Catanzaro
 

Lettera aperta di Rotella ( Assemblea Nazionale Pd) al commissario Emergenza Covid-19 Arcuri: “Utilizzare il Policlinico Universitario è scelta di buon senso anche per il futuro della sanità calabrese”

"Prima ancora di esporre nel merito della questione, è opportuno focalizzare l'attenzione sull'enorme sforzo in termini di energie e risorse che i volontari della Protezione civile, nonché il personale medico e ospedaliero tutto, stanno profondendo in questa battaglia per la tutela del presente e del futuro di questo Paese". Inizia così la lettera aperta che Marco Rotella (Membro Assemblea Nazionale Partito Democratico) scrive al commissario Emergenza Covid-19 Domenico Arcuri.

"Nell'ultima settimana all'attenzione delle cronache – scrive ancora Rotella – è passata la querelle sull'impiego - per far fronte ai crescenti numeri dell'emergenza Covid-19 anche nella nostra regione - degli spazi presenti nella struttura del Policlinico universitario di Catanzaro. Dibattito che ha ingenerato non poche perplessità e che necessita di essere brevemente ripercorso nei suoi passaggi cruciali.
Lo scorso 15 marzo, è stata divulgata da 70 professionisti di Catanzaro, una lettera aperta dove viene proposta l'attivazione di un unico centro Covid in tutta la regione avente sede nel capoluogo. La proposta viene motivata sulla base della possibilità esposta di attivare un numero consistente di posti letto presso le strutture dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Mater Domini" attrezzando nel più breve tempo gli enormi spazi disponibili nel Corpo A e nel Corpo B, oltre che quelli del Corpo C. Questa parte della struttura – tra l'altro – conta di 90 stanze singole con bagno annesso e, in emergenza, potrebbe arrivare ad ospitare 180 posti letto. "Tale operazione – scrivono – permetterebbe di arrivare ad un totale di 300 posti letto".
Il successivo 16 marzo il l Corriere della Calabria (https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/230069-mater-domini-cantiere-aperto-per-resistere-allemergenza/ ) ci ha informati sul fatto che: "Si sta lavorando praticamente h24 per allestire i primi posti letto da attivare, secondo il piano operativo adottato pochi giorni fa dalla Regione, per preparare la "resistenza" all'urto dell'epidemia, che rischia di mettere in ginocchio le strutture sanitarie chiamate in prima battuta a gestire la situazione, in primis l'ospedale "Pugliese Ciaccio" di Catanzaro. Una vera e propria "corsa contro il tempo", quella messa in campo in queste ore dai vertici aziendali e sanitari del "Mater Domini" in stretto contatto con la task force regionale. [...] Al momento il "work in progress" riguarderebbe il corpo A e il corpo B del policlinico universitario catanzarese, con spostamento di reparti da un piano all'altro in modo da destinare aree specifiche alla "lotta" al Covid-19. L'obiettivo ancora più ambizioso, ma che richiederà chiarente più tempo, è poi quello di utilizzare il corpo C".
Il 17 marzo leggo infatti di una conferma da parte del Commissario AOPC e Azienda Ospedaliero-Universitaria "Mater Domini" e Asp Cosenza, Giuseppe Zuccatelli, rispetto al lavoro in corso di svolgimento Policlinico Universitario dove afferma: "Stiamo attivando gradualmente i posti letto di terapia intensiva di rianimazione, ne attiviamo subito, nel giro di pochi giorni, 24, poi abbiamo altri due moduli di 20 e 20 che sono in fase di avvio. Ho indirizzato una lettera al commissario Cotticelli e al dirigente generale Belcastro per l'autorizzazione all'assunzione di medici, infermieri, Oss per poter attivare questo primo modulo di 24 posti letto già attrezzati e pronti per partire, manca solo il personale".

A ben vedere, da questi passaggi e dal diffuso responso istituzionale, è parso che la proposta inoltrata dai 70 professionisti del capoluogo fosse stata accolta di buon grado. Tuttavia, intervengono dei passaggi successivi ad alimentare le mie – che non sono solo mie – perplessità delle quali è mia premura renderLa edotta con la presente.

Giorno 21 marzo in un comunicato della Regione a firma della Presidente On. Jole Santelli si legge la volontà di intervenire nell'emergenza attraverso l'allestimento di una struttura modulare che sorgerà nell'area adiacente all'Azienda Ospedaliero Universitaria "Mater Domini" di Catanzaro e che arriverà a contenere 80 posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva. (https://www.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view.cfm?17157) "Questi nuovi posti letto – continua – si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione".

Facendo due calcoli, i posti letto totali arriverebbero così a 221 in tutta la regione. E tuttavia – e qui sorgono le mie perplessità – evitando tale operazione e puntando invece, come si era detto, alla attivazione delle strutture già presenti nel Policlinico Universitario, i posti letto arriverebbero a circa 385, derivanti dalla somma dei "nuovi" 244 e dei 141 già allestiti.
Orbene, in questi giorni si è scatenata la polemica sul presunto protagonismo dell'azienda universitaria, che lo stesso rettore, dott. De Sarro, ha cercato così di sedare: "Per ciò che attiene la mancata attivazione di ulteriori plessi a scopo assistenziale si sottolinea che la stessa non dipende dall'Ateneo che da anni, al contrario, ne sta chiedendo l'attivazione per poter ampliare la ricettività ospedaliera e così garantire un centinaio di ulteriori posti letto: ma le competenti autorità sono rimaste e rimangono silenti". Alla base di questo stallo pare esserci la controversa decisione della Regione. La mia è dunque una richiesta di chiarimenti dettata dal buon senso, in una Regione, quale la nostra, che non può permettersi ulteriori ritardi nel fronteggiare l'emergenza sanitaria in atto: questo è il momento di agire con la consapevolezza dettata dalle scelte che si ritengono più opportune per la tutela del bene comune e non di sparuti interessi locali.
Ritengo pertanto – conclude il membro dell'assemblea nazionale del Pd – che sarebbe opportuno il potenziamento delle strutture già esistenti – mai utilizzate benché quasi pronte all'uso – non solo nell'ottica di far fronte al momento emergenziale, ma anche in prospettiva futura. Agire in tal senso, invero, potrebbe rappresentare un importante lascito per il potenziamento della sanità di questa regione".