"Non esiste il carbone pulito"

bonelliangelodi Luca Lo Giudice - Centrale sì, centrale no, è questo l'interrogativo che ormai da anni coinvolge la popolazione, le istituzioni locali, le varie associazioni che sostengono o avversano il progetto  della società svizzera SEI, intenzionata a costruire a Saline Ioniche, nei pressi della ex Liquilchimica, una moderna centrale a carbone per la produzione di energia elettrica. Come sempre accade in frangenti simili, le opinioni sono discordanti e con esse, naturalmente, anche la lista degli eventuali pro e contro cui ognuno si appiglia al fine di sostenere o contrastare il titanico progetto che la SEI ha per Saline.
Per fare un po' di chiarezza sull'argomento, Il Dispaccio ha raccolto il parere di uno degl'uomini forti del fronte del no, Angelo Bonelli, Presidente Nazionale dei Verdi.

-    Presidente Bonelli, andando sul sito Web della SEI, nella sezione dedicata al progetto della centrale a carbone di Saline Ioniche, si ha la percezione che la centrale porterà numerosi  vantaggi al territorio: assunzione  di personale, migliorie infrastrutturali,  importanti opere compensatorie e tutela del patrimonio dell'oasi faunistica del pantano. Ma allora come mai questo progetto viene osteggiato da molte associazioni ambientalistiche e da una fetta rilevante della popolazione dell'area grecanica?

Sono le solite barzellette che queste società, quando devono presentare progetti di questo tipo, raccontano alla popolazione. Addirittura questo progetto tutelerebbe il patrimonio faunistico. E' un po' complicato da spiegare, quando la produzione di inquinanti delle centrali a carbone è tale da creare problemi alle attività agricole. Ricordo bene quel che c'era scritto nella valutazione d'impatto ambientale della centrale a carbone di Civitavecchia, dove si diceva che non si poteva coltivare e fare agricoltura intorno alla centrale. E' veramente molto preoccupante, non esiste il carbone pulito. Il carbone inquina e fa tanto male alla salute, all'ambiente  ed anche alla cultura di un luogo bello come quello di Saline Ioniche.

La Sei sostiene che le emissioni prodotte dalla centrale a carbone saranno al di sotto della metà del tetto massimo di tolleranza imposto per legge e che la produzione di polveri sarà tenuta sotto controllo attraverso la sigillatura del carbonile, dei nastri trasportatori e da una serie di passaggi che provvederanno a depurare l'aria da ossidi di azoto, zolfo e polveri sottili, provvedendo anche al riciclo di  ceneri e gesso, materiali di scarto della produzione, che saranno reimpiegati nell'edilizia . Secondo lei, queste precauzioni devono rassicurare la popolazione locale riguardo ai timori per la salute? Esiste un carbone "pulito"?

Non esiste un carbone pulito nella maniera più assoluta, come non esiste il nucleare sicuro. Si vogliono presentare progetti , in un'area che era già molto sofferente per alcuni investimenti industriali, che hanno avuto la durata di pochi giorni, per le forti speculazioni ed anche per la forte presenza della criminalità organizzata. Si dice "rispetteremo i limiti", però purtroppo quello che oggi ci confermano le centrali a carbone esistenti, anche quelle che molte società chiamano pulite, è che i territori sono fortemente inquinati. La combustione del carbone immette nell'atmosfera polveri sottili che nessun filtro può raccogliere, che vanno ad inquinare l'agricoltura, entrano nella catena alimentare e danneggiano la salute e l'ambiente circostante. Il carbone è qualcosa di devastante dal punto di vista energetico, è qualcosa che appartiene alla preistoria e trovo veramente allucinante e sconcertante che si possa ancora proseguire su questo modello energetico, che metterebbe in ginocchio il territorio, la sua economia, la sua storia, la sua cultura e il suo ambiente.

Nel giugno scorso si è votato per l'abolizione del nucleare, cosa che dovrebbe aver chiuso una volta per tutte,  l'argomento nucleare in Italia. Però , se si esclude anche il carbone, con cosa possiamo sostituirlo? Le energie rinnovabili hanno i requisiti per soddisfare il crescente fabbisogno energetico nazionale?

Sì, le energie rinnovabili hanno le caratteristiche per poter dare un contributo al fabbisogno energetico italiano, ma sono importanti anche il risparmio e l'efficienza energetica nei settori produttivi, nella modalità di costruzione delle case, nei consumi dei mezzi di trasporto. Una maggiore attenzione in questi campi può dare un grande contributo alla riduzione dei consumi. Tuttavia  va detta una cosa molto importante: in questo momento, mentre noi stiamo parlando, in Italia c'è una potenza di energia elettrica istallata dalle centrali Italiane che è pari ad oltre 110 mila megawatt. Il massimo consumo di energia si è avuto circa 3 anni fa, nel 2009, per un totale di circa 56.500 megawatt, quindi c'è una fabbisogno che è più del doppio di quello che è consumato realmente. Quindi Il problema in Italia oggi non è se manca energia, perché energia se ne produce tanta, il problema è come si produce questa energia, in alcuni casi con modalità inquinanti, ed inoltre il costo dell'energia stessa. Noi dobbiamo risolvere questi due problemi e non è certamente andando a realizzare il nuovo carbone che conseguiremo questo risultato. Bisogna realizzare un grande piano energetico nazionale, che si basi esclusivamente sulle energie rinnovabili.  Voglio portare come esempio quello della Germania: la Germania ha previsto che nel 2050, l'80%  dell'energia sarà soddisfatta attraverso la produzione di energie rinnovabili. Ecco, io penso che i Tedeschi abbiano guardato lontano.

-    Sicuramente in Germania hanno meno sole di quanto potremmo averne noi..

Esattamente, poi considerando la centrale di Saline Ioniche, è inquietante che da un lato ci sia il Ministero dell'Ambiente che rilascia una valutazione di impatto ambientale positiva nel 2010 e, contestualmente,  il Ministero dei Beni Culturali ricorda le grandi presenze archeologiche dall'area. Bisogna prestare una  grande attenzione ad un progetto che rischia di compromettere un'area dalle grandi qualità storiche e culturali, sulle quali dobbiamo basare e rilanciare l'economia del luogo.

-    Cosa ne pensa dell'idea di destinare parti dell'A3, dismesse dopo i lavori di ammodernamento, alla produzione di energia da fonti rinnovabili?

Non conosco nel dettaglio il progetto, bisognerà vederlo, però credo che attrezzare le aree dismesse, per fare in modo che queste possano consentire la produzione di energia rinnovabile è un'idea che va assolutamente realizzata. Si sta facendo oggi in molte parti d'Italia, si sta facendo in molte aree industriali, anche in aree industriali dismesse, in quelle zone che hanno subito un grande inquinamento, ad esempio nei siti da bonificare. Questo è il futuro con cui creare occupazione e dare una risposta. Ma ripeto: bisogna realizzare un piano energetico nazionale e stabilire in maniera molto chiara cosa fare. Certamente il futuro non può essere il carbone. Se altri paesi d'Europa pensano che l'80% dell'energia sarà basata sulle fonti rinnovabili, sul risparmio e sull'efficienza energetica, non si capisce la ragione per cui noi, che siamo il paese del sole, dobbiamo ancora pensare ad una fonte fossile che appartiene alla preistoria.

-    Da anni si sostiene che il litorale di Saline Ioniche, malgrado lo spettro della ex Liquilchimica, abbia una vocazione turistica. Come può essere espressa questa vocazione turistica sul territorio?

La vocazione turistica può essere espressa innanzitutto non creando questi mostri che metterebbero la parola fine al riscatto di un territorio. Per questo la battaglia per evitare che venga realizzata la centrale a carbone  è fondamentale e deve vedere unita tutta  la comunità: i commercianti, gli imprenditori locali, gli agricoltori. La centrale a carbone condiziona tutta la comunità, inquina. Come ho già spiegato non esiste il carbone pulito e la realtà dello ionio è una realtà che è fortemente aggredita dalle attività inquinanti, sia dal versante pugliese , sia dal versante calabrese. Il problema è che in questo paese l'inquinamento sembra qualcosa di accessorio rispetto alla necessità di garantire uno sviluppo economico. In realtà lo sviluppo economico portato avanti fino ad ora ha prodotto inquinamento, patologie varie ed ha compromesso il rilancio di un'economia basata sulla cultura, il turismo e l'agricoltura.

-    La centrale a carbone di saline ioniche, ha ricevuto dal ministero dell'ambiente l'approvazione dell' Impatto di Valutazione Ambientale. Secondo lei la centrale di Saline Ioniche è un progetto ecosostenibile?

Non è assolutamente possibile pensare che il carbone sia un progetto ecosostenibile. Il carbone è il maggior killer per i  cambiamenti climatici. Questa centrale svilupperà 2 centrali da 660 megawatt l'uno di potenza,  ebbene solo 1000 megawatt di energia prodotta con il carbone, immettono in atmosfera oltre 5 milioni di tonnellate di CO2. Stiamo parlando quindi di qualcosa che va contro la lotta ai cambiamenti climatici, contro l'applicazione degli accordi internazionali per la realizzazione del contenimento nell'atmosfera di CO2. Quindi quello che si vuole realizzare è in contrasto anche con il protocollo di Kyoto e con gli  accordi che vogliono che in Europa si riducano le immissioni in atmosfera di CO2.

-    Un'ultima domanda, lei vivrebbe a Saline Ioniche se ci fosse la centrale a carbone?

Io non andrei mai a vivere vicino ad una centrale a carbone.