ReggioNonTace e Libera il 23 maggio in memoria delle vittime di mafia. Con qualche stoccata a Roberto Saviano…

reggionontace liberadi Anna Zaffino - Era il 23 Maggio 1992. Sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, in provincia di Palermo, il tritolo uccide il simbolo della lotta alla mafia, Giovanni Falcone. E assieme a lui la moglie  Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Tra due giorni sarà il ventunesimo anniversario dalla sua morte. Ed è per questo che le associazioni ReggioNonTace e Libera, con il supporto della commissione straordinaria reggina, si riuniranno a Piazza Italia davanti alla sede del Consiglio comunale sciolto contiguità con la 'ndrangheta lo scorso ottobre. Per ricordare ma anche per proporre.

Sì perché la memoria non serve soltanto per ricordare ma è il motore dell'azione. E' su questo che si trovano d'accordo il commissario Vincenzo Panico e gli esponenti di ReggioNonTace e di Libera.

"La memoria anche a qui Reggio deve essere tenuta alta e questa iniziativa è dimostrazione di passione civile". Panico sottolinea l'importanza del fermento sollecitato dalle due associazioni. Di un fermento che dovrebbe "smuovere" soprattutto le nuove generazioni per un futuro migliore. Ed è per questo che il 23 maggio l'evento, sponsorizzato dalla commissione straordinaria reggina che fornirà anche il supporto logistico, servirà a ricordare la strage di Capaci. Ma non solo. Ci sarà spazio anche per quelle che sono state altre vittime della criminalità organizzata. Vittime meno conosciute di Giovanni Falcone ma sempre bersagli innocenti dei delitti perpetrati dalla criminalità organizzata.

Non finisce qui: si lancerà anche una petizione per intitolare strade e piazze alle vittime delle mafie. Così come è stato fatto a Pianopoli, in provincia di Catanzaro, dove si sono dedicate 17 strade ad altrettante vite spezzate dalla criminalità organizzata.
Fare memoria non significa solamente non dimenticare ma significa anche costruire un futuro migliore. E' questo il messaggio di ReggioNonTace.

Il 23 maggio è una data che come a Reggio verrà celebrata anche in tutta Italia perché, come sottolinea anche Mimmo Nasone, coordinatore cittadino di Libera: "La memoria senza impegno diventa una celebrazione vuota. Dalla conoscenza e dalla memoria bisogna far scattare l'impegno per cambiare".

Un impegno di sostanza quello auspicato da Nasone, un "passare dal commuoverci di fronte ai delitti delle mafie al muoverci. Muoverci per cambiare". Non sembrano solo "parole". Rnt e Libera da quando sono nate, a piccoli passi, hanno saputo dar voce ai cittadini, hanno saputo denunciare, hanno detto no alle mafie, hanno cominciato ad "interferire" contro quel silenzio sul quale la 'ndrangheta vuole reggersi.

Non mancano però le polemiche anche contro chi di lotta alla criminalità organizzata se ne intende: Mimmo Nasone sferra un duro attacco allo scrittore Roberto Saviano, venuto a Reggio la scorsa settimana per la presentazione del suo ultimo lavoro "ZeroZeroZero". Critica il tipo di comunicazione fatta dallo scrittore napoletano: "Ha fatto emergere esclusivamente quello che c'è di negativo a Reggio. Non ha mai citato quello che di positivo c'è e quello che di buono si fa. Quel modo esprimersi a Reggio non funziona". Poi continua senza troppe mezze misure: "Ha fatto pubblicità gratuita alla 'ndrangheta. Reggio non è la Campania, qui è tutta un'altra storia, bisogna documentarsi quando si viene qui". Lo definisce poi un saccente che "ha sovrapposto l'esperienza campana a quella di Reggio", invitandolo senza mezzi termini ad essere più umile.

Dopo questa polemica, Francesco Spanò, eletto pochi giorni fa referente reggino di Libera dà appuntamento alle 19 del 23 maggio a Piazza Italia: "Sarà un'occasione per riflettere e per fare memoria. Dalla memoria nasce un impegno diffuso e costante". E lo sa bene lui che con Libera incontra costantemente i familiari delle vittime della criminalità organizzata. Per non lasciarli soli. Per non dimenticare. Quello di dopodomani sarà un evento fatto anche spettacoli video e musica. Maurizio Albanese, organizzatore dello spettacolo musicale previsto, sottolinea le due armi che secondo lui sono delle lame affilatissime per far sentire il proprio no alla Mafia: la parola e l'arte. Per questo andranno in scena Mad Simon & The Syndrome band.