di Luisa Nucera - Dai flutti del mare mosso emerge un'immagine di donna dolce e graziosa. Capelli increspati,luminosi e iridescenti inseguono il movimento del vento che soffia superbo sul mare dello Stretto. Una Sirena, una delle tante a cui la nostra mente privata del tempo dovrebbe essere abituata. Il mare la ospita col suo inquietante, seppure affascinante aspetto chimerico metà donna e metà pesce. Lo sguardo la cattura ma noi ascolteremo il suo canto allettante senza tuttavia lasciarci ingannare. Sappiamo bene che cela la coda di pesce nei temibili gorghi marini profondi e sconosciuti. Visione sgargiante, ora che l'orizzonte assume i toni tenui e nitidi del tramonto; ora che le acque sembrano aver trovato la quiete della sera. Stavolta non canta. Affiora e affonda con movimenti volontari eleganti e regali. Appare e scompare, quasi a voler dimostrare la sua presenza in un primo momento per poi illuderci della sua assenza, ignari che a volte questa è sintomatica per la nostra ricerca necessaria a scavalcare la transitorietà dell'esperienza sensibile. Protagonista ancora una volta, complice lo scenario suggestivo del Castello di Scilla,è il mito con la sua scia di magia, con la sua parola, il suo discorso, la sua progettazione ma anche narrazione e creazione ideale in una realtà infastidita da rumori materiali e scompensi economici. E' un'eco che pone in condizione di ascolto, introspezione ed esplorazione interiore non avulsa da sofferenza e patimento. Riecheggia il mito di Iside, legato ad uno dei culti ellenistici più diffusi e di Osiride, suo sposo. Un mito che, col suo sapere enigmatico, nella letteratura greca d'Egitto,esercitò un potente fascino, indifferente alle barriere del tempo. Iside è la dea sapiente;conosce i nomi delle cose,guarisce le febbri e i mal di testa. Una dea un po' maga, un po' guaritrice.
Durante il governo della coppia regale L'Egitto conosce un periodo di benessere e prosperità. Ma presto si scatena un conflitto fraterno. Seth, fratello di Osiride,desideroso del regno, uccide il fratello, lo fa a pezzi e lo disperde nelle acque del Nilo. Seth, dio del caos e turbamento, disperazione e confusione; del sole che brucia e dell'acqua che affoga. Un'espressione forte della presenza del Male contro cui si deve costantemente lottare. Iside madre, moglie e donna; addolorata, persa e lacerata;Iside, figura archetipo femminile primordiale che combatte fino a riuscire a recuperare le membra disperse dello sposo infondendogli forza vitale. Osiride resuscita grazie all'Amore della sua sposa ma non riacquista la pienezza della vita. Il contatto con la morte lo ha indelebilmente segnato. Come se, dopo la morte, egli fosse richiamato in vita con fatica; quasi che fosse riluttante ad accettarla quando il suo corpo, che verrà ricomposto,sarà privato di una parte importante, indispensabile per la prosecuzione della specie. Atroce dettaglio della sua caducità! Sgomenta constatazione che in mezzo alla vita siamo circondati dalla morte che non risparmia nessuno! Un mito inevitabilmente legato al ciclo morte-resurrezione. Iside ed Osiride incarnano una vitalità coinvolgente, forte ed emozionante dei simboli in cui l'uomo colloca la propria aspirazione a sopravvivere. A dare un senso al dolore del corpo e dei sentimenti.
A mirare verso l'Alto, verso ciò che può essere ignoto o rivelato. C'è in ogni essere umano, la necessità latente di penetrare col pensiero i contenuti della Ri-velazione. Voglia e passione di dare sfogo ad un'energia che soffia dal Cuore. Per giungere, non senza sforzo, ad un ampliamento della coscienza che va dall'Anima allo Spirito. Una sorta di acquisizione di consapevolezza che ci mette in cammino, alla ricerca della nostra stessa origine. Una scintilla che vive con noi e che possa permettere di crescere, maturare, confrontarsi e migliorarsi per pervenire ad una conoscenza sostenuta dalla saggezza. Tutto questo è l'Eco di Iside, libro avvincente dello studioso psichiatra Salvatore Romeo. Il vento è scomparso e sulla battigia la Sirena si adagia in estasi, docile e lenta, pronta ad accogliere l'eco lontana. Non esiste canto più seducente e melodioso.