Reggio Calabria
 

12 anni all'imprenditore Alfonso Annunziata, punto di riferimento dei Piromalli

centrocommercialeannunziata18aprIl Tribunale di Palmi ha condannato a 12 anni di reclusione l'imprenditore Alfonso Annunziata, considerato legato alle più potenti cosche della 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. I giudici Anna Laura Ascioti, Francesco Jacinto e Pina Porchi hanno avvalorato l'impianto accusatorio portato avanti dal pm Roberto Di Palma, che negli scorsi anni aveva stretto il cerchio attorno all'imprenditore, titolare dell'omonimo centro commerciale a Rizziconi.

Secondo gli inquirenti tra Annunziata e il potente casato dei Piromalli ci sarebbe "un indissolubile rapporto di cointeressenza economico-criminale" che sarebbe nato sin dalla prima metà degli anni '80, sviluppato a cavallo con i '90 e proseguito ininterrottamente fino all'arresto. Annunziata sarebbe stato un punto di riferimento fondamentale per le attività economiche della cosca Piromalli, svolgendo anche il ruolo di "garante ambientale" per gli imprenditori interessati a operare presso il centro commerciale "Annunziata Store" (un megastore a Gioia Tauro e uno store a Vibo Valentia), che a lui si rivolgevano nella consapevolezza del suo collegamento con la cosca.

Secondo l'accusa, Annunziata "non è un imprenditore vittima, non è stato e non è costretto a favorire la cosca Piromalli. Al contrario, è un soggetto storicamente legato ai componenti di vertice della famiglia Piromalli, da Don Peppino cl. 21 fino a Pino Piromalli cl. 45, (...) ed è, dunque, un soggetto intraneo che si presta da oltre venti anni, volontariamente e consapevolmente, al perseguimento degli scopi imprenditoriali ed economici della predetta cosca, così creando e sviluppando, nel tempo, solide cointeressenze economiche, accompagnate da ingenti investimenti commerciali nel territorio di Gioia Tauro (un esempio per tutti la realizzazione del parco commerciale Annunziata). Annunziata, in definitiva, è da ritenere partecipe della cosca Piromalli, rappresentandone (...) il «cuore imprenditoriale»".

La risalenza nel tempo del rapporto di contiguità con la cosca Piromalli ha trovato riscontro in dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia nonché nella complessa e articolata attività investigativa svolta anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali. In tal senso significativa di tale stretto rapporto di contiguità è la conversazione, captata in modalità ambientale, in cui Annunziata, dialogando all'interno della propria autovettura con la moglie Domenica e passando davanti a un terreno in cui attualmente si trova una villa di proprietà della famiglia Piromalli nei pressi del cimitero di Goia Tauro, raccontava alla propria consorte di quando si era più volte recato a trovare "Peppe il vecchio" (ovvero il boss Giuseppe Piromalli cl. 21) quando quest'ultimo - all'epoca latitante (già ricercato nel luglio 1979 e tratto in arresto nel 1984) - si trovava all'interno di una baracca a giocare a carte con altri amici.