Riceviamo e pubblichiamo:
La Società della Speranza. Questo è per noi giovani il senso profondo delle giornate vissute a Reggio Calabria, organizzate per il Ventennale della Gerbera Gialla .
Eravamo in 10mila a sfilare per le strade della Città dello Stretto: studenti delle scuole elementari, medie, superiori e dell'università. Da San Luca a Scampia, da Rosarno a Ciro', da Vibo a Cosenza, Crotone e Reggio. Stringevamo nelle nostre mani un fiore speciale: la Gerbera Gialla. Fiore semplice ma robusto che ha il profumo intenso dell'esistenza attiva: quella di chi ha scelto di combattere nella vita, a viso aperto e a fronte alta, le ingiustizie e l'arroganza del potere mafioso.
Abbiamo sfidato le mafie a Reggio Calabria, portando i nostri striscioni colorati e cantando a squarciagola le nostre canzoni di libertà, ci siamo commossi davanti alle testimonianze delle vittime e dei loro familiari.
Ci ha fatto molto male, però, constatare l'assenza delle Istituzioni Calabresi che denunciamo con forza per non essere da loro rappresentati così' come dovrebbero e come noi vorremmo.
Il 3 maggio non c'era un politico che sfilasse al nostro fianco; non c'era un politico ad accogliere il Presidente del Senato, seconda carica dello Stato al cui cospetto, questa terra non è stata rappresentata se non da noi e dalle alte cariche : prefetti, magistrati e massimi rappresentanti delle forze dell'ordine.
Il Comune di Reggio Calabria, si sa, è sciolto per mafia ed era rappresentato dal Commissario. Ci chiediamo, però dove fossero gli altri: a partire dalla Provincia di Reggio, assente in tutte le sue componenti per finire al Governo regionale.
E'stato un segnale davvero pessimo, soprattutto per la condizione della nostra terra, schiacciata dal potere mafioso e aggredita da gravi emergenze sociali.
Ci chiediamo: ma la Calabria ha una classe politica che la rappresenta nelle Istituzioni o è figlia di nessuno così come e' apparsa agli occhi del Presidente del Senato il 3 maggio?
Calabria uguale 'ndrangheta? Per quel che ci riguarda non di certo, ma riteniamo che la nostra classe politica sia lontana anni luce dalla voglia di riscatto e ribellione delle nostre coscienze.
Anche il comportamento di qualche mezzo d'informazione locale non va sottovalutato. Qualche Televisione privata della città, il cui editore, guarda caso, e' in politica, ha oscurato la manifestazione e questo la dice lunga. Certo ognuno ha la facoltà di pubblicare o mandare in onda ciò che preferisce! A noi non importa,le televisioni nazionali hanno mandato più volte in onda l'evento e la nostra immagine di reazione, ma la latitanza e l'omerta' di alcuni in una citta' come Reggio Calabria, e' significativa.
Noi ci mettiamo la faccia e loro? Qualcuno ora dirà che i cortei non servono, che l'antimafia e' altro che non bisogna parlare solo di 'ndrangheta in Calabria, perchè ne va dell'immagine della regione e che al contrario va raccontato il bello che c'è.
Per quello che ci riguarda noi contro la mafia vogliamo urlare. La 'ndrangheta ci ruba il futuro e il silenzio ed è sinonimo di complicità.
Borsellino ci ha insegnato che la mafia e' un problema non solo giudiziario o repressivo ma culturale. Le nostre coscienze sono pronte ma la politica, a quanto pare no e delega noi, con frasi fatte. Noi non siamo il futuro ma il presente e questo viene ignorato.
E' una cosa che ci sentiamo di denunciare a voce alta: la Calabria e il Sud non possono più permettersi atteggiamenti ambigui nei confronti della lotta alla mafia.
Siamo veramente amareggiati ma andremo avanti comunque. La nostra lotta alla prepotenza e alla diseguaglianza si costruisce nel quotidiano.
No! noi non ci arrenderemo mai: non siamo più i figli della Calabria della Vergogna! Ad arrossire nei confronti del presente deve essere una politica latitante che non rappresenta la ribellione di questa terra ne' la nostra. Che si vergognino tutti coloro che si sottraggono al dovere etico della denuncia .
Rete Studenti Universitari Gerbera Gialla