Calcio
 

Troppo Lecce per una Reggina che si spegne presto: 2-0 e quarto stop consecutivo

agliettilecceregginadi Paolo Ficara – Confronto retto per poco più di venti minuti. Quarta sconfitta consecutiva per la Reggina, la quinta nelle ultime sei gare, sul campo di un Lecce che invece alimenta i sogni di promozione diretta. Al primo pallone spiovuto nell'area amaranto, Gargiulo ha raccoglie l'ultima sponda di Coda al 27' per il vantaggio. Majer al 61' chiude di fatto il match, con un inserimento non letto da Crisetig. Una gara inizialmente a scacchi, è decisa da due centrocampisti.

LE SCELTE – Aglietti insiste sul 4-5-1 già proposto contro l'Ascoli, con Adjapong e Bellomo preferiti rispettivamente a Lakicevic e Laribi. Ancora panchina per Galabinov, mentre Rivas parte da sinistra. Il collega Baroni, ex di turno, propone di fatto un modulo analogo dando continuità alla formazione che ha strapazzato la Spal a domicilio nel turno infrasettimanale.

CORTINOVIS SPRECA, GARGIULO NO – L'inizio è molto positivo per la Reggina. Le tre contrapposizioni a centrocampo, rispetto ai salentini Hjulmand, Majer e Gargiulo, premiano la maggiore verve di Hetemaj, Crisetig e Cortinovis. Quest'ultimo però spreca la grande occasione davanti a Gabriel, su ottima sponda aerea di Montalto, sbagliando l'impatto col pallone che finisce alto. Sull'azione susseguente, inutile fallo di Di Chiara su Strefezza vicino alla linea laterale: giallo e punizione da cui scaturisce l'apertura a sinistra per Di Mariano ed il cross con doppia sponda, messo in rete da Gargiulo al 27' dopo il mancato intervento ancora di Di Chiara.

ANCORA UN CENTROCAMPISTA - Il primo tempo si chiude con l'infortunio di Coda, costretto a lasciare spazio ad Olivieri. I cambi di Aglietti giungono al 60' con Galabinov e Ricci a rilevare i pur positivi Montalto e Bellomo, con annesso castigo a distanza di un minuto: Strefezza porta palla a destra, servendo sulla corsa Majer che arriva come un treno da dietro, approfittando del momento di Olivieri a portar via Cionek per bucare Turati senza opposizione al 61'. I subentrati amaranto sono comunque gli unici a tirare nello specchio, con Gabriel sempre attento. Subentrano anche Bianchi e Liotti, mettendoci comunque la giusta dose d'impegno per una Reggina che cerca fino all'ultimo almeno il gol della bandiera.

FARI ACCESI SU AGLIETTI – Si sapeva che il Lecce era il cliente peggiore per interrompere la striscia negativa, ma si puntava sulla voglia di rivincita in particolare di quegli uomini che non hanno avuto grande feeling con Baroni nella passata stagione. Alla Reggina sono mancate due cose, in particolare, al "Via del Mare". Innanzitutto la fisicità: gente come Dermaku in difesa e Hjulmand a centrocampo fa la differenza in B, e aspettando a gennaio Faty non si può regalare uno come Stavropoulos in una partita del genere, specie a fronte delle titubanze di Regini. Ma anche la qualità, dato che si è giocato bene di squadra a tratti ma senza particolari spunti negli ultimi 20 metri. Domenica prossima arriverà l'Alessandria al "Granillo", non ci saranno Cionek e Hetemaj per squalifica. Aglietti sa che i fari saranno puntati su di lui.

LECCE – REGGINA 2-0

Reti: 27' Gargiulo, 61' Majer

LECCE (4-5-1): Gabriel; Gendrey, Dermaku, Lucioni, Gallo; Strefezza (85' Listkowski), Majer (77' Blin), Hjulmand (85' Helgason), Gargiulo, Di Mariano (77' Rodriguez); Coda (42' Olivieri). A disposizione: Bleve, Samooja, Meccariello, Bjarnason, Bjorkengren, Barreca, Calabresi. Allenatore: Baroni.

REGGINA (4-5-1): Turati; Adjapong, Cionek, Regini, Di Chiara; Bellomo (60' Ricci), Hetemaj, Crisetig (70' Bianchi), Cortinovis (70' Tumminello), Rivas (75' Liotti); Montalto (60' Galabinov). A disposizione: Micai, Lakicevic, Loiacono, Stavropoulos, Gavioli, Laribi, Denis. Allenatore: Aglietti.

Arbitro: Volpi di Arezzo.

Spettatori 9.026, di cui 72 ospiti. Ammoniti: Crisetig (R), Cionek (R), Hetemaj (R), Di Mariano (L), Bellomo (R)