Da una lettrice riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Direttore,
verso le 19 di ieri sera, dietro le colline che circondano il luogo ove abito, avvisto un denso fumo e delle lingue di fuoco.
Immediatamente chiamo il 1515, il corpo forestale; chi risponde mi sta ad ascoltare per qualche secondo, mi interrompe con garbata educazione e dice testualmente: "Mi spiace interromperla ma non siamo più noi ad occuparci di questi eventi, deve chiamare la protezione civile all'800.496.496. Mi scusi tanto se l'ho interrotta e buona serata"
Chiamo la protezione civile, chi risponde, dopo aver saputo il perché della telefonata, dice testualmente" deve chiamare il corpo forestale..".lo interrompo dicendo che proprio il corpo forestale mi ha detto di telefonare a loro. "E' il corpo forestale che se ne deve occupare - dice - questi lo sanno che non abbiamo i mezzi. Comunque chiami i vigili del fuoco al 115"
Li chiamo. Chi risponde mi fa le domande di rito; Dove? Com è? Ma è sicura? Ci si può arrivare? Nome? N° telefono? Chiude. La mia impressione e che mentalmente abbia detto "Ciao Ciao".
Ora mi chiedo e chiedo a Lei, e a chiunque abbia a cuore il nostro territorio; ma quando comincerà "la stagione degli incendi" chi dovremo chiamare? Chi avrà competenza, mezzi e risorse per intervenire? Mi chiedo, se continuerò a telefonare ogni volta che vedo un fuoco dando nome e cognome e n° di telefono cosa mi devo aspettare che magari mi facciano passare per visionaria? O peggio ancora, magari mi accuseranno di essere una molestatrice?
Va bene, dirà qualcuno, siamo sommersi dalla spazzatura, non abbiamo lavoro, la maggior parte dei giovani – e meno giovani – deve emigrare, la 'ndrangheta ci stritola come fossimo lattine arrugginite, i supermercati chiudono, le strade sono piene di buche, ecc. ecc. e tu vai a pensare a qualche pezzo di collina che va in fumo, qualche pezzo di bosco che si staglierà contorto e annerito contro il cielo, con poveri ciocchi buoni solo a fare brace?
Ieri pomeriggio ho incontrato un ramarro, magnifico nella sua livrea verde brillante e azzurro oltremare,quanto mi spiacerebbe non fare più incontri simili.
Voglio rendere partecipi Lei e i suoi lettori del meraviglioso paesaggio che mi circonda ogni giorno, ricordando che niente ci è dovuto dalla natura, proprio niente. Semmai è tutto il contrario.
Cordiali saluti
Grazia M. E. Siclari