‘Ndrangheta stragista, il pm Lombardo: “Abbiamo il dovere di cercare la verità, costi quel che costi”

lombardogiuseppe15set600Parla di "prove sovrabbondanti" il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo nel corso della requisitoria del processo sulla 'ndrangheta stragista che prosegue davanti alla Corte d'assise di Reggio. Alla sbarra i boss Giuseppe Graviano e Rocco Filippone, accusati degli attentati a due carabinieri. "La nostra ricostruzione andrà oltre le verità sottobanco, il compromesso, le scorciatoie, il silenzio e la paura. Questo siamo chiamati a fare oggi, perché noi abbiamo il dovere della verità, abbiamo il dovere di chiederla come cittadini, abbiamo il dovere di cercarla come magistrati del pubblico ministero, avete il compito di affermarla voi giudici. Costi quel che costi, perché noi viviamo un eterno presente da cui dipende il nostro domani - dice il magistrato - Perché per noi il tempo si è fermato in questo eterno presente e diventerà altro solo quando tutto quello che va ricostruito sarà ricostruito fino in fondo".

"Le stragi di mafia non saranno mai "passato" in questa nazione" ha affermato il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, che oggi, affiancato dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, ha iniziato la requisitoria nel processo 'Ndrangheta stragista, celebrato dinanzi alla Corte d'assise di Reggio Calabria.

Imputati sono il boss palermitano Giuseppe Graviano, insieme a Rocco Filippone di Melicucco, quale mandante dei tre attentati avvenuti nel 93 e nel 94 in provincia di Reggio Calabria contro i Carabinieri, in cui morirono i brigadieri Fava e Garofalo e rimasero feriti altri 4 militari. Secondo l'ipotesi accusatoria quei tre attentati rappresentano la partecipazione della 'Ndrangheta alla stagione degli attentati continentali contro lo Stato. La requisitoria si concludera' il 10 luglio. (AGI)