Il Re delle Birre torna a Reggio Calabria. Lorenzo Dabove "Kuaska" protagonista del South Beer Day

maltogradimento1di Antonino Albanese - Spumeggiante: sarà anche un gioco di parole scontato ma è questo l'aggettivo più calzante per rendere bene l'idea di chi sia Lorenzo Dabove, in arte "Kuaska", considerato indiscutibilmente il massimo esperto di birre in Italia e tra i maggiori al mondo.

Certamente di tutto rispetto il suo curriculum: assaggiatore professionista, conduce regolarmente degustazioni pubbliche e corsi di cultura birraria; è giudice internazionale alla World Beer Cup di San Diego e Seattle ed alla European Beer Stars di Monaco di Baviera. In Italia poi è il Direttore Culturale del "MoBi"( Movimento Birraio)ed è onnipresente come presidente di giuria nelle competizioni nazionali di birrai ed homebrewers.
Ospite per la seconda volta a Reggio Calabria, città con la quale dichiara, spontaneamente, di avere un certo "feeling", è stato questa volta alla birreria "Malto Gradimento" in via Melacrino, dove ha tenuto una serie di corsi sulla degustazione della birra e il suo accostamento ai cibi. Lo incontriamo qualche ora prima della serata degustativa, battezzata per l'occasione "South Beer Day", interamente dedicata alla scena birraria meridionale, durante la quale cibi locali accompagneranno birre locali.

A rappresentare il sud birraio ci sono Donato Di Palma, pugliese, del "Birrificio Birranova" ,per la Campania Nello Marciano del "Birrificio Maneba" , Adolfo Morelli del "Birrificio i 5 Malti" a rappresentare la Sicilia e Eraldo Corti, birrificio "Nabbirra" per la Calabria.
Ligure, brillante, loquace, Kuaska dimostra molto meno dei quasi sessant'anni che dichiara di avere: ecco, potremmo dire che non porta per nulla i segni dei quasi 30 anni trascorsi in giro per il mondo ad assaggiare birra. Un attimo solo, mi correggo. Ad assaggiare birre. Perchè, e sono stato ripreso più volte su questo punto durante le quattro chiacchiere che abbiamo fatto, "Non esiste la birra, esistono le birre!".

maltogradimento2E' solo la seconda volta che viene qui in città ed è già pieno di amici: chi entra nel locale si avvicina, lo saluta, lo chiama per nome, gli offre il bicchiere e gli chiede spiegazioni.

Con noi del Dispaccio esordisce con un "non parlate di me come un ubriacone" che strappa un sorriso a più di uno.
"Voglio ringraziare- ci dice- innanzitutto Ciccio Donato, presidente di "Beer Emotion", il mio "allievo più a sud", per avermi ospitato e dato l'opportunità di incontravi. Da qualche anno la scena birraria italiana sta avendo un'evoluzione: da passione per pochi intenditori con i microbirrifici si è arrivati a farne un business anche abbastanza appagante. Ed è proprio grazie alla nascita di queste realtà che è stato possibile una serata come questa. Solo qualche anno fa era impensabile in Italia, ma sopratutto al Sud, accostare ad un piatto locale una birra locale".
Gli italiani infatti, tradizionalmente forse più legati al vino, sono stati tra gli ultimi ad appassionarsi all' "home brewing" cioè alla fermentazione casalinga della birra.
Abbiamo recuperato in fretta il tempo perduto, però, se si pensa che in Italia esistono oggi più di 500 tra microbirrifici e brew pub, ovvero locali dove si vende direttamente la birra artigianale.
Davvero tanti, sopratutto se paragonati ai poco piu di 130 presenti in Belgio, una nazione che ha la birra nella sua storia. Ma la qualità?
"E' in crescita- rivela Dabove- soprattutto al sud. Se è vero che il movimento è iniziato solo nel 1996 con la nascita di 7 microbirrifici tutti al nord, qui in Italia siamo partiti avvantaggiati dalla cultura vinicola, tant'è che si sta dando vita ad un vero e proprio "Made in Italy" creando birre molto particolari e caratteristiche, ad esempio facendole fermentare usando lieviti ricavati dal vino, oppure addolcendole con miele locale".
maltogradimento3Trasformare la passione per la birra in lavoro è possibile quindi, "basta solo avere umiltà e voglia di imparare. Anche la comunicazione - dice Kuaska- è importante: bisogna creare una rete, discutere, dare consigli e saperli accettare".
E chi invece la birra non la produce ma l'assaggia? Si può "campare" facendo l'assaggiatore di birra?
"Beh- risponde con una battuta - diciamo che la mia fama non è proporzionale all'offerta economica".
"Faccio questo lavoro a tempo pieno dal 2002 e , scherzi a parte, è dura. Ed è dura sopratutto perchè io sono incorruttibile dalle multinazionali: ma l'onestà appaga più di qualsiasi cifra, per cui mi faccio bastare quello che ho".
Davanti a più di 80 partecipanti inizia la serata: Kuaska si alza dal tavolo, mi stringe calorosamente la mano e si avvicina al centro della sua scena con il microfono in mano. Un attimo prima di inziare a parlare si volta e mi preannuncia, sottovoce: " Vedrai, adesso li conquisterò tutti". Inutile dire che quella passata da "Malto Gradimento" è stata davvero una bella serata.
Ricapitoliamo: "spumeggiante", "gioviale", "giovanile", "genuino". Che dire: se fosse anche biondo "Kuaska" sarebbe un'ottima birra.