Riceviamo e pubblichiamo:
Il 26 gennaio scorso, dopo un incontro con il Presidente Raffa, avevamo voluto manifestare pubblicamente, attraverso un comunicato stampa, la nostra speranza e la nostra fiducia: credevamo davvero che quanto espresso dal presidente avesse potuto mettere fine ai tanti misteri che contornano la nostra pluriennale vicenda. Era solo un'illusione...
Oggi, a distanza di quasi tre mesi, ci ritroviamo ancora disoccupati e i nostri quesiti tardano a ricevere risposte adeguate. Avevamo chiesto che ci venissero pagate le spettanze arretrate e ancora oggi non abbiamo alcuna notizia relativamente a stipendi di quindici(!) mesi fa. Avevamo chiesto con insistenza di poter riprendere regolarmente le nostre attività al servizio degli utenti all'interno dei vari CPI e invece siamo ancora in attesa di una chiamata che tarda ad arrivare. "Auspichiamo una convocazione entro la metà del prossimo mese (febbraio)" aveva ripetutamente detto il Presidente e invece dei nuovi contratti non si ha notizia. Durante i numerosi colloqui intercorsi con il Dirigente di settore Dott. Catalano e con l'Assessore Arruzzolo, è sempre emerso che la soluzione fosse imminente, ma la realtà è ben diversa ed è caratterizzata da uno stucchevole ping-pong con la Regione. Neanche la delibera di giunta approvata qualche giorno prima di Pasqua, è riuscita a sbloccare una situazione ormai paradossale, al limite del tragicomico. Si tratta di una realtà in evidente contrasto con quanto dichiarato a suo tempo dal Presidente, il quale non aveva esitato ad annunciare una possibile collaborazione almeno fino al 2017.
Da parte nostra non è mai mancato il buon senso, non è mai mancato il rispetto, non è mai mancato l'impegno, se è vero come è vero che, anche in assenza di contratto, molti di noi hanno offerto la propria volontaria collaborazione al fine di accelerare i tempi di stesura del nuovo piano. Anche per questo non può che ferirci quanto denunciato nei giorni scorsi da una semplice cittadina che, dopo aver appreso durante l'ultimo Salone dell'Orientamento, dei servizi specialistici erogati dai Centri per l'Impiego, si è recata presso gli stessi, senza trovare alcun riscontro. Quei servizi per legge devono essere erogati da noi, da noi che per poterli erogare abbiamo vinto un regolare concorso per avere un contratto di 36 mesi e che alla fine rischieremmo di lavorare per non più di 15!E sarebbe impensabile chiedere al personale a tempo indeterminato, già alle prese con un'utenza in costante aumento, di poter svolgere anche le mansioni di orientatore, mediatore, consulente d'impresa o analista informatico.
Alla luce di questo quadro estremamente desolante, nel quale le uniche vittime siamo noi con le nostre famiglie, chiediamo per l'ultima volta all'Amministrazione provinciale, al Presidente Raffa, all'Assessore Arruzzolo e al Dirigente Catalano, di trovare un'immediata soluzione sia per l'erogazione delle spettanze arretrate di cui continuiamo a essere creditori da un anno e mezzo, sia per l'avvio delle attività come da bando concorsuale del 2011. Se le responsabilità di questi inaccettabili ritardi dovessero essere realmente attribuibili alla Regione, chiediamo ai nostri rappresentanti provinciali di battersi con maggiore impeto e decisione affinchè si possa riaffermare quella legalità che sta purtroppo venendo meno. Rimaniamo fiduciosi e convinti che nessuno ci voglia lasciare in mezzo a una strada dopo anni e anni di lavoro (per alcuni anche dieci anni!), convinti che questa Amministrazione in un periodo di forte crisi economica e sociale sappia prendere decisioni sagge e concrete, ma in caso contrario non esiteremo a tutelare i nostri interessi in ogni luogo e in ogni sede, evidenziando pubblicamente e su scala nazionale tutte le mancanze di cui continuiamo a essere vittime.
I sessantasei precari dei Centri per l'Impiego