Soppressione tribunali, Bruno (Terzo Polo): "In Calabria situazione paradossale"

E' una "situazione paradossale" quella che si verificherebbe in Calabria se fossero pedissequamente osservati i criteri adottati per la soppressione dei Tribunali: lo ha sostenuto il senatore Franco Bruno, capogruppo Per il Terzo Polo (Api-Fli) in commissione Giustizia a Palazzo Madama, spiegando "lasciando un Tribunale per provincia e sopprimendo nella provincia di Cosenza i tribunali di Paola, Rossano e Castrovillari (quest'ultimo dal punto di vista infrastrutturale tra i più all'avanguardia in Italia, come ho già avuto modo di sottolineare in un'interrogazione presentata a febbraio), si genererebbe un'ipertrofia: il Tribunale di Cosenza si ritroverebbe ad avere un'utenza di 700.000 abitanti, il doppio di quella afferente agli altri Tribunali di Catanzaro e Reggio Calabria, sedi, inoltre, di Corte di Appello. Se poi si tenesse conto del criterio previsto dalla delega riguardante l'incidenza della criminalità organizzata risulterebbe ancora più evidente che in Calabria chiudere i Tribunali non solo non è necessario ma è anche sbagliato, basti pensare al Tribunale di Lamezia Terme e al suo ruolo di avamposto nel contrasto alla criminalità". "Infatti, se proprio si pensa di poter risanare i conti del Paese tagliando il settore della giustizia, colpito più di altri, non basta la soppressione di 674 uffici dei giudici di pace e di 220 sezioni distaccate? Per questo ritengo che nessun Tribunale vada soppresso, nessuno dei 37 individuati in tutta Italia e mi auguro che l'esecutivo ci ripensi", ha concluso Bruno.

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