Reggio, ok al Bilancio. Ma Dattola invita alla disobbedienza fiscale e striglia il centrosinistra: “Per Scopelliti in cella, avete brindato”

dattolalucio600di Mario Meliadò - Il "sì" alla manovra contabile prende corpo senza incertezze e davanti agli studenti dell'Istituto "Ferraris" e a diversi ex-lsu stabilizzati di recente.

Si parte con 23 consiglieri in aula: apertura per il Piano di ricognizione ai fini delle dismissioni. A relazionare, l'assessore Anna Nucera: «In itinere un vero censimento del Patrimonio comunale, anche perché ci sono alcuni beni che sono dell'Ente ma non risultano censiti. Per il 2018 contabilizzeremo il denaro per la vendita di un bene che abbiamo precedentemente già venduto; un altro bene, già reso disponibile, deve tuttora essere ceduto. Ancòra, venderemo una serie di negozi di proprietà del Comune e quei terreni rimasti dopo l'utilizzo nel progetto "Io resto al Sud", che ci ha visto primi in Italia nel fornire l'elenco dei poderi messi a disposizione e ci ha anche visto sottoscrivere un accordo con l'Istituto per il sostentamento del clero e l'Università "Mediterranea". Così diversi ragazzi potranno restare con noi svolgendo peraltro un compito utile: il futuro è nell'agricoltura». E poi, il riferimento al regolamento che manca, in materia: «Entro qualche mese dobbiamo mettere mano sulla questione della cessione e locazione dei beni del Comune, e serve il regolamento».

Dopo un breve intervento del presidente della Commissione consiliare Lavoro Antonino Nocera, rapidissima l'approvazione: 18 "sì", 5 "no".

Si passa allora al secondo e ultimo punto all'ordine del giorno, ossia la manovra finanziaria vera e propria, comprensiva di Dup (Documento unico di programmazione) e bilancio di previsione triennale 2018-2020, come pure di Piano di ricognizione per le alienazioni.

Il presidente della commissione Bilancio Nino Mileto ringrazia i dirigenti per il diuturno lavoro, ma anche i componenti della Commissione. «Il dato da rilevare è il metodo di lavoro, improntato a trasparenza e rispetto della legalità». A seguire, la relazione dell'assessore Irene Calabrò: «Nella costruzione del bilancio di previsione triennale, l'Amministrazione sconta un deficit iniziale di circa 30 milioni di euro per partite debitorie ancòra in via di definizione: per esempio transazioni e rateazioni verso Enel, commissario per l'emergenza rifiuti, Equitalia e altri ancòra, oltre che l'indebitamento derivanti dai mutui accesi presso la Cassa depositi e prestiti. Le rate del prestito che ci è stato concesso gravano su base annua per circa 14 milioni di euro: ma se guardiamo la faccenda in termini evolutivi, vediamo dei profili incoraggianti. Per esempio, alcune posizioni debitorie si definiranno tra il 2018 e il 2019. Ed è vero che alcuni processi come la lotta all'evasione vanno necessariamente accompagnati da procedure burocratiche complesse, alcuni interventi immediati sono stati sistematizzati. Oggi, per esempio, non c'è un euro che il Comune riconosca e versi a un creditore senza che la società Hermes ne abbia preventivamente regolarizzato e attesto la posizione contributiva e tributaria. Con la fusione di Reges e Recasi s'è anche voluto attestare nuovamente fiducia ai 120 dipendenti di Hermes: certo, però, se l'attività di riscossione non darà i risultati previsti, questo comporterà conseguenze negative irreversibili – è il durissimo monito della Calabrò –, minando gli equilibri finanziari dell'Ente e mettendo seriamente a rischio la stessa sopravvivenza della società in house, visto che parte del canone corrisposto dal Comune è fisso ma parte è variabile, correlato a un aggio su quanto realmente incassato per le attività di riscossione. Con la sua attività, la Hermes deve in pratica garantirsi la sopravvivenza: senza questo, la mano tesa e l'assunzione di responsabilità cadranno nel vuoto. S'è deliberato di mantenere inalterate tariffe e aliquote preesistenti per i tributi comunali, la sola aliquota Imu agevolata ha subito un adeguamento dell'1,5 per mille. Per la Tari, quest'anno si sarebbe potuta decurtare significativamente; senonché la Regione ha applicato nei confronti dei Comuni un aumento tariffario del 50% circa per tonnellata di conferimento. Malgrado questo, la tariffa è rimasta invariata e comunque potrà poi essere fortemente ridotta grazie ai 6 milioni di euro di finanziamento riconosciuti al Comune per l'avviamento della raccolta "porta a porta" e l'attivazione dell'isola ecologica». Intanto, ha posto in evidenza l'assessore al Bilancio nella sua sobria relazione, procede il riaccertamento

Ma nel discorso della Calabrò trovano posto anche echi di saluto per il dirigente Programmazione economica e finanziaria Daniele Piccione, al commiato dall'incarico presso il Comune.

Le parole dell'assessore Irene Calabrò non dipanano le perplessità di Pasquale Imbalzano («Si dà adito a un aumento vertiginoso dei residui passivi, cioè dei mancati pagamenti da parte del Comune, che reiterati potrebbero portare a un pareggio di bilancio "artificiale" annotando entrate "virtuali" e rischiando il definitivo default dell'Ente: e non certo per gli indebitamenti del passato, giustificazione ormai insostenibile. E su questo profilo, il comportamento dei revisori dei conti sfiora la reticenza») e la replica del capogruppo pd Nino Castorina («Quelle stagioni non memorabili ancòra imperversano rispetto all'azione amministrativa che questa coalizione deve mettere in piedi... Prim'ancòra che "futuro", in materia di bilancio la parola-chiave dev'essere "verità": noi siamo decisamente contrari ad avallare artifici contabili, a votare bilanci falsi»).

Sempre quanto all'opposizione, assai nette le critiche del presidente della Commissione consiliare di Vigilanza Antonino Pizzimenti: «Si parla di legalità e di trasparenza, ma è bene che la città sappia che si dicono alcune cose, e però poi se ne fanno altre, come con una commissione Bilancio chiamata a operare con meno di 24 ore di preavviso e contemporaneamente alla convocazione di un'altra Commissione. Nel frattempo le società Castore e Polluce non si sa bene quando verranno davvero alla luce – attacca il consigliere di Forza Italia – , del futuro dei lavoratori ex Multiservizi nulla si sa e nel frattempo gli standard dei servizi offerti al pubblico sono scadenti. E poi, sappiamo tutti che i soldi per il Comune oggi sono pochi: ma come per ogni buon padre di famiglia, in casi del genere è decisivo saperli spendere bene. Non come col waterfront, opportunità unica per una città che potrebbe e dovrebbe vivere di turismo, accantonato perché invece avete ritenuto di dare priorità a rifare le strade, cosa che a tre anni e mezzo dal voto sta partendo solo adesso».

Voce poi a Peppe Sera: «Tra le voci del bilancio forse vi è sfuggito che c'è un incremento di circa 600mila euro delle somme da spendere per i cittadini: l'anno scorso, era di 286mila euro. E l'Amministrazione non si limita a parlare di trasparenza, ma la pratica: non per niente, per la prima volta è stata istituita dall'Ente la voce "demolizione manufatti abusivi". Mentre sono stati investiti 200mila euro per le opere del Piano, cioè la programmazione per la progettazione: non come una volta, quando gli uffici dei capi di gabinetto diventavano stazioni appaltanti... Per non parlare dei 21 milioni di debiti fuori bilancio, tra i quali 386mila euro sborsati per una società che doveva pubblicizzare la presenza di Rtl a Reggio Calabria». Accorato l'intervento di Lucio Dattola: «L'Aeroporto – riprende la questione Lucio Dattola – che ha vissuto un costante declino dall'inizio della consiliatura»: e l'ex candidato sindaco del centrodestra contesta il mancato ingresso di Palazzo San Giorgio nella compagine azionaria della Sacal. Taccia senza troppi fronzoli parecchi tra i consiglieri di maggioranza di essere «discretamente ignoranti». Ma fa anche riferimento ai tanti che nel centrosinistra avrebbero irresponsabilmente «bevuto champagne»: frase chiaramente riconducibile alla recente condanna irrevocabile nei confronti dell'ex sindaco ed ex presidente della Regione Peppe Scopelliti. «C'è chi oggi per quelle denunce sta pagando un prezzo pesantissimo: e non è bello gioire per certe cose, perché poi la ruota gira... ha già iniziato a girare, per la verità. Qual è il senso di continuare ad accusare le vecchie Amministrazioni? Stanno già pagando un prezzo altissimo: esagerato, sproporzionato, ma a questo punto può bastare». Da Dattola, poi, forte contestazione all'elevatissima imposizione fiscale: «Se per 6 mesi e mezzo l'anno si lavora per lo Stato, allora da questo regime fiscale è giusto difendersi. Una provocazione? Proprio no: siamo in Consiglio comunale, so perfettamente quello che dico», aggiunge l'oppositore.

Paolo Brunetti, delegato alle Manutenzioni idriche e fognarie, puntualizza: «Nessuno gioisce per queste cose, ma una persona è in carcere perché c'è una sentenza irrevocabile. Forse sarebbe stato più giusto dire che dentro dovrebbero essercene molti altri: ma da qui a dire alla città di Reggio Calabria che è giusto non pagare le tasse... mettetevi d'accordo tra voi, visto che qualcuno parla di legalità, altri invitano all'evasione fiscale. In ogni caso, questa è una città che, nel bene e nel male, dimentica troppo in fretta ciò che accade», e Brunetti fa riferimento alle gestioni anche di centrodestra dello scalo aereo reggino, ma pure al Consiglio comunale sciolto per contiguità mafiose proprio durante un'Amministrazione di centrodestra e alle polemiche sui posti di lavoro e ai lavori pubblici che hanno preso un andamento giudicato gen diverso rispetto al passato: «Non siete degni neanche di nominare le famiglie dei lavoratori che, oggi, sono a casa: noi abbiamo preso un impegno verso di loro e lo manterremo. Mentre quanto ai cantieri, voi li aprivate e li dimenticavate: Piazza Genoese, piazza Canonico, il Mercato ittico, i Fortini di Pentimele, l'Urban center, Centro civico di Archi e campo di calcio di Archi, Palazzo di Giustizia, l'asilo comunale di Gebbione, piazza Duomo, l'isola ecologica di Condera...». E le opere pubbliche vengono elencate a decine, l'una dopo l'altra. «Ora alla minoranza dovete portare l'ossigeno... li vedo in difficoltà», infierisce giusto un attimo Brunetti.

Gli dà manforte il consigliere delegato al Lavoro Filippo Burrone: «Che si sappia, oltre 800 lavoratori sono stati salvati e oggi possono mettere insieme il pranzo e la cena grazie a Giuseppe Falcomatà. E per la condanna penale definitiva appena intervenuta, nessuno ha gioito: oggi è il tempo del silenzio, del rispetto delle sentenze, ma anche del rispetto verso l'uomo, verso il figlio, il marito, il padre... caro Dattola, non abbiamo mai lanciato fango verso nessuno. Ma voglio lanciare un appello: non vi ergete in alcun modo, mai a difensori di questa città, perché ne siete stati voi la rovina etica e morale».

Proprio Dattola, in replica, torna sul "disastro Sogas": «Questo è un disastro che parte da lontano, e fu un ex senatore pds il primo che, per l'accorpare la carica di presidente e quella d'amministratore delegato, fino ad allora però mai esistita. All'epoca, con Aurelio Chizzoniti mandammo più di una decina d'esposti alla Procura: mi fermo qui per non risultare stucchevole. E poi, io non ho parlato di Giustizia o di sentenze, eh: io ho solo detto che bisognerebbe finirla di parlare di "passato": basti pensare agli ingentissimi debiti fuori bilancio prodotti da quest'Amministrazione e ai tanti che stiamo ancòra producendo, e lo sapete». E per Massimo Ripepi le opere pubbliche snocciolate da Paolo Brunetti sono state tutte «previste, finanziate, concettualizzate, pensate dal centrodestra e alcune, poche e lentamente, sono state finite da quest'Amministrazione. Di vostro, in quell'elenco, non c'è quasi niente, perché a mio avviso siete un'Amministrazione fortemente incapace, tranne qualche assessore che brilla c'è da mettersi le mani ai capelli. E poi, noi dobbiamo ragionare prima da reggini e da calabresi poi: fin qui ci hanno preso tutto, l'ultima cosa che si stanno già organizzando per prenderci è il comando regionale della Guardia forestale, oggi confluita nell'Arma dei Carabinieri. Certo, De Felice non viene nella Sacal: ma chi vi ha detto per primo che bisogna lottare politicamente per staccarsi da quella società? Il problema non è Arturo De Felice, reggino sì manominato dalla compagine sociale che è a prevalenza la provincia di Catanzaro, il comune di Lamezia Terme e il "re dei videopoker", da una società che ha come mission fondamentale distruggere Reggio Calabria perché non vi siete mossi quando bisognava staccarsi violentemente dai nostri aguzzini?».

Tra i consiglieri, l'ultimo a intervenire è il vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro: «Voglio ricordare già solo con quanta serenità sono venuto oggi a votare il Bilancio comunale: a Reggio Calabria non è una cosa scontata, e di questo devo dare merito al lavoro dei dirigenti e dell'assessore. Abbiamo preso sottogamba la questione-Aeroporto? Io voglio ricordare come, in occasione del primo Consiglio comunale, il sindaco ha chiesto ufficialmente la sostituzione dei vertici della Sogas: i vertici della Provincia, guidata da Forza Italia, rispose che sapevano benissimo cosa fare per il nostro scalo. In sèguito, abbiamo anche promosso un'azione di responsabilità. Perché la Città metropolitana non è entrata in Sacal? Viviamo in uno stato di diritto, e il parere di un organo di revisione è andato in senso completamente contrario. E poi, in occasione dell'ultimo Consiglio metropolitano "ordinario" abbiamo votato all'unanimità un ordine del giorno in cui s'è detto che, a differenza di Crotone, proprio il sindaco Falcomatà ha permesso che l'Aeroporto dello Stretto non chiudesse neanche per un giorno».

Praticamente in chiusura, Peppe Sera anticipa una notizia importante: se non vinta, la battaglia sulla sede reggina dell'Agenzia delle Dogane è quasi vinta, perché lo stesso ministro dell'Economia Piercarlo Padoan ha "messo in freezer" la scelta di spostarla a Catanzaro, anche in considerazione della sentenza del Consiglio di Stato che nega sia obbligatorio che la sede debba essere ospitata dal capoluogo di regione.

Le conclusioni spettano a Giuseppe Falcomatà, che in un intervento lungo e complesso ricorda gli effetti devastanti dell'enorme buco di bilancio prodotto dalle Amministrazioni precedenti, dall'impossibilità per l'Ente d'indebitarsi a quella di procedere a nuove assunzioni fino all'obbligo a tenere al massimo le aliquote dei tributi comunali. E parla a lungo anche dell'Aeroporto, il primo cittadino, ma soprattutto sulla situazione delle imposte lancia l'idea di una manifestazione di piazza "di maggioranza", proprio come quella recentissima fortemente voluta a Napoli dal suo omologo sindaco (ed ex pm di Catanzaro) Luigi de Magistris. Una sorta di "operazione Verità", argomenta Falcomatà, perché nessuno deve raccontare bugie sulla situazione, ma bisogna anzi fare memoria e ricordare costantemente perché oggi la situazione economica di Palazzo San Giorgio, e di conseguenza anche dei cittadini, "faccia acqua".

La manovra, poi, passa a maggioranza ma senza problemi, con 21 voti a favore e il "no" dell'opposizione.