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Di Lampedusa, di Salvini e di lacrime di sale

Migrantibis500di Fulvio D'Ascola -  Il mare ,il colore della pelle,gli slogan.Chi urla di più ed usa la funzione retorica della comunicazione, conquista l'omologazione della gente.La cronaca di questi giorni rimbalza notizie di sovrapposizione di ruoli politici di un Ministro dell'Interno, che viene dalle nebulose lande del Nord,dai colori grigio fumo e si abbaglia nella bellezza multicolore di mare ,cielo e orizzonti sempre cambinati in un isola dell'Italia del Sud.Lampedusa,Ong,mercanti di schiavi, la dignità umana calpestata da interessi di oscuri burattinai che lucrano su attività di solidarietà, che trasformano in libertà lavorativa ottimamente retribuita ,la detenzione carceriara di criminali che attraverso associazioni che gestiscono Cas ,hanno una corsia preferenziale.

Brutte storie ,che sono un trespassing pericoloso,tra ruoli di potere -Ministro degli Interni e Ministro della Difesa – e convinzione di onnipotenza nelle frasi "Prima gli..." Non bisogna mai abituarsi alle frasi ad effetto,rimane ferma la tradizione di ogni popolo,che si permea di linguaggi,cultura,usi e costumi ,ma tutto questo non significa Sovranità ,Sovranismo o Nazionalismo. Riavvolgiamo il nastro della memoria e rivediamo i filmati in bianco e nero dei meridionali che diventavano forza lavoro nelle industrie del Nord.Il ripopolamento sociale di Milano e Torino,la difficile integrazione della cultura contadina nella società industriale,con ritmi di vita totalmente cadenzati dagli orari e non dai fattori naturali .Non dimentichiamo il "sovranismo padano " di Bossi, la "Roma ladrona", il razzismo contro i meridionali .Nei decenni tutto cambia e per conquistare il Potere c'è sempre bisogno del Sud. Si ripetono scenari,ma sociologicamente differenti ,con la trasformazione della forza lavoro sud nord ,in forza elettorale del sud,che sulla base della retorica "prima gli italiani" ,gratifica i meridionali che hanno sempre bisogno di un appiglio ideale e subculturale a cui appendersi, per legittimare una voglia di dominazione sul più debole,dicesi immigrato.

Nessuno è perfetto,un grande gioco sta iniziando ad oscurare ancora di più il Decadentiismo della società post comunicativa .È il gioco delle parti di chi urla di più e di chi crede che i personalismi superino le leggi e le regole fondanti di società democratiche. Tanti interessi sconvolgono terre lontane,come l'Eritrea limbo di costa che chiude il Canale di Suez ,vicino allo stretto di Gibuti,con isole "affittate " dal dittatore Afewerki a Israele e Stati Uniti , con giacimenti aurei e petroliferi sfruttati dalla dittatura stalinista nazionalpopolare.La legge del mare ,la legge dei pescatori,insieme di regole non codificate,ma dettate dall'etica ,che scrivono pagine di salvataggi di naufraghi. Rispetto a dieci anni fa ,adesso tutto è cambiato esiste un "Sistema Migrazione",una connection tra Stati,Ong,Movimenti politici,mercanti di uomini, che alimenta lo sfruttamento degli immigrati,ma immette anche microcriminalità a servizio della Mafia Nigeriana della Confraternita dell"Eiye" o affiliati alla "Black Axe".

Un mondo sommerso che si può conoscere soltanto con la prossimità del medico di Lampedusa Pietro Bartolo,che ha vissuto e vive esperienze dirette ,facendo nascere bambini su una nave o effettuando autopsie su corpi inermi.Tutto questo è raccontato nel libro "Lacrime di Sale".L'esperienza diretta della sociologia di prossimità,facendone parte dell'equipe e insegnando italiano ai Rifugiati politici e richiedenti asilo ,con le difficoltà quotidiane degli operatori locali e la grande pazienza nella gestione della multiculturalità. Nessuno è perfetto,ogni popolo ha le sue caratteristiche e differenziazioni.

La dignità umana non ha razze e colore,ma la bellezza è la sfida nel cercare di comporre le tessere del puzzle della dignità umana. Calzando scarpe comode per lunghi cammini,usando linguaggi comunicativi adatti ai differenti interlocutori,alzandosi le maniche di una camicia,senza indossare T shirt di forze istituzionali,magari ascoltando anche la canzone "A change is gonna come" di Sam Cooke. Perché vorremo raccontare storie di solidali sorrisi ,di feste in riva al mare multi etniche e multicolori ,per non leggere più titoli di giornali su Lampedusa,Salvini e Lacrime di sale.