Reggio Calabria
 
 

Campo Calabro (RC): consigliere regionale Giordano interroga assessore Pugliano su rischi salute da impianto società Gioiabit

Il consigliere regionale Giuseppe Giordano, ha presentato un'interrogazione a risposta immediata all'assessore all'ambiente Francesco Pugliano in merito all' impianto di produzione di bitume gestito dalla società Gioiabit srl all'interno della zona industriale di Campo Calabro e sui  conseguenti rischi per l'ambiente e la salute del territorio per sapere se i vari enti competenti al rilascio delle autorizzazioni abbiano tenuto conto, visto il potenziale rischio di cancerogenicità dell'impianto,  della collocazione particolare del sito che si trova in prossimità di un centro abitato e di alcuni istituti scolastici operando, sia pur all'interno di una zona industriale, accanto a stabilimenti del settore alimentare; se gli enti adibiti ai controlli, in particolare di competenza regionale come l'Arpacal o l'Asp, abbiano effettuato i relativi i controlli periodici previsti dalla normativa sui valori delle emissioni e sul  rispetto delle norme di prevenzione e di sicurezza e quali sono stati i risultati acquisiti; se non si ritenga opportuno, alla luce  delle preoccupazioni manifestate dalla comunità locale, attivare gli enti regionali competenti perché procedano ad un controllo straordinario e integrale sull'impianto al fine di verificare la compatibilità ambientale e sanitaria dello stesso alle norme vigenti. Tale interrogazione – dice Giordano-  si è resa necessaria e scaturita dall'allarme lanciato dalla popolazione di Campo poiché tale impianto, allocato a breve distanza dal centro abitato, dagli istituti scolastici e dal campo sportivo, per le sue caratteristiche presenta un forte rischio di inquinamento causato dalla particolare insalubrità del ciclo produttivo del bitume oltre che problemi di ordine ambientale per il transito continuo di mezzi pesanti. In via generale- si legge nell'interrogazione-  un impianto per la produzione di conglomerati bituminosi, definito dalla normativa vigente come industria insalubre,provoca l'emissione nell'aria di inquinanti che derivano dai processi di combustione dei bruciatori, dalla lavorazione degli inerti, dal riscaldamento del bitume e dai mezzi per la movimentazione e il trasporto, con l'esposizione dei lavoratori e delle popolazioni a rischi per la presenza di agenti chimici pericolosi, tossici e cancerogeni, rumore,  vibrazioni e altro e l'Unione Europea, a dimostrazione della particolare pericolosità delle sostanze legate a tale ciclo produttivo, specifica che non vi sia una soglia identificabile al di sotto della quale le suddette sostanze non comportano un rischio per la salute umana".

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