Reggio, Sergi (Associazione Ethos): "Commissari ascoltino città su temi importanti"

"Partiamo subito con un'affermazione: compito fondamentale di un'Amministrazione Comunale è quello di organizzare il governo della Città che rappresenta, grazie all'investitura popolare ricevuta attraverso il voto. Questa "delega" a governare non è però sinonimo di delega in bianco, ne tantomeno, una volta ricevuta, permette al delegato di compiere atti amministrativi slegati da quella volontà popolare condivisa che, se non rispettata, porta allo scollamento fra istituzioni e società civile. Proprio per evitare questo scollamento, molti comuni italiani hanno previsto varie forme di consultazione permanente tra gli amministratori ed i tanti "attori" della comunità cittadina. Anche il nostro Comune si è dotato di una tale opportunità, prevedendo, all'interno del proprio Statuto  Comunale, strumenti adatti a questo compito, cioè le consulte di settore. Sempre secondo il nostro Statuto Comunale, queste consulte dovrebbero essere ascoltate obbligatoriamente prima di assumere decisioni importanti ed impegnative che riguardino settori quali gli investimenti, il trasporto ed il traffico, il commercio ed i servizi, le opere pubbliche. Ma riteniamo che, sopratutto, lo spirito dello Statuto volesse sottolineare l'importanza costitutiva di un patto sociale tra amministratori ed amministrati da consolidarsi e rinnovarsi nel tempo. Bene, per dieci lunghi e tristi anni di queste consultazioni non se ne è vista neanche una ed al di la di ogni considerazione di parte, questo non è stato un bene, anche per quella mancanza di controllo che, per esempio sul bilancio, i cittadini avrebbero potuto e dovuto esercitare... poi il commissariamento. I commissari, che sia chiaro, non sono e non possono essere una soluzione politica ai problemi di una Città, visto che sono chiamati ad operare proprio quando la politica fallisce o quando, come nel nostro caso, il socio di minoranza o di maggioranza dell'Amministrazione Comunale, fate voi, è la ndrangheta. Ma ritorniamo ai commissari. Il primo impatto diretto della Cittadinanza, ed anche l'ultimo, con la "triade" avviene al palazzo del Ce.Dir.: grande partecipazione, grandi speranze da parte di quella Cittadinanza attiva che forse intravedeva un mutamento di rotta nello svolgersi dei rapporti con le istituzioni, premessa e promessa di futuri incontri cadenzati e foriero di scelte condivise. Bene, l'undici gennaio dell'anno 2013 è trascorso da molto tempo e molte decisioni di ordinaria amministrazione e non sono state prese o intraprese dalla "triade": dalla privatizzazione di alcune società miste, all'affidamento del Lido Comunale a privati, dall'aumento all'aliquota massima prevista dell'I.M.U., alla maggiorazione retroattiva della tassa sullo smaltimento dei rifiuti, dal recupero delle somme erogate ai dipendenti comunali, al pesantissimo piano di rientro decennale che, a nostro modesto avviso, piegherà definitivamente la Città dal punto di vista economico e sociale. Decisioni che non solo incidono sul presente di migliaia di famiglie, ma che configurano un futuro già pesantemente condizionato ed orientato da scelte effettuate in modo assolutamente lecito, ma con un metodo assolutamente sbagliato. Se lo Stato, attraverso i suoi meccanismi di governo, decide d'intervenire in quelle zone dove più pesantemente si interrompe la normale dialettica tra Politica e Cittadini e chi è da esso delegato dimentica che il suo compito non è solo legato al risanamento dei bilanci, ma molto di più orientato al recupero di questo rapporto, si corre oggettivamente il rischio di fornire spunto a chi, e sono tanti, confida sempre di più in una totale ingovernabilità del territorio per potersi inserire in questa crepa con metodi e finalità oramai a tutti noti. Il problema non è costituito dai commissari, ma da chi ha provocato il commissariamento; ma a loro volta i commissari trovino tempi e modi per dialogare con quei cittadini che, nolenti o volenti, si ritrovano ad amministrare". Ad affermarlo è uno dei soci fondatori di Ethos, Giovanni Sergi.