Reggio, riesce alla grande la “prova di forza” della maggioranza. Qualche “spigolatura” tra le pieghe della manovra finanziaria

Falcomata Consiglio comunale 16 aprile2di Mario Meliadò - Approvati a larghissima maggioranza (21 "sì"), ma col voto contrario dell'opposizione di centrodestra, il bilancio di previsione 2018-2020, il Dup (Documento unico di Programmazione) e il Piano di ricognizione, alienazione e valorizzazione dei beni immobili "non strumentali all'esercizio delle funzioni istituzionali".

Tanti i temi sui quali c'è stata contrapposizione, dalle tasse (critico Pasquale Imbalzano per il mancato rispetto di un vecchio impegno a tentare di ridurle) alle mille difficoltà dell'Aeroporto dello Stretto (aspre le bordate di Lucio Dattola e di Massimo Ripepi, per le ritenute corresponsabilità della giunta Falcomatà).

Quanto al bilancio in sé, siamo davanti a una manovra da mezzo miliardo di euro in cui a far la parte del leone quanto alle entrate sono (al solito) i tributi, per oltre 120 milioni di euro nel 2018 e quasi altrettanto in termini d'anticipazioni di Tesoreria, con 180 milioni di euro di debiti da ripianare a fine 2017: rispetto all'esercizio finanziario specifico, oltre 17 i milioni di euro d'avanzo d'amministrazione .

....Tra le poste più significative, i quasi 3 milioni di euro spesi per l'edilizia residenziale pubblica, gli oltre 5 milioni per il capitolo trasporti&mobilità, un milione di euro sia per il Welfare sia per lo Sviluppo economico. Oggetto di ricognizione residui attivi per quasi 258 milioni di euro (molti dei quali ricollegabili a entrate tributarie e trasferimenti: ma ci sono pure 39 milioni collegati ad alienazioni solo in parte realmente effettuate), con effettiva iscrizione a bilancio per meno di 13 milioni, per l'esercizio finanziario 2018 (cifre non distantissime per il biennio successivo).

"Ovviamente" confermati i tributi locali all'aliquota massima, sia per l'addizionale Irpef (0,8% pari a quasi 14 milioni e mezzo d'introiti) sia per Tasi e Imu (con "picchi" rispettivamente del 10,6 per mille e del 2,5 per mille, per introiti pari rispettivamente a 210mila euro e, per la tassazione sulla casa, a 27,9 milioni); invariate anche le tariffe legate alla Tari (per i rifiuti si stima un incasso che sfiorerà i 40 milioni).

Tra le varie voci attive, 210mila euro il gettito previsto in relazione alla tassa di soggiorno.

Sul versante della spesa, notevole (oltre 77 milioni di euro) la spesa per investimenti e acquisti di terreno; a fine 2017 crescono a quasi 22 milioni di euro i debiti fuori bilancio complessivi, che per l'esercizio 2018 si attesteranno a poco più di 8 milioni di euro (per il 73% maturati nel segmento Lavori pubblici). Mentre lambisce i 7 milioni 300 mila euro (per il 2018, così come per ciascuno degli esercizi successivi) la quota annua per il ripianamento del disavanzo di bilancio.

Non è invece previsto nuovo indebitamento dell'Ente, a fronte di un indebitamento per l'esercizio 2018 del 4,04% (per legge, il limite è del 10%). Ma va anche detto che risultano violati ben 4 parametri di deficitarietà su 10 (e in particolare: residui attivi, residui passivi, debiti fuori bilancio e anticipazioni di Tesoreria ), anche se questo non integra i presupposti del pre-dissesto ovvero di un bilancio «strutturalmente deficitario».

Di alcuni degli interventi di maggioranza e opposizione daremo conto specificamente in altri contributi, così come in un pezzo differente riportiamo l'intervista realizzata dal Dispaccio.it al primo cittadino, che peraltro al termine dell'intensa mattinata di lavori d'Aula s'era prodotto in un articolatissimo intervento, spiegando il "come" e il "perché".