di Paolo Ficara - Il caldo si avverte di meno, quando c'è l'entusiasmo, la passione e la voglia di far bene. Si percepisce questo dall'espressione di Davide Dionigi, al termine del primo allenamento con i calciatori della sua Reggina. Sul suo viso si legge la felicità, unita all'intenzione di affermarsi, di farsi riconoscere dal gruppo come la figura che può incidere. Tra pochi mesi, sarà il campo l'unico giudice. Per il momento, possiamo solo provare a trasmettere le sensazioni, senza voler alimentare illusioni né cominciare con inutili paragoni.
Da qui all'inizio del campionato, dovrà essere anche la società ad incidere con interventi mirati, di cui peraltro c'è consapevolezza: un portiere preferibilmente non di primo pelo, un difensore solido, un centrocampista di qualità ed un centravanti d'esperienza. Per oggi, Dionigi ha lavorato con 24 giocatori: assente solo il giovane difensore Rubal.
Squadra suddivisa praticamente da subito: da un lato gli attaccanti, che hanno alternato lavoro tattico ad attività atletica; percorso inverso per gli altri giocatori di movimento, che durante le prove tattiche sono stati schierati inequivocabilmente con tre centrali (Adejo-Freddi, Emerson-Burzigotti e Di Bari-Cianci le coppie), due esterni (D'Alessandro-Melara e Rizzato-Ruggeri) e due mediani (Armellino, De Rose, Rizzo, Barillà ed Hetemaj si sono alternati).