Una raccolta firme per chiedere il dissesto di Reggio Calabria. Subito

commissionestraordinariadi Claudio Cordova - Se al centrodestra reggino e calabrese ci fosse un'opposizione che non crede di far politica quasi esclusivamente con convegni, incontri, dibattiti e campagne su Facebook, forse quello che scriverò sarebbe già avvenuto. Sul palco di Piazza Duomo, accanto ad Angelino Alfano, il Governatore Giuseppe Scopelliti e tutto il suo entourage ieri sera erano fieri: "Il disavanzo del Comune era quello che affermavamo noi, dimostrando come le bugie abbiano le gambe corte e il naso lungo come quello di chi ci attacca" è stato detto. E, ancora: "Quello che affermavamo sul disavanzo era vero, come certificato dai Commissari, al contrario di quanto detto da qualche criminale di giornalista".

Sì, perché quando Alfano sale sul palco per lanciare lo sprint finale del Pdl, da qualche ora si è diffusa in città la notizia della quantificazione del disavanzo, operata dalla Commissione Straordinaria intervenuta dopo lo scioglimento per 'ndrangheta del Comune.

Centodieci milioni di euro. Da ripianare in dieci anni.

"Evviva!", "hurrà!". Nel Pdl si festeggia, la verità ha trionfato. E poi, comunque, centodieci milioni che cosa sono? In fondo, poteva andare peggio.

Poteva piovere, ieri sera, sulla testa di Angelino Alfano & Co. Quella sì che sarebbe stata una tragedia.

Ma, dicevo, se al centrodestra reggino e calabrese ci fosse un'opposizione che non crede di far politica quasi esclusivamente con convegni, incontri, dibattiti e campagne su Facebook, quello che scriverò, sarebbe già avvenuto.

E invece no.

Mentre scrivo, in Redazione non è ancora giunto nessun graffiante comunicato da parte del centrosinistra. Ma resto fiducioso.

Secondo il prospetto che anche i Commissari, nell'unico incontro avuto con la stampa, hanno, tra le righe, affermato, per Reggio Calabria arriveranno anni difficili. Sì, perché questi centodieci milioni di euro, seppur in dieci anni, in qualche modo andranno ripianati, anche dopo l'esperienza commissariale, che tra qualche mese, salvo proroghe, finirà. Per fronteggiare la difficile situazione finanziaria causata dal "Modello Reggio" i cittadini stanno già pagando aliquote molto alte, a fronte di servizi (le difficoltà nella raccolta dei rifiuti e le criticità delle strade sono solo due dei tanti esempi) non di certo all'avanguardia.

Ma ora tutto sarebbe destinato a peggiorare.

Sicuramente, però, arriveranno i comunicati del centrosinistra ad addolcire la pillola...

Quello che non arriverà è, invece, l'unico passaggio che Pd, Sel, Rivoluzione Civile ecc. ecc. dovrebbero fare: schierarsi, non solo tramite gli uffici stampa, a difesa della città. Che i partiti che dicono di opporsi al centrodestra e a Scopelliti trovino la forza di azioni concrete: lanciare, immediatamente, una raccolta di firme, con banchetti, stand informativi, punti nelle proprie segreterie, affinché la Commissione Straordinaria dichiari il dissesto di Palazzo San Giorgio.

Qui non si tratta più di schierarsi pro o contro lo scioglimento per 'ndrangheta (che, lo abbiamo scritto più volte, seppur necessario, è stato un passaggio triste per la città) e pro o contro il dissesto, causando quindi grossi problemi economici alle famiglie reggine. Pur non essendo stato dichiarato il crack, i cittadini, infatti, stanno già pagando le conseguenze dei disastri del "Modello Reggio". In buona sostanza, seppur non formalmente dichiarato, Reggio Calabria – per quanto concerne l'entità delle aliquote e l'assenza di servizi – il dissesto lo sta già pagando sulla propria pelle.

O, meglio, una parte di Reggio Calabria sta pagando, sulla propria pelle, gli effetti di un dissesto che, di fatto, non è stato dichiarato. Gli unici a non pagare, invece, sono coloro che il disavanzo lo avrebbero creato.

La dichiarazione di dissesto, infatti, non comporterebbe alcun ulteriore danno alla cittadinanza che, come detto, sta già pagando tutto il pagabile al massimo. La procedura di dissesto comporterebbe, però, la liquidazione transattiva dei crediti vantati dalle aziende: anche di quelle aziende che – secondo quanto scritto nella relazione di scioglimento – avrebbero fatto incetta di appalti e commesse da parte di Palazzo San Giorgio. E, soprattutto, la procedura di dissesto, in attesa che la Giustizia, un giorno, possa fare il proprio corso, porterebbe all'incandidabilità delle persone ritenute responsabili del disastro.

Le conseguenze, insomma, non sarebbero solo sulle spalle dei poveri Cristi, ma, almeno, tripartite.

Per questo, il centrosinistra ciò lo avrebbe dovuto già fare: questo sì che vorrebbe dire stare dalla parte dei cittadini. La raccolta firme (che, c'è da giurarci, non andrebbe di certo deserta) non avrebbe probabilmente alcun peso, dal punto di vista legislativo, per le scelte dei Commissari.

Ma i Prefetti Vincenzo Panico, Giuseppe Castaldo e Dante Piazza saprebbero almeno, in maniera ufficiale, come la pensa la città. Perché loro sono lì per togliere la 'ndrangheta dal Palazzo, per far quadrare i conti, ma anche per rispondere alle esigenze della cittadinanza.