Fronte del Palco
 

Reggio, Francesco Loccisano si racconta al Circolo Culturale Nonsense

Radici del suono e Battente Italiana  presentano l'incontro con il musicista calabrese Francesco Loccisano, venerdì 8 febbraio 2013 alle 19,00 -  al Circolo Culturale Nonsense Via Pio XI diramazione privata, 33, 89133 Reggio Calabria.
Modera l'incontro Antonio Aprile giornalista e musicista.

La presentazione durerà circa un'ora per concludersi con un momento di degustazione di un vino, esclusivamente autoctono offerto dall'enoteca ViniTripodi e accompagnato da cibi della nostra tradizione.

L'ingresso è gratuito ed è gradito il tesseramento all'associazione culturale NonSense. La tessera costa 5 euro ed ha validità annuale.

Un viaggio sonoro che attraversa il suo percorso artistico fino ad arrivare alla Chitarra Battente e alla famiglia De Bonis, liutai costruttori di Bisignano (CS).
Dopo aver calcato le scene di tutto il mondo con la sua chitarra battente, dal Messico al Marocco passando per la Germania ed il Canada, il calabrese doc Francesco Loccisano presenta il suo primo album da solista "Battente Italiana". L'artista dopo aver condotto un'intensa attività di ricerca e di composizione con diversi musicisti del panorama della musica popolare calabrese, si avvicina ad alcuni degli strumenti tradizionali come il tamburello e la chitarra battente. La grande passione per quest'ultimo strumento, capace di produrre suoni dall'indiscutibile fascino, gli hanno permesso di iniziare un lavoro di ricerca che l'ha portato a realizzare uno stile personale apprezzato da un pubblico sempre più ampio.
Francesco Loccisano inizia gli studi di chitarra all'età di nove anni. A dieci forma il suo primo gruppo con il quale svolge un'intensa attività concertistica in tutto il sud Italia. Intraprende gli studi di chitarra classica presso il Conservatorio "Stanislao Giacomantonio" di Cosenza e successivamente di chitarra flamenca a Sevilla, attraverso la frequentazione di musicisti e luoghi popolari dell'Andalusia. A seguito di un'attività di ricerca e composizione con diversi musicisti del panorama della musica popolare calabrese (Quartaumentata, Mimmo Cavallaro, Arlesiana Chorus, Tarankhan) si avvicina ad alcuni degli strumenti tradizionali (Tamburello e Chitarra Battente), con particolare attenzione alla chitarra battente. Da qui nasce la passione e lo studio per questo strumento. Inizia, così, un lavoro di ricerca che gli permette di sviluppare uno stile personale di composizione. Nel 2005 entra a far parte dei Taranta power di Eugenio Bennato con il quale svolge un'intensa attività concertistica come chitarrista battente ed arrangiatore. Gli anni successivi sono tutti concentrati sullo studio e sulla realizzazione di concerti e prodotti discografici per la promozione della world music ma nello specifico sono anni fondamentali per la nascita del progetto per chitarra battente. Il 2009 è un anno di prove, produzione e recording presso il Pink House Studio di Ancona del primo lavoro discografico interamente composto realizzato da Francesco Loccisano, Battente Italiana.
Nel settembre 2010, l'attività di promozione lo porta alla partecipazione di vari eventi, all'interno del programma radiofonico "Brasil" su Radio1rai condotto da Max de Tomassi, Magna Grecia Film Festival su RaiUno, Festival Adriatico Mediterraneo di Ancona, Roma Tarantella Festival, Saint Luis College of Music ed alla trasmissione televisiva "Bontà Loro" condotta da Maurizio Costanzo e trasmessa su Raiuno nella fascia pomeridiana, in qualità di ospite musicale.

L'approccio di Francesco alla chitarra battente non può definirsi comune. L'artista individua in questo strumento un potenziale finora inespresso, partendo da una diversa concezione della battente. Non solo un ruolo di strumento sostenitore del canto, ma in grado di proporre un repertorio solistico che può affermare la propria originalità. La battente acquista in questo modo un ruolo di prestigio al pari delle altre chitarre che già da tempo godono di una propria autorevolezza e di una propria identità.
Apporta delle modifiche strutturali per esaltare quella che è la sua capacità compositiva ed espressiva, senza alterarne le caratteristiche peculiari.
Il nome stesso dello strumento definisce quello che è il principio acustico basilare che lo caratterizza: i battimenti.