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Corigliano Rossano: le professionalità scendono in campo a sostegno di Promenzio

È evidente che questa è una tornata elettorale estremamente importante per la comunità Corigliano Rossano per indurre a scendere in campo professionisti di chiara fama. È il caso della dottoressa Maria Grazia Sapia, nota pediatra di Rossano, da sempre impegnata nel sociale, già responsabile Nazionale dei Pediatri per le problematiche ambientali, autrice di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, legata profondamente alla sua terra anche per tradizione, perché figlia del compianto preside Giovanni Sapia, espressione massima della cultura locale, regionale e nazionale e fautore del progetto di fusione Corigliano Rossano.

«Ho deciso di scendere in campo – dice Graziella Sapia – perché le mie ultime vicende personali mi spingevano ad abbandonare la mia terra. Per una strana coincidenza ho ricevuto una telefonata da Gino Promenzio, che conosco dalla nascita e con il quale collaboro per motivi professionali, che mi ha comunicato la sua candidatura a sindaco. Ne sono stata così felice che è bastata un'altra piccola spinta da amici carissimi per accettare la proposta di candidatura a consigliere comunale. Gino Promenzio rappresenta la ventata di entusiasmo, pulizia, lealtà, innovazione, passione, amore per la propria terra, onestà, disinteresse personale, cultura, in linea con i tempi e fuori dagli schemi visti e rivisti di uomo politico, che ama chi è al suo fianco non chi sta dietro con lo scopo di manovrare o tirare fili».

«E poi – prosegue la dottoressa Sapia – il suo progetto di "una città a misura di bambino" non poteva lasciarmi indifferente, perché io adoro il mio lavoro e adoro i bambini. E ritengo che parlare con i bambini e per i bambini necessiti di esperienza professionale, altrimenti si rischia di offrire messaggi fuorvianti. Ecco, il mio ruolo sarà quello di dargli una mano e offrirgli tutta la mia esperienza professionale, affinché possiamo rivedere i nostri bambini tornare a giocare all'aperto in spazi sicuri, in un ambiente non inquinato, in scuole non fatiscenti dove si è costretti a mangiare un panino a pranzo, che rappresenta il massimo della cattiva alimentazione, perché le mense aprono a gennaio e per di più a pagamento. Creare una città a dimensione di bambino – prosegue Graziella Sapia – vuol dire creare una città per il futuro di questi bambini, con la speranza che tutto serva a tenerli legati alla loro terra perché riusciremo a creare posti di lavoro. Una città a misura di bambino vuol dire preoccuparsi dello sport offerto gratuitamente, spettacoli e libri offerti gratuitamente, educazione alla salute e al buon vivere civile, collaborazione con tutte le istituzioni. Una città a misura di bambino vuol dire anche: meritocrazia, termine ormai sconosciuto nella nostra travagliata terra; vuol dire potersi curare, e bene, nel nostro territorio, nei nostri ospedali, perché abbiamo tutte le carte in regola per poterlo fare, basterebbe solo abolire l'ingerenza della politica, della cattiva politica. Una città a misura di bambino vuol dire poter vantare il mare pulito e le spiagge sicure; vuol dire incentivare l'agricoltura biologica per debellare i pesticidi, causa di tante patologie; far rispettare la legalità e garantire la sicurezza; vuol dire una classe dirigente che considera la comunità cittadina la sua famiglia ed ha il dovere di tutelarla a 360 gradi. Ed io sono certa che, piano piano, passo dopo passo tutto ciò si possa fare. Lo devo anche a mio padre, che ha amato la sua terra come la sua famiglia ed ha creduto in questa fusione, in considerazione anche del fatto che è stato un antesignano quando fu preside a Corigliano e Rossano, frequentando in contemporanea le due comunità e apprezzando di ambedue i pregi e i valori che avrebbero potuto offrire alla nuova città».