Reggio, vicenda assessore provinciale Rao. Romeo replica a Biasi: "Se si autoflagella, perchè ricerca fustigatori che non esistono?"

"Che il coordinatore PDL della Provincia di Reggio Calabria attendesse l'occasione per dare improbabili lezioni di garantismo a chi per fatto cromosomico gliele può solo dare, tempo tiranno permettendo, era cosa risaputa ed attesa, almeno dalla fine di giugno dello scorso anno, allorchè Roy Biasi, complice la calura di quei giorni, decise, ahilui, di addentrarsi in un confronto, con chi scrive, avventuroso quanto imbarazzante". Inizia così la replica di Oreste Romeo, coordinatore della Lista Scopelliti presidente, in risposta a quella del coordinatore Pdl, Roy Biasi. La vicenda è quella che ha coinvolto l'assessore provinciale Gaetano Rao, riammesso in Giunta nonostante la sua azienda sia colpita da un'interdittiva antimafia: "E dunque, al ben noto Biasi, evidentemente incapace di sottoporsi ad un civile dialogo, in quanto tale, asettico ed ancorato a dati politici oggettivi, mette conto evidenziare: che non è stato espresso alcun giudizio sulla persona dell'Assessore Gaetano Rao, al quale, anzi, è stato augurato di poter chiarire, in tempi ragionevoli ed in termini a lui favorevoli, la vicenda che lo ha indotto ad autosospendersi a distanza di due mesi e mezzo dalla notifica di una interdittiva antimafia che lo aveva raggiunto; che la gestione della vicenda, da parte dell'Assessore Rao e del Presidente Raffa, è avvenuta nell'ambito di un rapporto fiduciario che li vede protagonisti assoluti; che, pertanto, la restituzione delle deleghe al Rao non può essere veicolata all'esterno come il frutto di condivisione tra le forze che rappresentano la maggioranza in Provincia; che a tale rapporto fiduciario s'è inteso rivendicare l'assoluta estraneità di del Movimento che chi scrive rappresenta e che ha contribuito nel 2011 in maniera decisiva non solo alla vittoria di Raffa, ma, soprattutto, alla nomina assessorile proprio di Rao, battuto sul piano elettorale nel Collegio di Rosarno, quando si dice il caso!, nientemeno che da un esponente di primo piano della Lista Scopelliti, rimasto in stand by per un anno al solo fine di consentire che venisse soddisfatta questa particolarissima esigenza, evidentemente elevata a priorità assoluta della popolazione della Provincia di Reggio Calabria intesa nella sua interezza; che le valutazioni sulla considerazione della volontà popolare che tale scelta possa avere prodotto sull'elettorato le saprà fare da sé Roy Biasi, magari previo concerto con il redivivo Rao, cui è accomunato anche da un significativo stop elettorale nella tornata delle amministrative del maggio 2011; che, dunque, se oggi Biasi ha provveduto a darsele di santa ragione, cioè ad auto flagellarsi, perché si perde nella ricerca di fustigatori che nella realtà non esistono?". Una nota dura, quella di Romeo, che si conclude con l'ulteriore stilettata a Biasi: "A questi inconvenienti, il Biasi ovvierebbe assicurando ben altra declinazione al garantismo di cui s'ammanta, in maniera a dir poco impropria ed interessata, proprio lui che è esponente del Partito che pone la Libertà di pensiero quale valore fondante".