di Benedetta Malara - È stato fissato per il 29 luglio il prossimo round che vedrà sul campo il movimento ReggioNonTace – che lotta ormai da mesi per ottenere l'esecuzione dello Statuto Comunale reggino – e il comune di Reggio, che da una parte sembra cedere ma dall'altra continua a non adempiere – secondo i membri del movimento – in maniera convincente alle norme sulla partecipazione popolare. Un probabile punto di svolta sembrava essere arrivato il 2 luglio, quando il Comune – in primis il sindaco Arena – aveva convocato l'assemblea proposta da 21 consiglieri comunali dopo ben cinque mesi dalla tanto agognata assemblea pubblica chiesta invece dal movimento per discutere di legalità, partecipazione e trasparenza amministrativa. Ma qualcosa non ha funzionato. Alle 10 di lunedì 2 luglio, dopo un'ora dalla convocazione effettiva dell'assemblea, ReggioNonTace ha abbandonato la Sala Calipari del Consiglio Regionale sostanzialmente con un nulla di fatto. L'assemblea non si è svolta, il Sindaco non c'era, e poco o niente è stato messo sul tavolo per essere discusso. Ma cosa è successo lo spiegano oggi i rappresentanti del movimento. "Abbiamo saputo della convocazione dell'assemblea pubblica il 24 giugno, tramite un articolo di giornale in cui il Capo di Gabinetto del Sindaco dichiarava di aver protocollato la concessione il 15 giugno. Tuttavia – precisano – una prima comunicazione specificava che quella concessa dal Sindaco era l'assemblea richiesta dai 21 consiglieri comunali ad aprile, un giorno dopo il nostro sit-in di protesta". È stata solo una rettifica, depositata qualche tempo dopo, ad integrare anche la concessione al movimento. Lunedì 2 luglio è alle porte quando – sabato 30 – una telefonata dell'Assessore Tilde Minasi a uno dei rappresentanti del movimento ReggioNonTace informa che sarà proprio lei a presiedere la seduta. "Questo è un dato molto importante – chiariscono dal movimento – perché si è detto che siamo andati via per il suo mancato arrivo, dovuto – come ha poi spiegato lo stesso Arena – a doveri istituzionali. Noi sapevamo già – spiegano – che la seduta sarebbe stata presieduta dalla Minasi, se siamo andati via non è stato per andare contro il sindaco". Le ragioni che hanno determinato – dopo mesi di richieste – una sorta di ammutinamento, sono da ricercare altrove. "Riteniamo innanzitutto – dicono – che non sia stata data adeguata comunicazione e pubblicizzazione dell'assemblea. Noi stessi, che l'abbiamo chiesta, l'abbiamo appreso dalla stampa, e non dalle istituzioni. Con dei sacrifici siamo riusciti a presentarci alle 9 di lunedì mattina – un giorno lavorativo – per poter finalmente usufruire di uno strumento importante quale l'assemblea pubblica, e abbiamo atteso inutilmente un'ora, senza apparente motivo". L'Assessore Minasi era presente, il pubblico anche, ma per quasi un'ora nulla di fatto. Dopo mesi di botta e risposta a mezzo stampa, accuse di agire dietro una spinta politica "e a questo proposito ci teniamo a precisare che non siamo un movimento politico, né di sinistra – come ci viene puntualmente contestato dai consiglieri comunali di maggioranza – né di destra", sit-in in piazza e ricorsi al Tar, la battaglia per avere un dialogo aperto e trasparente con le istituzioni continua. Da lunedì 16 sul sito di ReggioNonTace sarà aperto un forum in cui chiunque potrà commentare e aggiungere delle proposte di discussione da presentare ad un'altra assemblea pubblica, organizzata questa volta dallo stesso movimento, che si terrà il 29 luglio prossimo. "Continueremo a lottare – concludono – perché in un momento come questo nessuno può più continuare a divagare su quelli che saranno i provvedimenti presi per risolvere i problemi ormai evidenti per la città. Nessuno dovrà più lavarsene le mani, ma dovrà uscire allo scoperto".