Torna sul podio dei peggiori la Calabria, al secondo per numero di Comuni che continuano bellamente a ignorare ai requisiti fissati nell'ormai lontano 1991 dall'Ue per salvaguardare l'ambiente e la salute dei cittadini attraverso un'adeguata gestione delle acque reflue.
La Corte di giustizia dell'Ue del Lussemburgo che, in seguito a una procedura d'infrazione portata avanti fin dal 2009 dalla Commissione europea, ha condannato l'Italia a fare al piu' presto tutto il necessario per sanare la situazione in Calabria, come nelle altre regioni interessate. Secondo Bruxelles sono da bocciare le reti fognarie di oltre cento centri urbani, da grandi citta' come Reggio Calabria e Crotone,ma anche Imperia e Trieste a 'perle' del turismo.
Toccherà ai comuni direttamente interessati mettere mano al sistema di acque reflue, ma cui la responsabilita' ultima resta in capo all'amministrazione centrale. Se le cose non cambieranno rapidamente, fanno sapere da Bruxelles, sara' infatti lo Stato italiano a essere chiamato a rispondere della mancata applicazione del diritto comunitario. E la prossima volta c'e' il rischio che ci scappi anche una pesante multa.