La Corte d'appello di Catanzaro ha confermato oggi le due condanne inflitte in primo grado ad altrettante persone di etnia rom imputate a seguito dell'aggressione avvenuta in danno dei carabinieri il 18 luglio 2006 nel campo rom di viale Isonzo, a Catanzaro. Come richiesto dal sostituto procuratore generale, Eugenio Facciolla, i giudici hanno lasciato immutata la sentenza di primo grado, emessa il 6 ottobre del 2008, con la quale il tribunale di Catanzaro condannò a due anni e sei mesi di reclusione Antonio Abruzzese e ad un anno e cinque mesi Antonia Vecceloque Pereloque. Il procedimento giudiziario – nell'ambito del quale altre sette persone avevano già patteggiato pene comprese fra sette mesi e un anno e quattro mesi di reclusione, il 13 marzo del 2007 - è nato da una vicenda che destò scalpore in città, poichè i militari, che si recarono al campo rom di viale Isonzo per svolgere attività di servizio, furono letteralmente assaliti dai nomadi in numero nettamente maggiore. Undici rom furono poi identificati come i principali artefici della sommossa, e divennero destinatari di un provvedimento cautelare emesso dalla procura della Repubblica ed eseguito fra agosto e settembre 2006, con le accuse di rissa, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento. Nel marzo seguente, poi, i primi sette patteggiamenti davanti al giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro, Antonio Rizzuti. Infine, per gli ultimi quattro imputati, che furono citati direttamente a giudizio, iniziò il processo che si concluse con le due condanne confermate oggi in appello e due assoluzioni.