Fronte del Palco
 

Reggio Calabria

Il concerto "Sogno" apre la rassegna "PRIMAvera Mediterranea"

Con il concerto "Sogno" di giorno 21 marzo ha preso il via al Teatro "F. Cilea" la prima edizione del Festival "PRIMAvera Mediterranea": la Concert Band di Melicucco, diretta dal Maestro Maurizio Managò, ha deliziato la platea con brani di arie note e meno note, ma non meno accattivanti, in una dimensione quasi impalpabile, onirica.

Molteplici i temi che hanno accompagnato il pubblico fino all'esecuzione in prima assoluta nazionale del brano da cui prende il titolo l'intero concerto, "Sogno", tratto dal "Guglielmo Ratcliff" di P. Mascagni, con arrangiamento originale di M. Managò. Apprezzatissimi anche gli ospiti intervenuti: il clarinettista Michele Giovinazzo, il trombonista Daniele Filardo e il soprano Caterina Francese. Importante la presenza del Maestro Marco Werba, che ha aperto la serata con l'esecuzione al pianoforte del tema tratto dal film "Zoo" di C. Comencini, che ha sancito l'inizio della sua brillante carriera di compositore di colonne sonore e non solo. Werba ha ricevuto il premio "PRIMAvera Mediterranea", consegnato dal Presidente dell'associazione organizzatrice FreeTogether onlus, Marialuisa Fiore: la bellissima creazione in argento è opera del Maestro orafo Giuseppe Annino. Gli spettatori sono stati accompagnati all'ascolto dei brani dalla esaustiva e puntuale presentazione ad opera della disinvolta Laura Celebre, che in chiusura ha dato appuntamento ai prossimi eventi inseriti nel Festival: giorno 6 aprile l'Ensemble Italiano Nuova opera si esibirà nel concerto "Anima, Voce, Suono", mentre la serata conclusiva del 17 aprile ci offrirà in forma scenica il grandioso "Stabat Mater" di K. Jenkins, in cui i cori FreeTogether, S. Paolo, Mater Decor Carmeli e l'Orchestra Sinfonica FreeTogether saranno diretti dal Maestro Bruno Tirotta.

“Vasilissa la Bella” in scena a Locri e Gioiosa Ionica (RC)

vasilissalabelladi Enzo Romeo - Non è una giornata persa. Anzi,tutt'altro. A cosa ci riferiamo? Risposta immediata e semplice: al teatro. Soprattutto quando esso è rivolto ai bambini. Fuor di retorica, il teatro è cultura viva e vale la pena che i bambini delle scuole di ogni ordine e grado "perdano" una giornata, per odorare, figurativamente si capisce, la polvere del palcoscenico.
A Locri e a Gioiosa, nei teatri delle due città, scuole e teatro si sono incontrati. Una due giorni piena, per assistere alla rappresentazione di un riadattamento di "Vasilissa la Bella", una sorta di Cenerentola russa rivissuta nella rielaborazione teatrale di Orazio Alba.
Lo spettacolo, prodotto dal Centro Teatro Meridionale, diretto dall'attore e regista Domenico Pantano, con la splendida collaborazione di Antonella Papaleo, vi diciamo che è semplicemente bellissimo.
Narra della storia di Vasilissa, che da Cenerentola, per un incrocio di destini e cose buone, arriverà a sposare lo Zar.
Quattro gli attori in scena, che riescono a regalare vibrazioni ed emozioni ai bambini delle scuole primarie e dell'infanzia. A Locri sono arrivate rappresentanze di istituti di diversi centri del comprensorio dell'Alto Jonio reggino e dalla Piana di Gioia Tauro. Tutte convintamente impegnate a rendere il giusto
riconoscimento all'arte del recitare.

Teatro solo apparentemente per bambini, quello di Vasillissa la bella. I grandi, cioè gli adulti, hanno di che riflettere sui contenuti della coinvolgente fiaba.
Lo spettacolo ha ritmo dalle prime battute. Quattro saltimbanchi entrano in scena, danzando e suonando. Uno è un po' piu' alto degli altri ( sarà l'effetto dei trampoli?) e agita con alcuni fili una bambola in carne ed ossa. Gli altri hanno ceste che contengono oggetti vari. L'uomo alto muove magicamente la bambola, estrae dal suo cilindro e dalle ceste oggetti che via via comporranno la scena, progressivamente mutevole, in un gioco di luci, di parole e di coreografie. Sarà l'uomo alto a cominciare il racconto di Vasillissa la bella. Nella narrazione la protagonista vivrà momenti difficili, ma troverà sulla sua strada anche coloro che seminano il bene e fanno crescere la bontà. Uomini e donne di buona volontà che aborrono l'invidia e la malvagità, diventando di esse fieri nemici. Il coraggio di Vasillisa sarà premiato e sarà uno dei personaggi positivi della fiaba a indirizzarla verso il suo regale futuro.

Una donna filatrice, incontrando la giovane addormentata lungo un sentiero, le offre la possibilità di lavorare con lei. Per caso, Vasilissa sarà chiamata alla residenza dello Zar per realizzare la sua arte del ricamo. Lo Zar la accoglierà con democratica simpatia e il colpo di fulmine sarà dietro l'angolo.
In una nota del Centro Teatrale Meridionale si legge che lo spettacolo viene rappresentato" tenendo conto del nostro pubblico, in una chiave fantastica, divertente, in alcuni momenti intensa e piena di colpi di sceda che permetteranno il coinvolgimento totale dei piccoli spettatori". E questo, lo testimoniamo, è avvenuto.
Come sottoscriviamo che Vasilissia la bella "è uno spettacolo realizzato con creatività e rispetto degli argomenti trattati, cosi come deve essere il passaggio che conduce all'essere adulto: creativo, ma con rispetto per se stessi".
Onore al CTM e a Domenico Pantano, che in un comprensorio che va a ralenty consentono il mantenimento di alti livelli di cultura.
Bravissimi Orazio Alba che, oltre al riadattamento, firma anche la regia, Chiaraluce Fiorito, che interpreta Vasilissa,Krzysztof Bulzacki Bogucki, lo Zar e Veronica Balea, la filatrice.
Il teatro è vita. Ossigeno. Gli attori ce lo ricordano sempre. E quindi maggiore attenzione non guasterebbe. No, mandare gli scolari in platea non è una giornata persa.

Il Maestro Johan De Meij dirige l’Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova al Teatro Cilea di Reggio Calabria

Un Concerto dell'Orchestra Giovanile di Fiati "Giuseppe Scerra" di Delianuova, in programma domenica 24 marzo, alle 18, presso il Teatro "F. Cilea", è l'evento conclusivo della Master Class in "Analisi della Composizione e Concertazione", promossa dall'Associazione Culturale "Nicola Spadaro" di Delianuova.

Un percorso formativo che ha coinvolto giovani Maestri, Direttori di Bande e Orchestre, studenti dei Conservatori e musicologi, provenienti da tutta la Calabria, e non solo, affidati alla competenza e professionalità del Maestro Johan De Meij, Compositore, Direttore d'Orchestra e Trombonista olandese, di chiara fama internazionale. Johan De Meij si è formato musicalmente presso il Conservatorio Reale di Musica a L'Aia (Olanda), dove ha studiato trombone e direzione d'orchestra, divenendo poi un esperto compositore di musiche per orchestra di fiati e banda sinfonica. Prima di dedicare il suo tempo esclusivamente alla composizione e alla direzione d'orchestra, Johan de Meij ha goduto di una carriera professionale di successo come suonatore di trombone ed euphonium, esibendosi con importanti orchestre e gruppi nei Paesi Bassi. Le sue opere, tra cui composizioni originali, trascrizioni e arrangiamenti sinfonici di musica classica e per film, hanno raccolto successi e premi a livello internazionale e occupano un posto fisso nel repertorio di vari ensamble di tutto il mondo. Alcuni dei suoi brani sono previsti nel programma del Concerto di oggi pomeriggio, tra cui "Aquarium", "Quintessenza", e la Sinfonia No.1 "The Lord of the Rings", il Signore degli Anelli, a cui è stato assegnato nel 1989 il prestigioso Premio di Composizione Sudler. La stessa sinfonia è stata incisa da una miriade di orchestre sinfoniche e di fiati, tra cui la London Symphony Orchestra, North Netherlands Orchestra, la Filarmonica di Nagoya e la Amsterdam Wind Orchestra. Sarà sempre il Maestro De Meij a dirigere il Concerto, insieme al Maestro Gaetano Pisano, Direttore stabile dell'Orchestra di Fiati di Delianuova. Un evento che avrà come protagonista la buona musica ma anche la solidarietà: infatti il Concerto, dall'ingresso gratuito, si propone di sostenere, con una libera offerta, la preziosa ed impagabile attività dell'Hospice "Via delle Stelle" di Reggio Calabria, che opera con enormi sforzi e sacrifici nell'assistenza e cura degli ammalati che ad esso sono affidati.

Da domani torna a Reggio l'Horcynus Festival

Per l'ottavo anno consecutivo, torna sulla sponda calabrese dello Stretto l'Horcynus Festival, evento dedicato alle arti performative organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B - Annualità 2018. Il tema di questa edizione è Metamorfosi, per puntare l'attenzione sulle trasformazioni che la società e l'economia, ma anche la stessa Fondazione, sta attraversando, oggi più che mai.
«Promuoviamo da oltre 15 anni percorsi internazionali di ricerca sulle economie sociali e solidali, sulla finanza etica ma soprattutto sulle arti – spiega Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – che più di ogni altro sapere umano hanno la capacità di anticipare bisogni, desideri e visioni dei popoli. Lo facciamo a partire dallo Stretto, guardando verso questo Mediterraneo così drammaticamente diseguale ma anche verso altre aree del sud del mondo come Cuba in cui la Fondazione di Comunità di Messina - Distretto Sociale Evoluto, che sostiene da sempre l'Horcynus Fest, sta cominciando a operare per sostenere in modo durevole policy di trasformazione e di sviluppo umano sostenibile. Il festival quest'anno si ispira e segue queste visioni, traducendole in Metamorfosi»

L'Horcynus Festival si apre il 20 marzo e si chiude il 4 aprile nel Torrione Sud del Castello Aragonese con l'installazione "Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo" di Emilio Isgrò, uno dei nomi dell'arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale. L'opera, visitabile gratuitamente (giovedì alle 17:30 visita guidata con il curatore Marco Bazzini), anticipa la mostra in programma in autunno ed è un omaggio alla libertà e creatività della gente del sud, celebrate attraverso le composizioni del musicista messinese Riccardo Casalaina, conosciuto come "Mozart redivivo" per il suo precoce virtuosismo, stroncato dal terremoto del 1908. Le sue note, prodotte da grilli, eco di un lungo pomeriggio d'estate, si trasformano in formiche pronte a invadere i vecchi muri della torre del Castello, dopo essersi impossessate del pianoforte bianco e dello spartito.

Sabato 23 marzo alle ore 21:00 al Miramare, per il primo concerto della sezione "Musica Nomade", il live di Serena Della Monica - Le Ninfe della Tammorra che portano sullo Stretto il loro Femmene Tour. Nella loro musica, la necessità di raccontare e rendere attuale l'antica cultura popolare Campana e del Sud Italia si traduce in un linguaggio musicale che si sposa con il teatro-danza, evocando sonorità mediterranee mixate a ritmi urbani della musica moderna, alla ricerca di un connubio di world music e world dance.

Martedì 26 marzo alle ore 21:00 all'Auditorium Zanotti Bianco spazio al teatro con "Le stanze di Ulrike", di e con con Silvia Ajelli, regia di Rosario Tedesco, produzione Teatro Biondo Palermo in collaborazione con Orestiadi di Gibellina. Perché una colta, intelligente e raffinata giornalista inizia a sentirsi scomoda nel paese in cui vive? Perché non si riconosce più nel ruolo che la società le cuce addosso? Come mai finisce per diventare il capo ideologico di una banda di terroristi con la parrucca? Una storia di terrorismo in Germania durante gli anni '60-'70 che affronta in chiave umana e non ideologica le utopie rivoluzionarie del secolo scorso, ponendo domande scomode, riproposte improvvisamente dal nostro presente.

Da mercoledì 27 a venerdì 29 marzo al Cineteatro Metropolitano è in programma la sezione di cinema dell'Horcynus, con un focus dedicato ai Balcani e le proiezioni del documentario "Cinema Komunisto" di Mila Turajlic, dei film "Dall'altra parte" di Zrinko Ogresta, "Sami Blood" di Amanda Kernell, "Vangelo" di Pippo DelBono e "Sofia" di Meryem Benm'Barek.

Giovedì 28 marzo alle ore 21:00, sempre al Cineteatro Metropolitano, appuntamento con la nuova drammaturgia per il reading teatrale "F-AIDA" di Salvatore Arena e Massimo Barilla con Salvatore Arena e musiche dal vivo di Luigi Polimeni. Un anticipo della produzione Mana Chuma Teatro, co-prodotto dall'Horcynus Fest, che debutterà in estate e affronta l'impossibilità della metamorfosi personale e sociale in contesti estremi.

Domenica 31 marzo alle ore 21:00 al Teatro Francesco Cilea per l'ultimo appuntamento live del festival è in programma il reading - concerto "Bestemmia d'amore" di Enzo Avitabile e Pippo DelBono. Un canto in cui le parole di Pippo DelBono diventano la musica, originale e unica, di Enzo Avitabile, che coniuga blues, jazz, funky, rock con il classico e il barocco, fino ad abbracciare l'antica tradizione popolare e napoletana. Un concerto per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell'amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo, in un esempio di musica totale.

A Rosarno (RC) la 25a Edizione del Concorso Nazionale per Orchestre di Fiati AMA Calabria – Suoni in Aspromonte

Si svolgerà a Rosarno, presso il nuovo Teatro Comunale Argo, la 25a Edizione del Concorso Nazionale per Orchestre di Fiati AMA Calabria – Suoni in Aspromonte. Saranno ben 15 i gruppi musicali, provenienti da tutto il meridione d'Italia che parteciperanno a questa prestigiosa competizione musicale, ormai considerata la più importante del settore di musica per fiati in Italia subito dopo il Concorso Internazionale di Riva del Garda. Le formazioni musicali presenti arriveranno, oltre che da tutte e cinque le province calabresi, anche dalla Sicilia, Campania e per la prima volta anche un gruppo proveniente dal Trentino Alto Adige.

La manifestazione si svolgerà Sabato 23 e Domenica 24 Marzo e la giuria era composta da nomi tra i più prestigiosi nel panorama musicale italiano e internazionale; il presidente sarà l'olandese Jacob de Haan, considerato tra gli autori più eseguiti e apprezzati al mondo, affiancato dall'italo-svizzero Franco Arrigoni, dal brianzolo Armando Saldarini e dal giovane salernitano Antonio Petrillo. Il concorso rientra tra l'altro nel quadro delle attività didattiche del Corso di Direzione AMA Calabria realizzato nell'ambito del progetto SIAE Sillumina e la direzione artistica del Concorso è affidata al M° Maurizio Managò. "Sono veramente soddisfatto, ancora una volta riscontriamo una grande partecipazione di gruppi orchestrali provenienti da più parti del territorio nazionale. Siamo pronti ancora una volta a vivere due intense giornate di musica e per questo, a nome mio e di AMA Calabria ringrazio la Città di Rosarno, nelle persone del Sindaco, Giuseppe Idà, dell'Assessore alla Cultura Dora Sorrenti, e dell'Ufficio Tecnico, Arch. Corigliano, pronti a raccogliere e a far proprio l'iniziativa, dimostrando che anche nella nostra terra si possono promuovere iniziative di spessore culturale" " È un onore per la nostra Città ospitare un così importante concorso - dichiara il Sindaco di Rosarno Giuseppe Idà- dove si esibiranno orchestre provenienti da tutta Italia. Ringrazio il direttore artistico, Maestro Managò per aver scelto Rosarno come location della manifestazione. La nostra Città ha bisogno di arte, di cultura ed invito tutti i rosarnesi a partecipare all'evento."

Reggio, l’Orchestra giovanile di Delianuova diretta da De Meij per l’Hospice “Via delle Stelle”: il 24 marzo il concerto al Teatro Cilea

Domenica 24 marzo, alle ore 18, la Città Metropolitana di Reggio Calabria dà appuntamento ai cittadini al Teatro Francesco Cilea per il concerto dell'Orchestra Giovanile di Fiati "Giuseppe Scerra" di Delianuova, diretta dal Maestro Johan De Meij.
Il Concerto, patrocinato da Comune e Città Metropolitana, è ad ingresso libero, e assume rilevanza particolare in quanto, oltre che per il suo spessore culturale ed artistico, vuole essere un'occasione per sostenere, con una libera offerta, la preziosa ed impagabile attività dell' Hospice "Via delle Stelle" di Reggio Calabria che opera con enormi sforzi e sacrifici.
L'auspicio è di una significativa partecipazione di pubblico al Concerto, non solo per la fruizione di una serata di buona musica, con la presenza di un Maestro di chiara fama mondiale, quale Johan De Meij, ma anche per promuovere la solidarietà all'Hospice "Via delle stelle" e, di riflesso, ai malati che ad esso sono affidati.

“Cardìa”, dall’album “Solstizio” il nuovo video di Francesco Loccisano firmato da Vincenzo Caricari

Dall'album "Soltistizio" di Francesco Loccisano, ecco il nuovo videoclip, "Cardìa", regia di Vincenzo Caricari. Liberamente ispirato al film "Essere John Malkovich" di Spike Jonze (1999), il video è caratterizzato dal connubio cinema e musica.

«Un'espressione artistica multiforme – dice Loccisano – in cui mi sono cimentato anche come attore: sentivo il bisogno di vivere la mia musica in maniera nuova, così è nata la collaborazione con Vincenzo Caricari e questo videoclip. È stato emozionante e adrenalinico realizzarlo. Oggi è forte l'esigenza di raccontarsi, così diverse sfaccettature della creatività si mescolano, si incontrano, dando vita a una squadra competente ed esigente».

Vincenzo Caricari ha firmato, tra gli altri, il docu-film "La guerra di Mario" e il pluripremiato cortometraggio "Rosa", protagonista Manuela Cricelli.

"Cardìa" è una produzione Streets Video, sceneggiatura e regia Vincenzo Caricari; assistente alla regia Eleonora Brandi; fotografia Aldo Albanese; montaggio Martino Scordenne; cast: Giuseppe Sgambellone, Josephine Carioti, Francesco Loccisano, Eleonora Brandi, Paolo Cuzzilla; aosm Vincenzo Fazzalari; foto di scena Fabrizio Agostino.

Location: Reggio Calabria e LSS Advanced Speakers System di Polistena (RC).

Con la collaborazione di LocriTeatro, Circolo culturale "G. Calarco", Tonino Palamara, Giuseppe Laruffa.

Il videoclip è visibile sul sito www.francescoloccisano.com e nel canale ufficiale di Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=lulWEw9F_Es&fbclid=IwAR3q4jx7X0BUd8QESmvaI68Rwx1Z3nLUtMRx1Kzkiwei9us9EAKuua2iaeE

Solstizio" è il terzo lavoro discografico di Francesco Loccisano, dopo "Battente italiana" e "Mastrìa", già disponibile in digitale su tutti gli store online, presto pubblicato in cd. L'album conterrà il doppio brano "Solstizio", "Il bacio", "Arnia", "Cardia" (colonna sonora dello spettacolo con Miguel Angel Berna e Manuela Adamo a Saragozza) e "Il chitarrese". Loccisano, dopo un'attenta attività di ricerca e composizione con diversi musicisti del panorama della musica popolare calabrese si avvicina ad alcuni degli strumenti tradizionali, con particolare attenzione alla chitarra battente. Inizia così un lavoro sperimentale che gli permette di sviluppare uno stile personale di composizione. Nel 2010 pubblica il suo primo cd da solista, "Battente italiana", e nel 2013 "Mastrìa". Loccisano ha collaborato, tra gli altri, con Eugenio Bennato, Vinicio Capossela, Tony Bungaro, Saba Anglana, Bob Brozman. Nell'agosto 2016, Gianna Nannini l'ha voluto sul palco del suo concerto alla Summer Arena di Soverato (Cz). È tra i musicisti voluti dal regista spagnolo Carlos Saura per il suo film "La Jota". Tra i più importanti Festival che hanno visto protagonista Loccisano, ricordiamo: Mito Festival (Milano, Torino), Folk Club (Torino), Acoustic Guitar Meeting (Sarzana SP), Roccella Jazz Festival (RC). Oggi il suo metodo è anche in un libro (con Video-rom allegato) edito da Fingerpicking.net; il secondo metodo è in uscita in collaborazione con Marcello De Carolis, sempre edito da Fingerpicking.net.

Reggio, musica e poesia all'Horcynus Fest invernale: giovedì al Cilea debutta "In vita, Mattanza in concerto"

Un dialogo fra linguaggi espressivi e sponde dello Stretto, tra suoni e parole, melodie e rime giovedì al Teatro Cilea per la seconda prima nazionale targata Horcynus Festival – winter edition. Alle 20,30 il sipario si apre su "In vita, Mattanza in concerto", la nuova produzione musicale della band reggina, che questa volta collabora con quattro poeti, interpreti della tradizione calabrese e siciliana: Maria Costa, Biagio Guerrera, Daniel Cundari e il rapper Kento.La poesia come strumento per salvaguardare la memoria e proiettarsi nella realtà contemporanea è il fil rouge che caratterizza da vent'anni il lavoro di ricerca e creativo dei Mattanza. Fin da quando Mimmo Martino, fondatore e ancora oggi ispiratore del progetto musicale, ha inaugurato una nuova forma di riscoperta della cultura popolare meridionale, mantenendo saldo il legame con i "conservatori" della saggezza popolare, ma offrendo l'opportunità ai nuovi "trovatori" di vedere musicate le proprie poesie. Ed è proprio come una lunga poesia che si snoda questo concerto: ogni "quartina", formata da quattro brani musicali, verrà suggellata da un "ritornello" costituito da due interventi dei poeti ospiti, in un dialogo a più voci in perenne, affascinante equilibrio.

"I Mattanza non si sono sciolti, non rinunciano a portare avanti il progetto musicale inaugurato e ispirato ancora oggi da Mimmo Martino, a dieci mesi dalla sua scomparsa. Tante volte – sottolinea Giacomo Farina, componente della band e direttore artistico della sezione Musica Nomade dell'Horcynus – quando Mimmo era ancora con noi abbiamo parlato, nei momenti di confronto più acceso, di prendere strade diverse. Ma alla fine siamo rimasti insieme e tanto più intendiamo farlo oggi. Per questo abbiamo il titolo In vita: perché portando avanti i progetti musicali che avevamo intrapreso con Mimmo Martino, in qualche modo continua a vivere e i Mattanza con lui. A questo incontro tra musica e poesia stavamo lavorando poche settimane prima della sua improvvisa scomparsa. Continuare era un dovere".

In questo incontro tra poesia e musica, si misurano anche la tradizione poetica siciliana e calabrese. A partire dalla poetessa messinese Maria Costa, nata nel 1926 e vissuta da sempre nel rione Case basse di Paradiso, quartiere marinaro tra Messina e Ganzirri. Nelle sue poesie in dialetto messinese custodisce e canta la memoria collettiva della città dello Stretto. I suoi versi, raccolti in diversi volumi, tesi di laurea da Palermo a Udine, servizi e cortometraggi di produzioni italiane, francesi e russe, le sono valsi l'iscrizione tra i "Tesori Umani Viventi" nel registro Eredità Immateriali UNESCO. Porta la voce della Calabria e delle contaminazioni culturali, invece, Daniel Cundari, poeta trentaduenne di Rogliano, che compone in dialetto calabrese, italiano e spagnolo, autore di varie raccolte e vincitore di premi internazionali. Nel 2009 è stato il poeta straniero più giovane ospite della Cátedra Federico García Lorca, diretta da Antonio Carvajal. Ancora un salto in Sicilia, ai piedi dell'Etna, con il poeta e musicista catanese Biagio Guerrera, tra i fondatori del collettivo artistico Famiglia Sfuggita. Nel 2003 ha pubblicato Dalle sponde del mare bianco con i Dounia e il poeta tunisino Moncef Ghachem. Infine, si torna in Calabria e si guarda ai "nuovi poeti" del rap con il reggino Kento, solista e componente dei Kalafro Sound Power che raccoglie intorno a sé il consenso di un pubblico vasto ed eterogeneo, che mette insieme hip hoppers e militanti, ragazzi delle periferie e intellettuali, critici musicali e artisti di ogni genere.

"Una cavalcata leggera come solo la poesia e la musica sanno essere, tra suoni, parole, territori, passato e presente – conclude Farina – com'è consuetudine per la sezione Nomade dell'Horcynus Fest che venerdì continua con un'altra prima nazionale: lo spettacolo teatrale A-solo. Studi di assenza in pubblico, con l'attore ergastolano Aniello Arena, produzione Compagnia della Fortezza / Volterra Teatro che comincia la tournée proprio da Reggio".

Il 29 marzo “Via Crucis” al Cilea di Reggio Calabria

Simón Orfila, oggi fra i bassi-baritoni più apprezzati a livello internazionale, Francesca Romana Tiddi, Sara Intagliata, Sofia Janelidze e Davide Ruberti si esibiranno, affiancati dal Coro Lirico Cilea, nella prima mondiale della "Via Crucis", oratorio per soli, coro e orchestra con musica di Antonio Galanti e drammaturgia e testi dei Padri della Chiesa curati da Domenico Gatto.

Venerdì 29 marzo 2019, alle ore 20.30, sul podio dell'Orchestra del Teatro Cilea e del Coro lirico Cilea, istruito dal Maestro Bruno Tirotta, ci sarà il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tra i più giovani e apprezzati direttori del momento.

Rispetto al testo, "varie e di diverse epoche sono le fonti di tradizione cristiana su cui è stato costruito il testo di questa Via Crucis: dalle Sacre Scritture all'Omelia sulla Pasqua di S. Melitone di Sardi (scritta intorno alla metà del II secolo) fino ai testi di S. Caterina da Siena (scritti nel 1300). Punto di riferimento per la stesura e la costruzione del testo è la tradizione mariana e quartodecimana.

Mariana in quanto la figura di Maria è presenza costante dalla prima stazione fino all'ultima. Lungo l'intero svolgersi della narrazione la Madre vigila sul Figlio senza mai dialogare direttamente con lui. Nelle due Stazioni incentrate sulla figura di Maria (IV. e XIII.), si crea un dialogo fra Lei e l'Angelo in cui alle domande della donna sulla sofferenza del Figlio (tratte da La Passione di Cristo di S. Gregorio Nazianzeno), l'essere celeste risponde attraverso le parole delle preghiere della chiesa antica (S. Andrea di Creta e Giorgio Warda), che esaltano la figura di Maria come Madre di Dio. Solo al momento della deposizione nel sepolcro (qui paragonato a quella del Cristo in fasce nella mangiatoia) Maria e il Figlio s'incontrano.

Quartodecimana in quanto il riferimento principale per la stesura del testo è l'omelia che il Vescovo di Sardi scrisse attorno all'anno 150, in cui espone pienamente le caratteristiche della liturgia pasquale anatolica dell'epoca. Questa Via Crucis racchiude il concetto tipico di quella liturgia che è quello della Pasqua come ricapitolazione del tutto: un testo che entra nel profondo di ciò che le diverse Stazioni rappresentano all'interno sia dell'anno liturgico cristiano sia del rapporto fra Cristo e l'uomo.

Al centro di questa Via Crucis non vi è la sofferenza, ma la Gloria di Cristo, che viene esaltata nella Croce, così che il grande momento della Crocifissione è visto, nel solco della tradizione giovannea, come grande elevazione. E la decisione di concludere questa Via Crucis non con la deposizione ma con la resurrezione è proprio di questa intenzione Gloriosa, spiega Domenico Gatto, direttore artistico del Rhegium Opera Festival.

"Ogni personaggio - Angelo, Maria, Cristo, Madri della Chiesa, Padri della Chiesa - è caratterizzato da peculiari parametri musicali, da un punto di vista sia ritmico sia melodico sia armonico-contrappuntistico.

I fiati non seguono la normale ripartizione sinfonica: sono riuniti, infatti, in cinque gruppi di tre strumenti ciascuno, tre per i legni e due per gli ottoni. I legni sono collegati a singoli personaggi che danno voce a sé stessi - Angelo, Maria, Cristo -, gli ottoni, invece, sempre a singoli personaggi, ma che danno voce unisona a una pluralità di persone - Madri e Padri della Chiesa -. Il coro, la cui funzione è di 'commento' esterno, si presenta sempre accompagnato dagli archi, con poche eccezioni: nella XII. Stazione, ad esempio, l'insieme vocale, a mo' di turba, esprime curiosità e stupore per il drammatico annuncio dell'Angelo, riguardante la crocifissione del Cristo. Nello stesso numero, inoltre, il coro si presenta non più con gli archi, ma a cappella. Tra l'altro, questo è un chiaro riferimento alla pratica liturgica, che prevede l'esecuzione dei canti per il Venerdì Santo senza sostegno di strumenti.

Ognuno dei cinque gruppi strumentali è sempre collegato a un determinato personaggio: Flauti e Ottavini all'Angelo, Oboi e Corno Inglese a Maria, Fagotti e Controfagotto a Cristo, Corno e Trombe alle Madri della Chiesa, Tromboni e Tuba ai Padri della Chiesa. L'intimo rapporto fra Madre e Figlio - Maria e Cristo - è rimarcato, per entrambi, dalla stessa tipologia di strumentini, ad ancia doppia. Allo stesso modo, l'affinità fra Madri e Padri della Chiesa, come già accennato, è sottolineata, per tutti e due, dell'uso degli ottoni", argomento Pasquale Faucitano, referente dell'Orchestra del Teatro Cilea.

"Da un punto di vista formale, ogni stazione è inquadrata da un preludio e un postludio: il primo è sempre strumentale, il secondo sempre vocale. Fa eccezione solo l'ultima stazione, che, essendo conclusiva, non prevede né l'uno né l'altro.

Il postludio è stato ripreso dall'inno gregoriano Crux fidelis, suddiviso in quattordici parti e utilizzato in altrettante Stazioni. Nella I. Stazione è presentato nelle sue linee essenziali; nelle successive, poi, opportunamente armonizzato ed elaborato in un contesto polifonico: una sorta di ritornello, sempre diverso, anche con lievi sfumature, che accompagna la Via Crucis fino al suo epilogo. È naturale che il Crux, che tradizionalmente è utilizzato nella liturgia del Venerdì Santo, non trovi collocazione proprio nell'ultima stazione, dedicata alla Resurrezione. Particolare rilevanza assumono il preludio e il postludio nella XII. Stazione, proprio per evidenziare l'estremo sacrificio del Cristo.

Tutta la tensione accumulata durante il percorso si risolve nell'ultima Stazione, dove si esprime musicalmente l'esaltazione della Gloria del Figlio di Dio. In particolare, l'Amen finale vede la partecipazione di tutti i personaggi, del coro e di tutta l'orchestra, in un crescendo generale esaltante.

Il linguaggio utilizzato è 'postmoderno': non sono individuabili precisi riferimenti storici, né per epoca né per autore. In pratica, la scrittura della Via può essere definita modaleggiante, a tratti caratterizzata da ambientazioni arcaizzanti o diatonizzanti, a tratti con influssi tonali di tipo classico-romantico, senza trascurare alcuni procedimenti compositivi del secolo scorso. Gli impianti tonali e modali di base, per ciascuna Stazione, si susseguono con grande varietà, prevedendo, al loro interno, 'modulazioni' più o meno marcate, sempre suggerite dalla circostanza testuale. Il linguaggio è sempre discorsivo, tendente a un'immediata comunicabilità e intelligibilità da parte degli ascoltatori; tutto questo, però, cercando di non cadere in situazioni banali o scontate, ma che rappresentino musicalmente la particolare condizione psicologica ed emotiva del percorso di redenzione di tutta l'umanità: la Via Crucis", conclude Domenico Gatto.

Antonio Galanti, compositore e organista, ha studiato al Conservatorio di Firenze. Si è diplomato in Pianoforte, Composizione, Organo, Strumentazione per banda e Musica corale. All'Università di Pisa si è laureato con lode in Lettere, con tesi in Storia della musica (Messa musicale e prassi liturgica dal dopoguerra ad oggi). Dal 1999 è titolare di Armonia contrappunto fuga e composizione, al Conservatorio di Alessandria. Ha vinto il 1° Premio al VII Concours Suisse de l'Orgue (Svizzera, Sion, 1989), il 2° Premio al II Concorso Nazionale di Composizione Musicale Sacra (San Giovanni in Persiceto, 1993), il 1° premio al XXXI Festival Musica Antiqua (Belgio, Bruges, 1994), il 2° Premio al III Concorso Europeo di Composizione Organistica "Rocco Rodio" (Castellana Grotte, 2004), il 3° premio al XVIII International Edvard Grieg Competition for Composers (Norvegia, Oslo, 2014) e il 1° Premio al II Concorso Internazionale di Composizione per Organo "Rino Benedet" (Bibione, 2016).

Il suo catalogo, fra l'altro, comprende il ciclo aperto delle Toccate per organo, opere dedicate a strumenti antichi di rilievo, oratori, musica sinfonica, per strumento solista e orchestra, vocale.

Ha curato l'edizione critica di musiche dei secc. XVIII-XIX per orchestra (M. Bottini,) Musiche per organo e cimbalo, 5 voll., 2006-2008). Pubblica per le edizioni Bèrben, Billaudot (Francia), Carrara, ElleDiCi, EurArte, La Bottega

Discantica, Pizzicato (Svizzera) e Rugginenti.

Dal 2004 cura la rubrica Recensioni musiche per il mensile «Suonare news».

La "Via Crucis" è uno degli appuntamenti della stagione 2018-2019 del "Rhegium Opera Musica Festival", sezione "Classica Mediterranea" promossa dall'Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirico Cilea.