Reggio, la sua ditta è interdetta per mafia. Si dimette assessore provinciale Gaetano Rao

raogaetanoL'assessore provinciale di Reggio Calabria, Gaetano Rao, partecipa a un bando della Regione Calabria ma la sua azienda viene interdetta dalla prefettura per mafia. L'impresa individuale "Agrumi Gr di Gaetano Rao" partecipa a un bando regionale, ma la Prefettura, interpellata dalla Regione, dà un duro parere con riferimento ai requisiti antimafia: "Si informa che la complessiva valutazione di tutti gli elementi acquisiti mediante gli accertamenti disposti per il tramite delle Forze di Polizia, induce a ritenere sussistente il pericolo di tentativi di infiltrazioni mafiose nell'ambito dell'impresa in oggetto" scriverà il Prefetto Vittorio Piscitelli al Dipartimento Regionale.

Una vicenda raccontata da Michele Inserra sulle colonne del Quotidiano della Calabria.

Da anni, peraltro, Rao è chiacchierato come personaggio vicino alle cosche della Piana di Gioia Tauro. Di lui parlano i pentiti Giuseppina Pesce e Salvatore Facchinetti. La madre stessa di Rao sarebbe imparentata con la famiglia Pesce, uno dei casati storici di Rosarno.

Dopo la decisione del Prefetto Piscitelli, Rao ha rassegnato le proprie deleghe di assessore provinciale (Forestazione, Agricoltura, Caccia e Pesca). Sul punto, peraltro, è intervenuto anche il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa: ""Prendo atto della decisione dell'assessore Gaetano Rao di autosospendersi dall'attività istituzionale ed assumo  da subito le deleghe  fino ad oggi  di sua competenza (Agricoltura, Caccia, Pesca, Emigrazione e Immigrazione). Quella di Rao, senz'altro, è una decisione responsabile, tesa a salvaguardare l'immagine della Provincia e per evitare eventuali speculazioni di natura politica e personale.  Resto in fiduciosa attesa dell'evoluzione dei procedimenti amministrativi   che, prossimamente,  dovranno essere assunti dalla competente autorità. Sento il dovere di evidenziare che l'assessore Rao, fino ad oggi, ha dimostrato capacità amministrativa  e,  sulla scia  dell'impronta  di legalità che ho conferito all'Ente che presiedo,  si è contraddistinto  nella rigorosa gestione dei settori di sua competenza,  avviando percorsi amministrativi virtuosi e recuperando risorse pubbliche".