Santelli e Capitano Ultimo a San Luca: “Diciamo ai calabresi che siamo con loro, vincerà la legalità”

SANTELLI E ULTIMOdi Mariateresa Ripolo - "San Luca, per troppo tempo, è stato il paese simbolo della 'ndrangheta, di una Calabria finita sotto il giogo della più grande e potente holding criminale del mondo, simbolo di una Calabria che i calabresi non vogliono", con queste parole le presidente Jole Santelli motiva la scelta del luogo dove celebrare il ventottesimo anniversario della strage di Capaci. Ventotto anni dopo la morte del giudice antimafia Giovanni Falcone, ucciso da Cosa Nostra insieme alla moglie, Francesca Morvillo e ai tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. "Essere qui non è una scelta casuale, è un luogo simbolo dove commemorare Falcone, è un paese che finalmente ha scelto la democrazia", ha detto Santelli che ha ricordato il contributo del massmediologo Klaus Davi, consigliere comunale, e del sindaco in carica Bruno Bartolo "la cui passione democratica ha consentito al Comune di San Luca di tornare alla normalità".

"Venire a San Luca significa sfidare la retorica - ha detto ancora Santelli- per dire che le parole di Falcone e la sua storia sono reali proprio in questi territori, nei quali le persone perbene sono tante e devono camminare con la schiena diritta. A loro dico che le istituzioni sono al loro fianco"

Nella piazza di San Luca diversi esponenti della Giunta regionale, il Presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini, il questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone e molti sindaci con la fascia tricolore, primo tra tutti Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, uno dei pochi sindaci calabresi che aveva appoggiato l'ordinanza di riapertura anticipata di bar e ristoranti emanata dalla presidente e dichiarata poi "illegittima" dal Tar.

"Anche se è un momento delicato, - ha concluso la presidente della giunta regionale - non abbiamo voluto dimenticare un giorno che ha segnato come pochi altri la storia dell'Italia. Vogliamo dire alle persone che la speranza c'è e che le Istituzioni sono con loro".

Al suo fianco Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, assessore all'Ambiente: "Siamo qui per dire che ci siamo e che vinceremo. Sono qui a ricordare Giovanni Falcone, a ricordarlo per esserci stato accanto come uno di noi, una persone fragile come noi, isolato, abbandonato, delegittimato, deriso, che però nella derisione e nell'abbandono cercava di costruire qualcosa di grande cioè la lotta alla mafia. Dovunque ha fatto questo, prima di morire. Siamo qui - ha concluso l'assesore regionale all'Ambiente - per dire all'Italia insieme al popolo calabrese che non accetteremo il pizzo, la violenza, le estorsioni, le violenze nel mondo del lavoro."