Si è concluso con uno sconto di pena per sette imputati, la condanna di primo grado confermata per altri diciassette e l'assoluzione per gli ultimi sei il processo d'appello nei confronti delle persone coinvolte nell'operazione antidroga denominata "Ghost" che avevano scelto il rito abbreviato. La Corte d'appello di Catanzaro presieduta da Maria Vittoria Marchiano', in particolare, ha ridotto le condanne di Giuseppe La Pietra, a 4 anni e 8 mesi di reclusione; Giosue' Cosentino, a 5 anni 6 mesi; Gianfranco Ceravolo, a 7 anni; Giuseppe Capocollo, a 4 anni 5 mesi; Francesco Salvatore Mazzotta a 5 anni; Sabatino Bruno, a 6 anni 6 mesi; e Piero Sabatino a10 anni 8 mesi. Assolti invece Antonino Zupo, Anna Maria Caratelli, Maria Giovanna Capomolla, Bruno Ciconte, Giuseppe Mazzotta e Stefano Ferravate, mentre per tutti gli altri imputati sono state confermate le condanne di primo grado. Quest'ultimo si concluse il 19 marzo del 2012 davanti al giudice distrettuale dell'udienza preliminare di Catanzaro, Assunta Maiore, che sentenziò condanne per un totale di oltre un secolo nei confronti degli imputati di "Ghost" accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, reati in materia di armi, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione "Ghost" fu condotta dalla Squadra mobile di Vibo Valentia nel gennaio 2011, e portò in carcere 45 persone residenti prevalentemente nel Vibonese. L'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, aveva fatto luce su una vera e propria filiera della droga, che aveva la sua base operativa a Gerocarne, nell'entroterra vibonese, e che si espandeva poi sul mercato della droga anche fuori dai confini vibonesi. (AGI).