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Osando e azzardando, i giovani per una stupenda pagina di democrazia

canalemassimodi Massimo Canale* - Direttore,

ho letto con attenzione le tue riflessioni sui giovani e la politica e ne condivido alcuni spunti.

Altri meno e per tale ragione, nella consapevolezza di essere (ahimè) ormai al di fuori della categoria in questione, proverò ad argomentare la mia opinione senza correre il rischio di essere ritenuto parte in causa.

Ci si interroga spesso intorno al rapporto tra i giovani e la politica e le conclusioni sovente portano alla conclusione che i giovani sono irrimediabilmente distanti da una politica di cui non condividono metodi, argomenti e liturgie.

In realtà, almeno dal mio punto di vista, il tema è quasi sempre mal posto nella misura in cui la maggior parte di noi tende a confondere il rapporto tra le giovani generazioni e la politica con l'attività in seno alle formazioni giovanili di partito . So che può sembrare un gioco di parole, ma in realtà non lo è, per niente.

L'età giovanile è per definizione quella più densa di idealismo: a venti anni si vuole cambiare il mondo; a partire dai quaranta (tranne qualche rara eccezione) si tende ad adattarsi al mondo. Anche Gino Paoli in un famoso ritornello di qualche anno fa descriveva la parabola idealista di quattro amici che seduti al tavolino di un bar, anno dopo anno, uno dopo l'altro, accantonavano l'idea di lottare per un modo più giusto in cambio di una vita più comoda e di un lavoro, magari in banca...

Durante l'ultima campagna elettorale comunale ho incontrato centinaia di ragazze e ragazzi, tutti reggini, che non solo erano estremamente attenti alla politica cittadina ma ne sono divenuti i veri protagonisti per un intero anno. Fare politica per loro ha significato occuparsi, dei problemi della gente, ma anche immaginare una Città migliore, con una mobilità più efficiente, un'offerta culturale diversa e di maggiore qualità, servizi alla persona che abbiano a riferimento le categorie più svantaggiate, un sistema di norme finalizzato alla trasparenza amministrativa e alla lotta alla 'ndrangheta, la riscoperta delle periferie e così via. I giovani reggini nel corso di quella campagna elettorale sono stati capaci di elaborare una idea di Reggio ricchissima di contenuti e proposte, i loro pensieri, in gran parte, sono diventati il mio programma elettorale.

Sicchè, in una esperienza maturata proprio nella nostra Città i giovani sono stati protagonisti assoluti della politica talvolta costringendo i nostri avversari in quella competizione a "rincorrere"le idee che via via prendevano forma nelle assemblee di piazza e nella piazza virtuale di facebook. Per fare alcuni esempi sono stati i giovani di Reggio proporre l'istituzione di un Regolamento comunale per la destinazione dei beni confiscati alla 'ndrangheta e i benefici fiscali per coloro che denunciano il racket e ancora il Registro per le unione civili e un regolamento per le arti di strada, tutte proposte che puntualmente il csx, Energia Pulita in primis, hanno proposto nel corso dell'attuale consiliatura.

Il problema, semmai, è rappresentato dal fatto che fare politica all'interno di un partito comporta troppo spesso l'accettazione da parte dei giovani di un habitus che in realtà non è il loro:il correntismo smodato e la conta delle tessere, le riunione fumose e le liturgie dei tavoli della presidenza hanno allontanato in maniera siderale i giovani dai partiti ma non dalla politica. Su questo mi trovo totalmente d'accordo con te.

A partire da quella campagna elettorale abbiamo sperimentato le riunioni di piazza, il forum aperto sui temi della Città; abbiamo scardinato ogni regola del politichese parlando direttamente al cuore dei reggini, abbattendo per sempre i tavoli della presidenza e i saluti agli onorevoli in apertura dei lavori, nella sola convinzione che fosse il modo più democratico per parlare alla Città e con la Città.

Mi perdonerai insieme ai tuoi lettori se sarò ancora autoreferenziale, ma quel patrimonio incredibile di idee e sogni si è poi tradotto in un risultato eccezionale sul piano del consenso, molto aldilà della forza dei partiti che mi sostenevano. Ecco io credo che la chiave di quel successo, dei 10 punti strappati al mio avversario, siano stati proprio il linguaggio, il metodo politico e le idee di quei giovani.
Infine, sarebbe ingeneroso (anche da parte tua) non considerare che gli stessi giovani di cui parli hanno dimostrato ampiamente di essere liberi da condizionamenti quando hanno espresso la loro posizione in favore delle unioni civili o in direzione di una nuova legge elettorale che restituisca la parola ai Cittadini. Non era facile nè scontato schierarsi contro taluni Matusalemme di partito come li definisci tu, ma loro lo hanno fatto.

Sarebbe ingiusto non considerare quanti passi avanti abbia fatto il centrosinistra nel corso di un solo anno, basti pensare che il celeberrimo tema della "Unità del centrosinistra" che tanto ha impegnato tutti noi nel decennio passato non appassiona più i giornalisti nè i lettori semplicemente perché è un dato acquisito. Intorno a una nuova genarazione di Consiglieri comunali abbiamo costruito un metodo di lavoro denso di confronto ma scevro da inganni e sotterfugi; apertamente e senza paura elaboriamo giornalmente una reale alternativa di Governo della Città e della Calabria.

Anche io come te sogno una politica diversa e una politica giovanile che non abbia timori reverenziali e paura di sognare. Per ripiombare con i piedi per terra purtroppo c'è sempre tempo ma nel frattempo se i nostri giovani, dentro e fuori dai partiti, saranno semplicemente sé stessi, perché no anche osando e azzardando, avranno scritto una stupenda pagina di democrazia (e di politica).

*Consigliere comunale PD - Già candidato Sindaco e portavoce del centrosinistra al Consiglio comunale

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