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Al Sud, 350mila volte Salvini

salvini primodi Mario Meliadò - La "battaglia del voto", anche in Calabria, anche in termini di preferenze la vince Matteo Salvini. Proprio il vicepremier e ministro dell'Interno ne incassa 42.820 dal Pollino allo Stretto: superati tutti gli altri.
Il leader della Lega è il candidato leghista più votato in 4 territori provinciali su 5, e in provincia di Reggio Calabria coi suoi 12.276 suffragi è l'eurocandidato più scelto in assoluto. Solo nel Crotonese, malgrado il "tricket" possibile (fino a 3 preferenze esprimibili, purché non tutt'e tre per candidati dello stesso sesso), il candidato locale Giancarlo Cerrelli con 2.586 preferenze è più votato di lui, per poco meno di 200 lunghezze.
Quanto alla Lega, tra gli altri candidati bene "a macchie di leopardo" Sofo, secondo più votato nelle province di Cosenza, Reggio e Vibo; prestazione di personalità per la giovane consigliera di Villa San Giovanni Francesca Anastasia Porpiglia, che nel Reggino in particolare si aggiudica 4.445 preferenze, risultando la terza più votata così come nel Vibonese e in provincia di Catanzaro.

Salvini è comunque tallonato da una candidata donna, che è poi l'unica calabrese uscente dell'Europarlamento, Laura Ferrara, premiata con 42.037 suffragi personali (appena 783 in meno del leader del Carroccio): dietro di lei praticamente il deserto, sul territorio calabrese, quanto al M5S. E la Ferrara centra anche un altro piccolo primato: con 24.174 risulta nettamente l'eurocandidata più votata di tutti a Cosenza e provincia – distanziando sideralmente il secondo più "gettonato" che è proprio Salvini, nel Cosentino "solo" a 16.867 voti –, come pure nel Crotonese, dove i suoi 3.788 trovano nei 2.753 della dèm Pina Picierno l'inseguitrice più immediata.

Assai votato – more solito – un ex premier come Silvio Berlusconi: con 26.782 preferenze, è il candidato più votato di Forza Italia pure in Calabria. Sùbito dietro, c'è il consigliere regionale ed ex sindaco di Gioia Tauro Peppe Pedà, che a quota 19.620 coglie un ottimo risultato.
Com'è facile immaginare, risultato figlio di una strepitosa performance nel Reggino, dove Pedà rastrella 10.822 voti (contro gli 8.256 e i 4.003 della Caligiuri). Del resto, Pedà si fa rispettare anche nel Catanzarese: dopo Berlusconi, il più votato è lui.
In provincia di Cosenza, pur rimanendo l'ex presidente del Consiglio dei ministri il più votato (con 9.913 suffragi personali), la piazza d'onore è per la Caligiuri (a 9.479). Nel Vibonese, invece, il "gioco" degli incroci sorride a Martusciello, frontman dei forzisti con 4.110 preferenze.

Dopo Salvini, Ferrara e Berlusconi il candidato più votato dagli elettori calabresi in termini assoluti è Denis Nesci di Fratelli d'Italia, che con 25.463 suffragi spodesta in termini di preferenze lo stesso leader nazionale di Fdi Giorgia Meloni: l'ex ministro alle Politiche giovanili non va oltre i 23.650 voti complessivi in Calabria. In provincia di Vibo Valentia, poi, Nesci risulta addirittura il candidato alle Europee più votato di tutti, con una performance "mostruosa" da 4.727 preferenze e la Meloni (2.505) letteralmente doppiata.
Ciononostante, in alcuni àmbiti provinciali a primeggiare è comunque l'ex ministro: per esempio nel Cosentino, e nel Catanzarese è più votata di Nesci ma il record provinciale di preferenze spetta in questo caso ad Aversa (5.420 suffragi per lui contro i quasi 5mila del suo capopartito).
A proposito di Fratelli d'Italia (ma se è per questo anche di Forza Italia), in una regione come la Calabria da sempre molto sensibile alle questioni "storiche" della Destra, candidarsi e fare Mussolini di cognome a quanto pare non basta più: vale per Caio Giulio Cesare Mussolini, assolutamente poco votato in termini regionali e appena settimo nel Reggino tra i competitori di Fdi (1.082 preferenze per lui in àmbito metropolitano), ma vale anche per Alessandra Mussolini, cui non arride miglior sorte sotto le bandiere di Forza Italia.
Certo però non si vede minimamente quella pletora di preferenze che si poteva immaginare cadesse in Calabria su Fitto, visti i numerosi consiglieri regionali di peso che hanno finito per convergere su Direzione Italia.

Sempre su scala regionale, in casa Pd la "guerra all'ultima preferenza" la spunta il Presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci (22.130 suffragi, grazie anche e soprattutto alle 14,943 preferenze racimolate nel Cosentino), davvero di una spanna su Cozzolino (21.515) e sul sorprendente assessore al Welfare del Comune di Reggio Calabria Lucia Anita Nucera, fortemente sostenuta da Seby Romeo & C. (20.033 voti per lei, che con 11.835 si staglia su tutti i candidati dèm nel Reggino, con quasi 4.500 suffragi di distacco rispetto al secondo, Cozzolino). E va detto che, appunto nel Reggino, l'unico collega di lista calabrese, Iacucci per l'appunto, va malissimo: è solo nono, con 1.118 preferenze appena.
Certo non si può tacere di fronte all'assoluta mancanza d'appeal per la candidatura di un professionista di prestigio come Franco Roberti, già procuratore nazionale antimafia, che "le prende" ovunque, e malgrado i vertici nazionali del Partito democratico avessero chiaramente dato indicazioni di far convergere almeno una preferenza su di lui in ogni territorio, diktat fatto a brandelli dappertutto.
Non mancano elementi di "sparigliamento": a Crotone e dintorni, per esempio, la candidata più votata è la campana Pina Picierno con 2.753 suffragi, seguita da Cozzolino e Caputo, il primo calabrese a quota 1.239 risulta Iacucci. E la Picierno anche nel Cosentino "fa la sua figura", terza più scelta a quota 6.341 dopo Iacucci (appunto) e Cozzolino.

Tra le altre forze politiche, per Europa Verde l'unico a superare quota 2mila preferenze è Orlando Amodeo, che ne raggranella 2.047 nell'intera regione.

Certo, intrigante e soprattutto d'estremo interesse pratico (ai fini di seggi assegnati & C.) è andare a guardare le preferenze in chiave aggregata.
E scopriamo allora che nel Mezzogiorno Matteo Salvini è l'eurocandidato leghista più votato in ogni singola regione, conquistando una micidiale platea complessiva da 347.383 preferenze che ne fanno il candidato più votato dell'intera circoscrizione elettorale.
E non mancano risultati interessanti per alcuni calabresi: Sofo è "medaglia di bronzo" nella vicina Basilicata e ottavo in Puglia, Cerrelli rastrella 11.847 suffragi in Campania dov'è il sesto più votato della lista.

In Forza Italia, pur non avendo più lo smalto di un tempo Silvio Berlusconi resta un recordman di preferenze: nell'eurocircoscrizione elettorale meridionale ne ghermisce complessivamente 184.190, risultando primo per suffragi in ogni regione a eccezione del Molise (dove prende solo 3.357 voti: primo è Martusciello che se ne aggiudica addirittura il quadruplo, 12.277).
Non si distanzia molto dal dato calabrese Pedà, il cui dato finale è di 21.014 suffragi, pur avendo dato buoni.

Notevolissima pure la prestazione dell'ex ministro Meloni, con 126.306 suffragi: prima in Puglia, Basilicata, Campania e Molise, Giorgia Meloni oltre che in Calabria "cade" invece in Puglia, dove si aggiudica un comunque ottimo secondo posto tra i candidati di Fratelli d'Italia e 39.503 preferenze personali, che però per l'ex Governatore pugliese (ed ex ministro a sua volta) Raffaele Fitto sono 55.140.
Tra i calabresi, fa faville Nesci, che duplica i suoi consensi trascinandoli globalmente a 50.322 grazie agli ottimi risultati maturati in Campania e in Puglia.

L'uscente pentastellata Laura Ferrara si aggiudica un ben più ampio parco di 76.313 preferenze, risultando tra l'altro per il Movimento Cinquestelle anche la terza candidata più votata in Basilicata e soprattutto la quarta nella popolosa Campania, dove mette insieme 21.213 consensi.

Quanto al Partito democratico, Franco Iacucci arriva a 23.225 suffragi complessivi nell'intera circoscrizione elettorale Sud, riuscendo così a sopravanzare comunque Lucia Nucera (che si ferma a 22.251 ma fuori dai confini calabresi fa meglio del presidente della Provincia di Cosenza, grazie soprattutto alle 2.073 preferenze racimolate in Campania).

Poi, beh, ci sono le "spigolature" legate al voto sui territori...
NEL COSENTINO. Ad Acquaformosa, ben noto "paese dell'accoglienza", vince il Pd sfiorando il 30% e la Lega non va oltre il 17,3 per cento. A Casali del Manco, alla "prima" in termini d'eurovoto essendo un Comune di nuova formazione in sèguito a fusione di cinque centri diversi della zona, si afferma bene (38,9%) Cinquestelle. Nella città di Gianluca Gallo, attivissimo consigliere regionale forzista (tecnicamente, però, a Palazzo Campanella è capogruppo della Casa delle libertà) a lungo sindaco cassanese, Forza Italia è solo terza per consensi. A Castrolibero l'influenza di Orlandino Greco non sembra incidere più di tanto: primo partito risulta nettamente il Movimento Cinquestelle, col 33,6% di distacco e circa 14 punti di distanza inflitti al Pd, seconda forza. Pentastellata, con quasi il 38% dei suffragi, anche Montalto Uffugo; così come un centro nevralgico quale Rende, dove il M5S è primo col 30,8% e alle sue spalle, per quanto distanziata (18,8%), c'è la Lega.

NEL REGGINO. A Cinquefrondi, nella Piana di Gioia Tauro, dove sindaco è il leader del movimento "Il Sud che sogna" Michele Conia, sùbito alle spalle del Pd (23,8%) si piazza La Sinistra con un invidiabile 21,5 per cento. Che a Gioia Tauro torna a "spaccare" Forza Italia, con più del 43% e 20 punti di distacco sulla seconda formazione per consensi: ma la cosa da notare è che dopo Fi c'è la Lega, poi Cinquestelle, poi Fdi e solo quinto a Gioia è un Pd che neppure il 7% dei voti tocca.
A Locri si conferma Forza Italia (primo partito col 24,5%). Lega primatista (con quasi il 24%) a Palmi. Com'era accaduto già a Lampedusa anche a Riace, luogo-simbolo dell'accoglienza anche per la difficilissima vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco sospeso riacese Mimmo Lucano, primeggia la Lega, che lambisce il 31% (sùbito alle spalle c'è Cinquestelle, assai distanziato il Pd). A San Luca, dove s'è votato per le Comunali, malgrado le relativamente frequenti visite istituzionali di Matteo Salvini solo seconda forza la Lega: primo partito è il Pd, che primeggia pure nella popolosa Siderno. A Villa San Giovanni, territorio che esprime il senatore forzista Marco Siclari e come sindaco il fratello Giovanni, gli azzurri sono clamorosamente solo quarti per consensi (16,3%), stracciati da Lega, Pd e Cinquestelle tutti sopra il 20 per cento.

NEL CATANZARESE. Nella popolosa Lamezia Terme, intorno al 24% sia la Lega (che primeggia, di poco, per suffragi) sia il Movimento Cinquestelle. Ad Amaroni, il paese a lungo guidato dal presidente della Commissione regionale anti-'ndrangheta Arturo Bova, primo partito è il Pd; segue la Lega. Cinquestelle in testa a Soverato, centro che peraltro esprime la senatrice Silvia Vono.

NEL CROTONESE. Lega e Cinquestelle praticamente appaiate a Cutro, intorno al 28%, con una differenza di 21 suffragi tra la prima e il secondo. A Isola Capo Rizzuto, negli anni teatro di numerosissimi sbarchi di migranti e di uno sterminato centro d'accoglienza, sùbito dopo Cinquestelle c'è la Lega. Singolare il "caso" di Santa Severina (centro il cui sindaco, per la civica "Rinascita", è Salvatore Giordano), dove stravince La Sinistra con un larghissimo 28,9% dei consensi.

NEL VIBONESE. Anche nel feudo dei Mancuso, a Limbadi, le urne dicono Cinquestelle e Lega; così come – a ruoli invertiti – a Mileto. A Nicotera, dove primeggiano i leghisti, seconda forza sfiorando il 20% è invece Fratelli d'Italia; nella Pizzo Calabro di Gianluca Callipo prima forza è il M5S con poco meno del 28%, a seguire il Carroccio. "Tiene" il Pd invece nella roccaforte di Brunello Censore, Serra San Bruno: è primo partito col 30,9% dei suffragi davanti a Forza Italia.