Storie e Memorie
 

Olimpiadi delle Neuroscienze in Corea, il 18enne calabrese che ha rappresentato l’Italia: “Da grande vorrei fare il neurochirurgo”

ragazzoneuroscienzedi Mariateresa Ripolo - "Ho avuto la fortuna di incontrare docenti e scienziati di tutto il mondo, ad esempio Julianne McCall, oculista e neurobiologa, che ha praticamente organizzato tutto, ho incontrato il Premio Nobel Norbert Myslinski, uno scienziato che negli anni '80 e '90 ha introdotto la plasticità neuronale e ha permesso di progredire nella fisiologia."

Ha da poco compiuto 18 anni, è di Catanzaro e frequenta il quinto anno al Liceo Scientifico "Fermi" con indirizzo in scienze applicate. Si chiama Giuseppe Imperatore e si è classificato tra i primi dieci alle Olimpiadi delle Neuroscienze che quest'anno si sono svolte in Corea del Sud.

L'International Brain Bee (IBB) è una gara di neuroscienze che quest'anno ha visto coinvolti trenta paesi e che ogni anno ha lo scopo di riunire i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 19 anni più promettenti nell'ambito delle neuroscienze, un concorso internazionale in concomitanza con la IBRO, un'organizzazione che mira a promuovere le neuroscienze attraverso una serie di conferenze che si svolgono ogni anno in un luogo diverso: lo scorso anno l'incontro si è tenuto a Berlino, quest'anno in Corea del Sud e l'anno prossimo sarà a Washington.

Dopo una prima selezione a livello regionale che si è tenuta nella sede di Germaneto, Giuseppe è riuscito a classificarsi primo anche alla gara nazionale che si è svolta a Pisa e che ha visto la partecipazione di ben 220 scuole italiane, arrivando a rappresentare l'Italia nella finalissima in Corea. Dopo una prima fase locale, infatti, il giovane calabrese è riuscito ad andare avanti nella gara grazie alla sua innata passione per le neuroscienze: "Le materie oggetto della gara non fanno parte del programma scolastico, per cui ho dovuto studiare da autodidatta scaricando materiale da internet e grazie a libri che mi sono stati forniti dai miei professori o da professori universitari", ci ha raccontato il 18enne di Catanzaro che si è trovato a gareggiare contro trenta ragazzi dai 16 ai 19 di altrettanti Paesi, alcuni dei quali già iscritti all'Università: "I sistemi scolastici sono differenti, ho trovato ragazzi che a 18 anni frequentavano già il college, il concorrente della Cina studiava già medicina, quello dell'Ucraina neuroscienze all'Università."

Una commissione composta da professori universitari e scienziati di tutto il mondo hanno valutato i trenta ragazzi che si sono cimentati in cinque prove molto complicate: dalla chimica alla fisiologia, dalla medicina alla neurofisiologia.

Una passione, quella per le neuroscienze, che a quanto ci ha raccontato non gli è stata tramandata dai genitori, papà impiegato e mamma casalinga: "Già dalla terza elementare sogno di fare il medico, ho iniziato a studiare da libri e appunti di anatomia e farmacologia. Da grande vorrei fare il neurochirurgo." E per quanto riguarda i suoi progetti futuri il giovane ha le idee molto chiare, non ha intenzione di lasciare la sua terra, almeno in un primo momento: "Penso che proseguirò gli studi qui a Catanzaro, poi mi piacerebbe fare qualche esperienza all'estero ovviamente."