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Morra (M5S): "Il Cnr è da commissariare. Scandaloso: la quinta scelta diventa dg”

«Il Ministro indagherà sulle stranezze, o vergogne decidetelo voi, che si sono verificate nel CNR, il più grande e prestigioso ente di ricerca del Paese che assorbe risorse pubbliche per circa un miliardo di euro all'anno. Di recente, dopo aver analizzato l'iter della procedura di selezione che il Presidente Inguscio ha adottato per individuare l'attuale Direttore Generale del CNR, dott. Giambattista Brignone, sembra essere confermato un modus operandi in perfetta continuità col recente passato dell'Ente. Questa selezione, alla quale hanno partecipato 30 candidati, sembrerebbe aver premiato non il migliore, ma Brignone che sarebbe addirittura il candidato di 'quinta scelta'! Tanto traspare dalla lettura dei giudizi espressi sui vari candidati dall'apposita Commissione di valutazione di altissimo profilo» - la denuncia arriva dal Senato pentastellato Nicola Morra, che già nella scorsa legislatura si è occupato di quanto accade all'interno degli Enti di ricerca.

«È arrivato il momento di cambiare. Nella precedente legislatura, l'ex Ministro Giannini non diede riposte in merito alla già preoccupante modalità con la quale si è proceduto alla scelta di Massimo Inguscio alla presidenza del CNR, che era risultato essere la 'terza scelta' della commissione di valutazione dei candidati, peraltro ex aequo con altre due persone!»

«Tali fatti, se confermati, rappresentano una violazione delle regole più elementari di correttezza, trasparenza e buona amministrazione. Premiare i partecipanti ad una selezione in modo inversamente proporzionale al loro merito non può che essere un cattivo esempio per il Paese. Dovrebbe essere il merito il principale elemento qualificante per la ricerca, parliamo di un mondo che rappresenta il vero propulsore dello sviluppo sociale ed economico italiano.»

«Purtroppo, nella precedente legislatura abbiamo dovuto denunciare molti, forse troppi, casi di mala gestio che si sono verificati nel CNR e nei vari Enti pubblici di ricerca, casi che hanno contribuito a polverizzare le risorse messe loro a disposizione. Ad oggi poco o nulla sembra cambiato ed a farne le spese sono stati solo i ricercatori e chi ha avuto il coraggio di denunciare questi fatti.»

Morra conclude: «Solo contrastando in maniera esemplare ogni malcostume, potremo dimostrare fiducia ai nostri giovani, alle nostre migliori menti, ai tanti precari della ricerca in attesa di stabilizzazione. È tempo di dare un segnale di cambiamento, in linea con il programma di Governo, attraverso un reale progetto di rifondazione dell'intero comparto ricerca (oggi polverizzato in 19 enti, vigilati da 6 differenti Ministeri), che restituisca centralità agli scienziati ed estirpi radicate 'sacche di potere' che contrastano lo sviluppo ed annichiliscono la ricerca stessa. Se vogliamo realmente investire in sviluppo e ricerca nel nostro Paese, occorre pensare ad un sano e innovativo modello in discontinuità con il passato. Solo così forniremo il futuro che meritano ai nostri ricercatori.»