Rifiuti a Reggio: fino a quando si abuserà della pazienza dei reggini?

Riceviamo e pubblichiamo:

"Quo usque tandem?" Così, se vivessimo nella Roma di 2100 anni fa, si rivolgerebbe Cicerone ai nostri amministratori locali e nazionali per denunciare quell'immenso sfacelo rappresentato ormai da mesi dall'accumulo di spazzatura in tutti i rioni della nostra Reggio. Fino a quando, cioè, si ritiene di poter abusare della pazienza e dello spirito di sopportazione degli sventurati cittadini di questa sventurata città? Chi scrive queste parole piene di sdegno è un reggino (pellarese), che per necessità familiari da qualche anno si trova a dover vivere lontano dalla terra che tanto amava ed ama. In un certo senso ,lo stare lontano e, quindi, il non vivere direttamente questo dramma incessante,è, per certi aspetti- e prego chi mi legge di credermi- ancor più doloroso di chi lo vive ogni giorno sulla sua propria pelle: perchè la lontananza sembra quasi una posizione di privilegio! Ma non è così. Non è così, perché io quando posso torno nella mia Pellaro, e questo succede cinque o sei volte l'anno. Non è così, perché un posto incantevole, quale la natura ci diede, meriterebbe migliore sorte. Così come stanno le cose- ed ormai da troppo tempo stanno così!- viene spontaneo chiedersi: che differenza esiste fra un potere politico colluso o , addirittura, identificabile con la criminalità organizzata, e chi ormai da molti mesi tale potere ha azzerato, senza nulla risolvere? Come si possono educare i cittadini a credere nello Stato, che fatico non poco a continuare a scrivere con la "S" maiuscola ? Francesco Mafrica