L'abbattimento dei prezzi per la prossima campagna abbonamenti è uno degli argomenti toccati da Lillo Foti, nel presentare le prime idee della Reggina centenaria. Passata la paura della retrocessione in Lega Pro, il presidente rilancia le proprie ambizioni e carica la tifoseria. Nella conferenza stampa tenuta al 'Granillo', parlando dell'immediato futuro, si è toccato soprattutto l'argomento allenatore. Ma traspare anche la sensazione che la squadra verrà rinforzata.
Handicap ed inibizioni - "Mi soffermo su due aspetti che mi hanno rammaricato. I due punti che abbiamo dovuto subire e accettare li considero un fatto scorretto. La seconda situazione riguarda la squalifica personale: successivamente nei vari gradi di giudizio, c'è stato un ridimensionamento ed è stata riconosciuta alla Reggina la massima lealtà, così come al suo presidente. Sono state due situazioni che mi hanno toccato parecchio e mi hanno portato ad un determinato comportamento. Non so se la mia persona o la mia società diano fastidio, se qualcuno mi vede ingombrante non è un problema mio".
Correttivi per la salvezza - "Dopo un percorso tortuoso, abbiamo mantenuto la categoria. Abbiamo fatto delle scelte che credevamo giuste e corrette, abbiamo corretto in corsa e abbiamo condiviso una continua sofferenza, sopratutto negli ultimi due mesi, sino a Vicenza. Devo ringraziare il signor Pillon e il suo staff, per la disponibilità e l'impegno messo in un momento non facile. Al di là degli errori che ci appartengono e che ci assumiamo. Nei 27 anni da dirigente sportivo, questo dell'ultima annata è stato uno dei peggiori risultati conseguiti dalla Reggina. Credo che il risultato sia stato gradito a tutti, mi dispiace se qualcuno l'ha gradito di meno. Questo ci permette di guardare con attenzione ed impegno al futuro".
Dionigi non viene nominato, ma.... - "Gli errori sono da addebitare tutti alla società. Mi ero innamorato di un'idea, trascurando dei particolari. Credevo in determinate situazioni, forse ho pagato l'eccessivo innamoramento. Quando sono diventato razionale e lucido, credo di aver preso le decisioni più utili all'obiettivo della società. Mi riferisco all'idea da cui eravamo partiti, ovvero la scelta di un tecnico seguito con attenzione. Non sono arrivate risposte immediate, che davamo per scontate".
Gruppo poco omogeneo - "La Reggina è stata antesignana nel rinunciare a contratti onerosi. La cosa che più mi è dispiaciuta, è stata di non creare mai un gruppo. In questi 27 anni, abbiamo ottenuto successi sul piano dei valori umani. Quest'anno, sotto questo aspetto, ho avuto grandissime difficoltà. Avrei gradito soffrire nella compattezza, anziché nell'isolamento".
Quadri dirigenziali - "Grandi rivoluzioni non ce ne saranno. Sicuramente ci saranno ruoli diversi e scelte più precise. In questi anni la Reggina, oltre ad esportare calciatori, sta portando avanti tutta una serie di dirigenti. Il Sant'Agata sta diventando una scuola, vuol dire che qualcosa di buono c'è. Cercheremo di migliorare ancora, se c'è qualcosa che funziona meno ricorreremo a dei correttivi".
Futuro tecnico - "La definizione di manager prevede una gestione amplificata, forse mi sono spiegato male. Cerco un tecnico che abbia esperienza della categoria e capacità, con cui io mi debba confrontare stabilendo obiettivi precisi per la Reggina. Le scelte? Non mi piace buttare soldi. Chi viene qui, non lo fa per stima nei miei confronti, ma per via di un impegno economico che la Reggina deve rispettare".
Pillon, perché via? - "Ho contattato personalmente Pillon all'indomani della partita di Cesena, chiedendogli la disponibilità. L'avevo conosciuto nell'esperienza a Reggio Calabria, durata poco, in cui forse avrebbe meritato di avere qualche opportunità in più. Ho avuto modo di parlarci in altre soluzioni, è una persona con grande equilibrio e buon senso, nonché discreta professionalità. Lo ritenevo utile in quel momento alla nostra causa. Non lo ritengo altrettanto utile per il prossimo campionato della Reggina, vogliamo altre cose da un tecnico".
Urlo di battaglia - "Vogliamo vincere. Questo è il primo slogan per la stagione 2013/14, ma non deve appartenere solamente a me. Le sfide mi sono sempre appartenute. La Reggina vuole riproporsi, sotto una veste più aggressiva. L'obiettivo è quello. Non significa che punteremo alla promozione, ma vogliamo vincere. Questo concetto deve appartenere a tutti, alla squadra, alla piazza ed al tecnico. Tutte le energie del Sant'Agata e dell'esterno sono su questo obiettivo. Nell'anno di Novellino è stato usato un termine simile, ma all'epoca è stato un atto di presunzione dovuto al tipo di organico. Oggi voglio vincere alla mia maniera, attraverso il sacrificio e l'esperienza. Punto a qualcosa di importante. La mia squadra deve saper combattere".
Rebus allenatore - "Verrà fatta una scelta su uomini e tecnico con questo tipo di caratteristiche, non dichiarate ma nei fatti. Alcune conoscenze ce le ho, la prossima settimana avrò modo di fare dei confronti diretti. Si sono proposti quattro allenatori alla Reggina, anche gente che ha allenato nella massima categoria di recente. Questo sta a dimostrare che c'è sempre attenzione nei confronti della squadra e della società".
Chiamata alle armi - "È l'anno del centenario. Qualcuno, in maniera impropria, si è permesso di dire che il centenario non appartiene a questa Reggina, e non merita risposte. Sono un tifoso della Reggina 1914, mio padre mi accompagnava a vederla. Saremo un esercito, riempiremo le piazze. È giusto che la città guardi con attenzione al futuro. Per risvegliare un po' gli animi, la campagna abbonamenti sarà a prezzi dimezzati. Il senso di appartenenza deve essere un fatto non scontato, ma vivo e concreto. Vado incontro alla gente, ma la voglio con me. Così come la gente ha scommesso sulla Serie A qualche anno fa, adesso deve sentirsi coinvolta per tornare a gioire".
p.f.