cariati – afferma la Cisl – località in cui il sindaco ha ammesso di non aver nemmeno presentato la domanda per l'assegnazione (in questo caso mantenimento) della "bandiera blu" perché, le condizioni complessive della cittadina non erano tali per concorrere e perché, ed ha ragione, "non si possono prendere in giro i turisti".
Questo ci sembra un atteggiamento giusto, dirci la verità ed insieme lavorare per fare le cose necessarie per la nostra rinascita avendo disponibilità di mezzi e risorse alle quali dobbiamo aggiungere idee, volontà e lavoro.
Infatti – spiega – oltre alla valutazione delle acque ed alla loro balneabilità, non migliorata sostanzialmente specie alle foci dei fiumi da sempre criticità irrisolte, ci sono altri elementi che il dato della FEE prende in considerazione (efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria, la raccolta differenziata, servizi sulle spiagge, pulizia ed accessibilità, abbattimento barriere architettoniche) giusto per citarne alcuni che nell'insieme costituiscono dati di spendibilità ed attrazione del prodotto turismo.
Ebbene l'esame non è stato superato, anzi il dimezzamento da 6 a 3 del marchio di qualità assegnato alle località balneari calabresi a fronte di un aumento complessivo del totale assegnato in Italia è una bocciatura senza attenuanti.
Solo come esempio – aggiunge – per l'argomento in discussione e per le possibilità di messa in campo di programmazione e potenzialità disponibili, vogliamo segnalare che a fronte di bassi indici di impegno ed utilizzo delle risorse comunitarie si può riscontrare come nei programmi di azione e coesione, a differenza di altre Regioni ad obiettivo convergenza, la Calabria non ha presentato nessun progetto per la salvaguardia e riqualificazione delle aree balneari.
Forse è il caso che tutti insieme ognuno per la propria parte ci si dia una regolata per sfruttare le opportunità che abbiamo nel settore della tutela dell'ambiente – conclude – che potrebbe essere una delle ricchezze e risorse della nostra Regione".