Cosenza
 

Unical, Filorosso chiede esami in presenza e accesso ai servizi

"L'Università della Calabria è chiusa da tre mesi e l'ultimo decreto rettorale stabilisce che lo rimanga fino al 14. Cosa succederà dal 15 giugno? Quali saranno le modalità d'esame della sessione estiva? I tesisti potranno tornare in laboratorio? Gli studenti che ne faranno richiesta potranno tornare negli alloggi? Chi non potrà farlo riceverà il corrispettivo in denaro dei servizi non fruiti della borsa di studio? Tutte queste domande ad oggi non trovano risposta, nonostante si moltiplichino le richieste da parte degli studenti, di ogni colore politico.

La cosiddetta "Fase 2" all'Unical non è mai partita. All'inizio del lockdown abbiamo assistito inermi all'evacuazione del Campus: gli studenti sono stati praticamente sgomberati dalle loro case, la sala mensa è stata chiusa, si è svuotato un intero paese di duemila abitanti, lasciandone solo una piccola parte e impedendo agli altri di tornare. Nessun decreto ministeriale ha mai ordinato di sfollare le residenze, e nessun decreto impedisce allo stato attuale il rientro, tant'è che gli enti per il diritto allo studio di diverse regioni lo consentono già dal 18 maggio, anche da fuori regione. Ad oggi, il Campus continua a rimanere in lockdown, mentre tutto intorno torna lentamente alla normalità.

"L'evacuazione del Campus non è l'unica ingiustizia subita in questi mesi. La didattica a distanza, per quanto abbia consentito lo svolgimento delle lezioni on line, non può considerarsi un successo o un modello da replicare. La qualità della connessione Internet e la disponibilità di computer nelle case hanno creato gravi disparità nell'accesso alla didattica. Ora che i corsi sono finiti, è necessario attrezzarsi da subito affinché gli studenti possano tornare in aula a settembre, come nelle scuole, in piena sicurezza. La formazione necessita dell'interazione e del confronto fra pari e questo può avvenire solo in presenza.

Infine, ma non da ultimo, il capitolo dolente degli esami. Sostenere le prove (soprattutto scritte) a distanza è una tortura (abbiamo letto testimonianze allucinanti) non solo per gli studenti ma anche per i docenti. Non possiamo permettere che il divario digitale si ripercuota anche sugli esami. Ci sono tutte le condizioni affinché la sessione estiva, come auspicato anche da alcuni docenti, si svolga in presenza: i contagi in Calabria sono azzerati da settimane e lo stesso Ministero dell'Università spinge per svolgere dal vivo alcune attività, esami e lauree comprese. La sessione estiva potrebbe servire anche da prova generale per l'autunno.

Chiediamo quindi che dal 15 giugno l'Unical consenta lo svolgimento in sicurezza degli esami in presenza e riapra gli alloggi, la sala mensa e la sala studio della biblioteca, consentendo a tutti gli studenti pari opportunità e pari diritti di formazione e di accesso ai servizi".

E' quanto si legge in una nota dell'associazione Filorosso '95.