Cultura
 

La 'Ndrangheta al Nord nel libro di Giuseppe Gennari

Da decenni la Lombardia è occupata dalla 'ndrangheta, la mafia piu' potente nel Nord Italia e che ha raggiunto una presenza stabile e capillare sul territorio. Una mafia che con il passare del tempo ha cambiato pelle: non piu' omicidi, sparatorie, sequestri di persona e traffico di droga. Ora i boss vestono "giacca e cravatta", hanno messo le mani sul mondo dell'imprenditoria, dell'edilizia, del movimento terra e godono dell'appoggio di una pletora di politici, di professionisti, medici, avvocati, direttori di banca e anche carabinieri e poliziotti. Fanno carriera grazie a quella "melmosa zona grigia di uomini perbene" che gravita attorno ai clan e li nutre facendoli proliferare ma che spesso rimane impunita a causa della mancanza di una legge che li persegua. Uno spaccato su come si e' organizzata e come opera la 'ndrangheta in Lombardia e' quello che viene dipinto dal giudice Giuseppe Gennari in
"Le Fondamenta della città", pubblicato da Mondadori. Si tratta di un condensato delle piu' recenti inchieste sulla mafia calabrese al Nord, affiancato da una serie di considerazioni del magistrato che, essendo stato giudice delle indagini preliminari di alcune di queste indagini, ha 'toccato con mano' l'argomento. E cosi' ne e' uscito un libro in cui si passano in rassegna i casi piu' eclatanti, spunto per ricostruire il nuovo modus operandi dell'organizzazione criminale che, pian piano, si e' infiltrata per poi radicarsi e germogliare. I vecchi boss hanno lasciato il posto alle nuove generazioni che lavorano' e fanno affari redditizi con meno rischi: grazie alle competenze offerte da coloro che Gennari definisce "gli insospettabili" - non si affiliano ma forniscono aiuti occasionali - moltiplicano i loro guadagni e acquisicono titoli e volti all'apparenza di persone irreprensibili. Volti dietro i quali si celano, come hanno messo in luce inquirenti e investigatori, personaggi con un notevole spessore criminale e che sono rimasti legati in modo indissolubile alle famiglie che ancora risiedono in Calabria. Personaggi che hanno prosperato perche' anche al Nord, tra le vittime, c'e stata omerta'. Un silenzio dettato dai timori di ritorsioni e che, quando ha intralciato seriamente le indagini, ha portato in carcere chi ha taciuto. Ecco quindi che il giudice, in 230 pagine, presenta una carrellata di casi di cui si e' occupato personalmente: dall'operazione Parco Sud con la sua Kreiamo, holding attiva nel campo immobiliare nell'hinterland milanese con sedi anche nel quadrilatero della moda e con imprenditori affermati ritenuti "il volto pulito di un'organizzazione 'ndranghetista", a quelle coordinate dalla dda di Milano e Reggio Calabria battezzate "Tenacia" e "Crimine" e sfociate in oltre 150 arresti. La prima ha al centro la Perego Strade "impresa lombarda che decise di vendersi ai boss ben intenzionati ad accaparrarsi lavori per l'Expo, con la seconda sono stati individuarti 500 affiliati, 16 "locali", ciascuna con propri "organigramma" e territorio e un'attivita' autonoma. E' stata smantellata un'organizzazione a struttura familiare piramidale con un capo in Lombardia e stetti contatti con la terra d'origine percheè "gli interessi della 'ndrangheta corrono dal Sud al Nord del paese e viceversa. Con una rapidita' impressionante". Interessi che a Milano Pepe' Onorato e i suoi avevano gestito all'Ebony Bar, tante vetrine sulla strada in Via Ampere, non molto lontano dal Politecnico, per gestire in particolare il ''recupero crediti'' per conto di terzi. Attivita' ''classica'' alla quale si aggiungono quella di recapito di pacchi e pacchetti (la Tnt, il rao italiano della societa' di corriere espresso) oltre alla gestione delle slot machine, dei parcheggi vicini ai locali notturni milanesi, fino al mercato dei voti con la vicenda dell'ex assessore lombardo Domenico Zambetti, passando attraverso il tentativo di conquistare uno scranno in un'amministrazione. Insomma Gennari mette in fila una serie di storie analizzando in modo lucido i meccanismi del sistema 'ndrangheta al Settentrione e quelli con cui la giustizia cerca di dare una risposta repressiva consentendo di capire il perche' alcuni, in particolare i politici, finora l'hanno fatta quasi sempre franca.