L’eredità di Giovanni Falcone. L’impegno della legalità che non può essere “dimezzato”

falcone borsellino striscionedi Jessica Amaddeo - Come ogni anno, da ormai 21 anni, il 23 maggio è la giornata dedicata alla memoria di un uomo che aveva fatto del senso dello Stato e dell'impegno sociale la sua ragione di vita, letteralmente: Giovanni Falcone.

Da quel 23 maggio 1992 le sue idee, insieme a quelle di Paolo Borsellino- come recitava un famoso striscione mostrato a seguito delle stragi- hanno camminato sulle nostre gambe: su quelle di "Addio pizzo" a Palermo, su quelle di "E adesso ammazzateci tutti" a Locri, su quelle di Libera in tutta Italia, e su quelle di quanti, ogni giorno, decidono che la legalità è un impegno, un dovere e un diritto.

La storia la sappiamo tutti, alcuni di noi l'hanno in qualche modo vissuta in diretta, altri a distanza di tempo ne hanno sentito il racconto da genitori e insegnanti che, in barba ai programmi ministeriali, hanno voluto dedicare un piccolo spazio a quello che si presenta come un fatto di cronaca ma che in realtà è molto di più: è l'esempio del dovere di un uomo di Stato; è l'immagine della legalità che si alza lì dove gli occhi di solito si abbassano; è il racconto dell'impegno di un siciliano che ha fortemente creduto in qualcosa.

Ciò che invece ci troviamo a fare in questi giorni, proprio a ridosso dell'ennesimo 23 maggio, è venire a conoscenza della presentazione di un disegno di legge- fortunatamente ritirato- per il dimezzamento della pena nei reati di concorso esterno in associazione mafiosa, un reato che non riguarda chi è dentro il sodalizio criminale, bensì chi ne sta fuori ma allo stesso tempo decide di contribuire alla sua crescita e affermazione. Ed è proprio sulle decisioni prese da ciascuno che si gioca una partita iniziata più di vent'anni fa, che ancora fa rumore, scuote le coscienze e lascia sgomenti dinnanzi al tentativo di rendere legalità e giustizia quasi un'illusione. Perché ricordiamolo, la mafia è tale in ogni sua forma o declinazione e in ciascuna di esse deve essere contrastata.

In occasione dell'anniversario della strage di Capaci diverse sono le iniziative in programma nel capoluogo siciliano per ricordare la fine di un uomo e l'inizio di uno Stato che si è scoperto sensibile e consapevole...

E intanto nella notte sono salpate da Napoli e Civitavecchia le "Navi della legalità" per portare migliaia di giovani nei posti da cui tutto è iniziato: perché le loro idee non camminano solo sulle nostre gambe ma attraversano le acque e vivono nelle parole; perché giustizia e legalità non conoscono confini né possono essere 'dimezzate'.