Gli 86 anni di carcere inflitti sono un ben misero "bottino" per l'accusa a fronte di una richiesta di condanna formulata dai pm della Dda di Catanzaro, Giuseppe Borrelli e Simona Rossi, pari a 379 anni. A nove anni dall'inizio dell'iter processuale il Tribunale Collegiale di Vibo Valentia ha emesso la propria sentenza nell'ambito del processo "Genesi", celebrato nei confronti di 42 imputati, accusati di far parte dei clan Mancuso di Limbadi, Galati e Prostamo di Mileto, Soriano di Filandari, Morfei di Dinami. Sono ben trentuno le assoluzioni disposte dai giudici al termine di un processo in cui venivano contestati reati come associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, usura, estorsioni, rapine, detenzione di armi i reati e in cui sono stati oltre 40 i collaboratori di giustizia ascoltati.
A fronte di una richiesta di pena di 27 anni ciascuno per Luigi e Giuseppe Mancuso di Limbadi, il Tribunale ha dichiarato nei loro confronti "il non doversi procedere" in quanto ha ritenuto che i due imputati siano gia' stati processati per gli stessi reati dalla Corte d'Assise di Palmi. Identico discorso per gli imputati Michele Iannello, Antonio Albanese, Vincenzo Barbusca, Antonio Fazzari, Alessandro Morfei, Fortunato Nardi, Francesco Nesci, Domenico Oppedisano, Giuseppe Oppedisano. Condannati a 6 anni di reclusione a testa per associazione mafiosa Diego Mancuso (per il quale la Dda aveva chiesto 26 anni), Francesco Mancuso, Pantaleone Mancuso detto "l'Ingegnere", Giovanni Mancuso, tutti di Limbadi, e Giuseppe Santaguida, di Sant'Onofrio, centro alle porte di Vibo Valentia. Cade invece per tutti gli imputati l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Altre condanne hanno riguardato Nazzareno Prostamo, di San Giovanni di Mileto (14 anni), Nicola Zungri, di Rosarno (Rc) condannato a 9 anni; Michele Tavella, di San Giovanni di Mileto (9 anni); Pasquale Pititto, di San Giovanni di Mileto (8 anni); Mauro Campisi, di Monsoreto di Dinami (7 anni); Rocco Angiolini, di Dinami (9 anni). Assolti, i rimanenti imputati, ovvero Antonio Colacchio, Andrea Curra', Roberto Cuturello, Salvatore Cuturello, Antonino De Vito, Francesco Elia, Gaetano Galati, Ottavio Galati, Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni", Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta", Salvatore Mancuso, Michele Silvano Mazzeo, Francesco Mesiano, Roberto Piccolo, Salvatore Pititto, Antonio Prenesti', Raffaele Reggio, Domenico Soriano, Francesco Soriano. Gaetano Soriano, Leone Soriano.