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Marco Balzano presenta il suo ultimo romanzo, Quando tornerò: “Una storia civile, per dare dignità ai milioni di donne che emigrano verso l’Occidente per prendersi cura di noi”

Quattro volte finalista al Premio Sila '49, Marco Balzano torna a Cosenza per presentare il suo ultimo romanzo, Quando tornerò, edito da Einaudi e incentrato sulla storia di Daniela - donna dell'Est, costretta a lasciare tutto per fare fortuna, ricoprendo il ruolo di badante, in Italia - e dei suoi figli, i cosiddetti orfani bianchi, che vivono quel dramma dell'abbandono sui cui molto spesso il mondo altro tace.

Dell'opera, non a caso nella decina 2021 del Sila, si è parlato ieri pomeriggio, sabato 16 ottobre, all'Officina delle Arti di Eduardo Tarsia, nel cuore, dunque, del centro storico bruzio. Introdotto dalla direttrice del Premio Gemma Cestari e incalzato dalle domande della docente di filosofia Viviana Andreotti e del giornalista e scrittore Pier Paolo De Salvo, Balzano ha raccontato al folto pubblico – presente in sala anche il presidente della Fondazione Premio Sila Enzo Paolini - i motivi sottesi a Quando tornerò, il percorso di scrittura intrapreso, i viaggi compiuti in Romania per poter meglio comprendere un fenomeno che riguarda tutti e non dovrebbe lasciare nessuno indifferente.

«Esiste un esercito di donne di cui non si parla mai; donne che sono indispensabili a che noi possiamo mantenere i ritmi di vita a cui siamo abituati, donne, milioni di donne, che si spostano dai Paesi meno ricchi verso l'Occidente per prendersi cura dei nostri cari, lasciando a se stesse le proprie famiglie – ha detto Balzano -. E il motivo per cui emigrano è principalmente quello di emancipare i loro figli, di dargli una speranza di futuro; nel farlo pagano un prezzo altissimo. La letteratura, pertanto, può aiutare a fare luce sul "dietro le quinte", su storie di cui si discetta solo quando diventano casi di cronaca, oppure in maniera del tutto stereotipata».

Poi la discussione si è pure spostata sulle parole usate dall'autore per comporre il suo romanzo, parole che vengono pronunciate da Daniela, la madre, da Manuel, il figlio, e da Angelica, la primogenita, secondo un meccanismo corale, dove i diversi punti di vista si intrecciano, fornendo al lettore un quadro chiaro e completo sulla questione affrontata. «Ho raccontato una famiglia – ha dichiarato ancora Balzano -. Se Daniela una notte parte per Milano senza salutare nessuno, e lo fa solo per amore dei suoi figli, Manuel non la vede così, secondo lui la madre lo ha irrimediabilmente abbandonato. Il libro è quindi una scacchiera, si delineano quelle che sono le conseguenze delle azioni di tutti e il modo in cui vengono percepite dagli altri».

Libro che diventerà presto un film, «a cui – rivela Balzano al pubblico del Sila – sto lavorando insieme al regista e allo sceneggiatore». In ultimo, sempre riferendosi a quest'opera riguardante il prendersi cura, il desiderio di andare e di tornare, tra coraggio, nostalgia e senso di colpa, l'autore, prima di dedicarsi al firmacopie (moltissimi gli studenti partecipanti all'incontro), ha così concluso: «Con Quando tornerò volevo davvero dare un significato diverso alle parole, che sono importanti. Parlare di badanti, quasi in modo dispregiativo, non ci fa capire, umanamente, quale sia la loro storia. Quindi sì, da questo punto di vista, il mio libro è un romanzo a dimensione civile e politica».

Premio per la Cultura Mediterranea della Fondazione Carical: il 15 ottobre premiazione dei vincitori XV edizione

Saranno svelati durante la Cerimonia di Premiazione al Teatro Rendano di Cosenza, il 15 ottobre alle ore 17.30, i nomi dei Vincitori della XV edizione del Premio per la Cultura Mediterranea; una manifestazione ideata dalla Fondazione Carical, guidata dall'avv. Luigi Morrone, con l'intento di promuovere il dialogo tra i popoli che si affacciano sulle due sponde del Mare Nostrum. La serata, che sarà condotta dalla giornalista Rai Laura Chimenti, è un'occasione di incontro che testimonia l'impegno di un'iniziativa riconosciuta ed apprezzata in Italia e all'estero, anche grazie alle numerose iniziative culturali varate durante l'anno. Quest'anno la Giuria ha decretato una terna di finalisti di grande prestigio per ciascuna sezione in concorso:

Sezione Società Civile "Giustino Fortunato": Don Luigi Ciotti - Ernesto Olivero - Zakia Seddiki

Sezione Scienze dell'Uomo "Luigi De Franco": Antonio Musarra - Thomas Piketty - Antonella Viola

Sezione Narrativa "Saverio Strati": Quando tornerò di Marco Balzano (Einaudi) - Autobiografia di Petra Delicado di Alicia Giménez-Bartlett (Sellerio) - La figlia ideale di Almudena Grandes (Guanda)

Sezione Cultura dell'Informazione: Giovanna Botteri - Sigfrido Ranucci - Valerio Rossi Albertini

Sezione Traduzione: Ilide Carmignani - Nicola Crocetti - Michel Orcel.

Il Premio Speciale della Fondazione Carical, di competenza della Presidenza del Premio, sarà consegnato al prof. Salvatore Settis, archeologo e storico di fama mondiale. Sul palco si alterneranno momenti di approfondimento con i vincitori e raffinate performance artistiche ispirate al tema Eroine ed eroi - Il valore e il coraggio. Inoltre, il Presidente del Premio, prof. Mario Bozzo, ha voluto dedicare un momento di riflessione sulle tematiche affrontate nel libro "Il respiro della speranza", (Calabria Letteraria Editrice) scritto da Suor Lorena Armiento e Yazid Zegouba tra i banchi di scuola della Casa Circondariale di Castrovillari. Un'esperienza di vita e di accoglienza dell'altro che saranno offerte al pubblico attraverso l'incontro di due giovani studentesse con gli autori del volume. La Cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming sul Canale Youtube della Fondazione Carical.

Premio Sila, Marco Balzano presenta “Quando tornerò” nel cuore del centro storico di Cosenza

Un altro incontro per conoscere in maniera approfondita libri e autori della decina 2021 del Premio Sila. Sabato 16 ottobre tocca, infatti, a Marco Balzano e al suo ultimo romanzo, che si intitola Quando tornerò ed è edito da Einaudi. L'appuntamento è in programma, a partire dalle 18, negli spazi magici e senza tempo dell'Officina delle Arti, nel cuore del centro storico bruzio. A dialogare con Balzano, oltre alla direttrice del Sila Gemma Cestari, Viviana Andreotti, docente di filosofia e concertista, e Pier Paolo De Salvo, giornalista e scrittore.

Di seguito, brevi note sul romanzo e sull'autore.

Quando tornerò (Einaudi, 2021) – Daniela ha un marito sfaccendato, due figli adolescenti e un lavoro sempre più precario. Una notte fugge di casa come una ladra, alla ricerca di qualcosa che possa raddrizzare l'esistenza delle persone che ama – e magari anche la sua. L'unica maniera è lasciare la Romania per raggiungere l'Italia, un posto pieno di promesse dove i sogni sembrano più vicini. Si trasferisce così a Milano a fare di volta in volta la badante, la baby-sitter, l'infermiera. Dovrebbe restare via poco tempo, solo per racimolare un po' di soldi, invece pian piano la sua vita si sdoppia e i ritorni si fanno sempre più rari. Quando le accade di rimettere piede nella sua vecchia casa di campagna, si rende conto che i figli sono ostili, il marito ancora più distante. E le occhiate ricevute ogni volta che riparte diventano ben presto cicatrici. Un giorno la raggiunge a Milano una telefonata, quella che nessuno vorrebbe mai ricevere: suo figlio Manuel ha avuto un incidente. Tornata in Romania, Daniela siederà accanto al ragazzo addormentato trascorrendo ostinatamente i suoi giorni a raccontargli di quando erano lontani, nella speranza che lui si svegli. Con una domanda sempre in testa: una madre che è stata tanto tempo lontana può ancora dirsi madre? A narrare questa storia sono Manuel, Daniela e Angelica, la figlia più grande. Tre voci per un'unica vicenda: quella di una famiglia esplosa, in cui ciascuno si rende conto che ricomporre il mosaico degli affetti, una volta che le tessere si sono sparpagliate, è la cosa più difficile. Dopo L'ultimo arrivato e Resto qui, Marco Balzano torna a raccontare con sguardo lucido e insieme partecipe quelle vite segnate che, se non ci fosse qualcuno a raccoglierle, resterebbero impigliate nel silenzio.

Marco Balzano (1978) è nato a Milano. Con Sellerio ha pubblicato i romanzi: Il figlio del figlio (Premio Corrado Alvaro Opera prima), Pronti a tutte le partenze (Premio Flaiano) e L'ultimo arrivato (Premio Campiello). Per Einaudi ha pubblicato Resto qui (2018 e 2020) che ha vinto, tra gli altri, il Premio letterario Elba, il Premio Bagutta, il Premio Mario Rigoni Stern ed è stato finalista al Premio Strega; in Francia ha conseguito il Prix Méditerranée, mentre in Germania ha scalato rapidamente la classifica dei libri più venduti. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Le parole sono importanti (2019) e Quando tornerò (2021). I suoi libri sono tradotti in molti Paesi.

“Quando la letteratura chiama in causa il lettore”. Gilda Policastro presenta ‘La parte di Malvasia’ al Museo del Presente di Rende

«Un romanzo sorprendente, un romanzo che ha trovato il favore dei critici, un romanzo che a buon ragione è stato definito geniale». Con queste parole, Gemma Cestari, direttrice del Premio Sila '49, ha avviato la presentazione de La parte di Malvasia (La nave di Teseo) di Gilda Policastro che, ieri, martedì 12 ottobre, ha incontrato i lettori negli spazi del Museo del Presente di Rende.

In conversazione, oltre che con Cestari, con la docente Unical Ines Crispini, Policastro ha illustrato i punti salienti del suo romanzo – l'opera fa parte della decina 2021 del Premio -, partendo dalla lettura di alcune sue pagine. «La parte di Malvasia – ha dichiarato l'autrice – risponde alla particolare necessità di incontrare il lettore e collaborare con lui per la costruzione del senso».

Ecco perché, verrebbe da dire, il romanzo, dove più voci si intrecciano, rappresenta una sfida nei confronti di chi legge: se risulta inizialmente un noir, subito dopo stravolge qualsiasi certezza, trasformandosi in un volume che indaga sui temi della morte, della perdita, del distacco, della separazione da una persona cara. «Si capisce che La parte di Malvasia non sia un noir – chiosa Policastro -, nonostante la sua fascetta sia a firma di Maurizio De Giovanni, perché il lettore, dopo la lettura delle relative prime pagine, non vorrà rispondere alla domanda "Chi ha ucciso Malvasia?" (Malvasia è, per l'appunto, la donna che viene trovata morta, ndr), bensì alle seguenti: "Perché è morta Malvasia? Perché si muore?».

E nel libro, non solo i temi affrontati, anche la parola – la composizione è più vicina alla poesia che alla scrittura in prosa e poi rappresenta un'immersione nella vita attraverso la proposizione di frammenti di frasi - ha un portato profondissimo. «Per me – ha aggiunto Gilda Policastro – la scrittura non è al servizio della storia; è il contrario: sono le parole a far succedere le cose. Questa è una mia presa di posizione, un modo come un altro per sottolineare quanto sia importante che oggi anche i romanzi, al pari di tutte le altre forme d'arte, si incarichino di analizzare i linguaggi contemporanei».
In ultimo, come rilevato dalle relatrici Cestari e Crispini, «non mancano tra le pagine de La parte di Malvasia, benché si tratti di una storia di morte, humour, ironia e tic linguistici che alleggeriscono la stessa lettura del libro» e, ancora, una consapevolezza finale; quella consapevolezza, secondo la quale Malvasia non possa che rappresentare una ramificazione di storie, di molte vite.

Lo ha confermato, a conclusione dell'incontro – a cui hanno pure partecipato il presidente della Fondazione Premio Sila Enzo Paolini e l'assessore alla cultura del Comune di Rende Marta Petrusewicz – l'autrice. «Ho concepito il personaggio di Malvasia – ha affermato Gilda Policastro -, quando un giorno ho ritrovato all'interno di un cassetto un appunto scritto da mia madre e ho pensato che con la sua sparizione fossero spariti anche degli aspetti concreti: la sua voce non c'era più, si era persa la sua grafia e tanti altri elementi materiali. Pertanto – ha concluso -, con la mia scrittura, ho voluto restituirle, e restituire in generale, un po' di vita in più».