Quale cultura a Reggio Calabria?

letteradi Pino Rotta* - E' destino che a Reggio Calabria debba permanere una proposta culturale asfittica? E' nei periodi di crisi che bisogna trovare il coraggio di sfidare il futuro. Invece sulle rive dello Stretto si continuano a proporre e ad essere sostenute dalle pubbliche amministrazioni iniziative autoreferenziali e, nella quasi totalità, rivolte con nostalgia ad un passato idealizzato e confinato nei ricordi liceali. E tutto questo anche in presenza non tanto della scarsezza di risorse finanziarie quanto dell'incapacità di utilizzare a pieno e con coraggiosa lungimiranza le risorse che pure ancora potrebbero essere attivate con il contributo della tanto vituperata Unione Europea.

Per un decennio il cosiddetto "modello Reggio" ha foraggiato a suon di centinaia di migliaia di euro decine di feste parrocchiali e passeggiate di avvenenti entreneuses sul Lungomare senza che questo creasse scandalo né tra i devoti fedeli né tra i fedeli cittadini derubati, che anzi hanno continuato ad assistere applaudendo a questa fiera delle vanità. Oggi rimane la rabbia e la protesta, ma cosa è cambiato? Certo il Comune ha ben altri problemi a cui pensare tra mancanza di servizi e debiti da pagare, tra nuovi disoccupati che si aggiungono a quelli vecchi. Ma la Provincia e la Regione che pure potrebbero attivare risorse nel campo della cultura, che fanno? Si crede veramente che si possa vivere di rendita per qualche evento passato o ripescando qualche evento estemporaneo messo in luce come facevano le nostre vecchie zie quando c'era il pranzo della comunione e venivano tirate fuori le posate d'argento tenute nel cassetto del comò? Oppure si pensa che nell'attesa del megainvestimnto di cementificazione del Lungomare con Musei del Mare ed affini questa città si proietterà nel futuro per il miracoloso intervento dei fondi dati per il turismo religioso? Reggio è uno dei punti geografici centrali del Mediterraneo, potrebbe essere un punto di incrocio tra le culture europee e quelle delle coste mediterranee o continuare ad andare verso un declino ed una marginalizzazione che sembra non trovare soluzione. Dipende dal coraggio di promuovere innovazione culturale, sfide alla realtà e non conformismo narcisistico. Nella convinzione, contraria a quella del passato governo, che con la cultura "si mangia" cioè si creano posti di lavoro, ma si nutre soprattutto la mente e mai come nei momenti di crisi si capisce quanto questo sia indispensabile per la civiltà e la democrazia.

*Direttore di Helios Magazine