Lettere dal sud. "Nel Pd qualcosa che non va. Ma io ci metto la faccia"

castorina antoninodi Antonino Castorina* - Illustre Direttore

Il pezzo di Simone Carullo dalla rubrica "Lettere dal Sud" mi stimola alcune riflessioni che volevo condividere con voi.
Il dato elettorale emerso dalle ultime elezioni politiche ci ha consegnato alcuni elementi che meritano un attenta analisi: la liquefazione del centro moderato dal profilo tecnico e politico, un paese diviso sostanzialmente in tre grandi blocchi, la crisi del sistema tradizionale dei partiti, già minato dagli scandali relativi ai rimborsi elettorali che hanno anticipato la campagna elettorale e un esigenza abbastanza chiara e manifesta di un rinnovamento nei volti,nelle idee e nel linguaggio da veicolare per raccogliere il consenso elettorale necessario per governare e godere quindi della fiducia degli Italiani.

Il Partito Democratico a bocce ferme,prima che partisse la campagna elettorale,  era l'unica forza che si candidava con un ambizione di governo.

Una campagna elettorale impostata male,direi presuntuosa,un messaggio al paese poco chiaro e definito,(basti pensare che mentre la giovanile del Pd lanciava la campagna "Rise Up" per ragionare ad una nuova idea di Europa, Bersani andava in Germania ad incontrare il ministro delle finanze tedesco) e una composizione delle liste sbagliata hanno contribuito allo sfracello di quelle che erano le nostre ambizioni di guidare una fase di crescita e sviluppo necessaria in questo paese.

Le primarie per i parlamentari hanno poi nei fatti spento tutto l'entusiasmo che si era raggiunto durante la competizione elettorale per chi dovesse essere il candidato premier tra Renzi e Bersani.

Fare le primarie per eleggere i parlamentari è una mossa che può avere un senso ma se in Calabria a concorrere c'e' Rosy Bindi e Alfredo D'Attorre che con la nostra regione centrano poco o nulla, se in Puglia c'e' Anna Finocchiaro vuole dire che qualcosa che non va c'e'.

Queste soluzioni hanno non solo hanno sgretolato un messaggio di rinnovamento che andava necessariamente veicolato ma in tanti posti hanno fatto perdere consensi e credibilità ai gruppi dirigenti locali e al Partito Democratico.

Come giovani impegnati in politica dobbiamo chiamare le cose con il loro nome ,in Calabria abbiamo perso al senato perchè  la lista è stata fatta male,al posto di fare la campagna elettorale si è pensato di aver già vinto prima ancora di iniziare la partita e il centro destra e Grillo ci hanno dato una lezione esemplare,Grillo con un messaggio di azzeramento totale, Berlusconi mettendo in campo tutti i grandi portatori di consenso che nei territori avevano sposato la causa del centro destra nazionale.

In questo scenario di precarietà noi abbiamo risposto con Rosy Bindi, Alfredo D'Attorre, Angelo Argento, Micaela Fanelli che nella nostra regione non solo non hanno portato un voto ma  ci hanno fatto perdere consensi.

Abbiamo fatto una direzione nazionale per dire no ad un accordo con Silvio Berlusconi per poi accordarci con lui sul nome di Franco Marini, non dico che è giusto o sbagliato ma non riesco a capire che senso aveva riunirsi per dire una cosa e poi farne un altra.
Abbiamo inseguito Grillo per fare un governo anche di minoranza quando ogni giorno venivamo insultati da lui,mi è sembrato tanto di essere in un film.

Mi sarebbe piaciuto vedere al Colle Emma Bonino,Massimo D'Alema e non mi dispiaceva neanche Romano Prodi acclamato da tutti e silurato nel momento del voto.

La crisi interna del Pd non ha consentito nessuna di queste soluzioni e ci ha riportato indietro tanto da chiedere a Giorgio Napolitano di salvare capre e cavoli.

A lui oggi l'Italia deve dire grazie e dal suo messaggio dobbiamo ripartire.

Dentro il Partito Democratico è necessario ritrovare quella solidarietà necessaria per ritornare ad avere una ambizione di governo ed è indispensabile aprire una fase nuova perchè con il voto sul presidente della Repubblica emerge chiaro che un epoca è finita ed è arrivato il momento di essere protagonisti di una nuova stagione.

Dobbiamo rispettare il messaggio di Napolitano e ripartire dalle sue parole senza però una cessione di sovranità al Quirinale che farebbe male al Pd e al centro sinistra in Italia se da questo derivasse un "Inciucio" con Silvio Berlusconi.

Credo che l'Italia abbia bisogno di stabilità e di un governo ma se una maggioranza reale non c'e' credo che la strada unica sia quella di un governo di scopo che guardi per un anno al massimo, temi come l'Europa,l'accesso al futuro delle nuove generazioni, il sistema del Sapere e sopratutto la legge elettorale in modo tale da tornare alle urne rispettando i territori che specie in Calabria con questo sistema truffa ne  ha risentito maggiormente eleggendo Bindi, Scilipoti e Cesa.

Noi giovani generazioni impegnate dentro la sfera del centro sinistra siamo di fronte ad un bivio oggi,o resettare tutto il Partito Democratico e farlo ripartire pensando ad una sfera che guardi da Renzi a Vendola e che ambisca ad aprire un grande ciclo riformista oggi più che mai necessario o rimanere opposizione a vita a Reggio come a Roma.

Io propendo per la prima soluzione, lottando per  un Pd migliore, aperto plurale e che guardi ad un mondo esterno che è in continua evoluzione e che troppo spesso è stato inascoltato.

Io ci metto la faccia.

*Dirigente dei Giovani Democratici