di Paolo Ficara – Dentro o fuori. La Reggina si presenta sul campo del Cittadella per alimentare le residue speranze di salvezza, o perlomeno per evitare gli spettri della retrocessione diretta. Come nel gioco del nascondino, con una vittoria i padroni di casa consentirebbero di fare "tana" per sé stessi nonché per tutte le formazioni da quota 48 punti in su, compresa la Ternana prossimo avversario dell'Ascoli. Se invece vincessero gli amaranto...
Con l'obbligo di muovere la classifica, Pillon sceglie di mettersi nuovamente a specchio con l'avversario. Spazio al 3-4-1-2 con gli uomini pronosticati alla vigilia, Antonazzo e Gerardi ritrovano una maglia da titolare. Foscarini prosegue sulla strada del 3-5-2, preferendo De Vito a sinistra rispetto a Biraghi, ed affiancando Di Carmine a Di Nardo di punta.
Al di là dei moduli, è la condizione atletica a pesare parecchio e la Reggina va a passo di lumaca. Ai centrocampisti veneti basta velocizzare il passo per lasciare sul posto i "colleghi" calabresi, e l'azione che porta al vantaggio del Cittadella è emblematica. Schiavon cattura un pallone a centrocampo, e con uno scatto lascia sul posto tutto il settore nevralgico; Di Nardo prende palla dopo un contrasto e serve in profondità Vitofrancesco, il tiro da ottima posizione trova la respinta di Baiocco: di nuovo Schiavon si fionda sul "rimbalzo", ha tempo e modo di portarsi la palla sul destro, Antonazzo devia la sua flebile conclusione ma Di Nardo è pronto al tap in da due passi.
Per ben cinque volte consecutive, praticamente nella stessa azione, i calciatori del Cittadella sono arrivati prima sul pallone rispetto a quelli della Reggina. Nonostante gli amaranto fossero ormai rinculati interamente all'interno della propria area, sul tiro deviato di Schiavon il più veloce a fiondarsi sulla sfera è stato ancora un avversario. Là dove non si arriva con le gambe, non ce la si fa neanche con la testa. Passano i secondi e i minuti, ma forse potrebbero passare anche le ore senza un'accelerazione o un'azione degna di nota, da parte della squadra che sta perdendo tutto: partita e forse anche categoria.
Un colpo di testa di Antonazzo su corner di Barillà, salvato sulla linea dal solito Schiavon appostato sul primo palo, è l'unico sussulto amaranto della prima frazione. L'esterno si ripete ad inizio ripresa, su invito di Rizzato, ma la sua incornata è facile preda di Cordaz. Pillon prova a rimescolare le carte: entra Fischnaller al posto di Ely, si passa al 4-4-2 con l'altoatesino largo a destra davanti ad Antonazzo, ed almeno si portano giocatori con caratteristiche più offensive nella metà campo avversaria.
È l'ingresso di Campagnacci a rivelarsi decisivo. L'attaccante umbro rileva Barillà, si piazza sulla fascia sinistra e da quella zona di campo mette in mezzo per Di Michele: l'ex leccese, fino a quel momento spettatore non pagante, anticipa Coly e da pochi passi chiede a Gerardi di spingerla dentro, venendo accontentato. È il 75', la Reggina trova un pareggio che punisce il rilassamento del Cittadella, ma sono vibranti le proteste per un presunto tocco di mano di Di Michele, utile per anticipare il difensore senegalese.
Gli uomini di Foscarini ricominciano ad imbeccare i propri attaccanti, ma per Baiocco l'unico brivido è uno scontro con Di Carmine, che fa rimanere a terra il portiere per qualche istante. A tre minuti dal 90', si prepara ad entrare Armellino e si pensa che a fargli posto sia una delle quattro punte in campo. Pillon invece sfida la sorte, toglie Colucci e forse manda un messaggio alla squadra. La Reggina ci crede, ed all'ultimo minuto è Di Michele a pescare Campagnacci dalla fascia sinistra: il numero 87 prima carica il destro, poi dribbla Busellato e dal limite dell'area scarica un sinistro violentissimo, che quasi sfonda il sette alla destra dell'immobile Cordaz.
È il gol più bello di questa travagliatissima stagione della Reggina, nonché il più festeggiato. Tutta la squadra e l'intera panchina della Reggina seppelliscono Campagnacci nell'esultanza, c'è la sensazione che sia il gol salvezza. I 45 punti degli amaranto non solo costringono un bel plotone di avversari a tenere alta la tensione, ma consentono di scavare un solco con l'Ascoli: i marchigiani perdono 3-2 a Brescia dopo una doppia rimonta, ed i 5 punti di distacco, ad oggi, per regolamento consentirebbero alla Reggina di salvarsi senza dover disputare lo spareggio. Il Vicenza viene malmenato in casa propria dall'Empoli, resta a quota 38 e subisce una dura contestazione. Reggio, almeno dal punto di vista calcistico, respira.
CITTADELLA – REGGINA 1-2
Rete: 8' Di Nardo, 75' Gerardi, 90' Campagnacci
CITTADELLA (3-5-2): Cordaz; Gasparetto, Coly, Sosa; Ciancio (85' Di Roberto), Vitofrancesco (70' Paolucci), Baselli (76' Busellato), Schiavon, De Vito; Di Nardo, Di Carmine. A disposizione: Pierobon, Biraghi, Minesso, Giannetti. Allenatore: Foscarini.
REGGINA (3-4-1-2): Baiocco: Adejo, Ely (59' Fischnaller), Bergamelli; Antonazzo, Hetemaj, Barillà (73' Campagnacci), Rizzato; Colucci (88' Armellino); Gerardi, Di Michele. A disposizione: Facchin, Di Bari, D'Alessandro, Bombagi. Allenatore: Pillon.
Arbitro: Nasca di Bari
Ammoniti: Gerardi, Di Michele, Baselli, Campagnacci